Federico Zampaglione: “Adoro mia figlia Linda”/ “Mi mancano Califano e Gigi Proietti”

- Alessandro Nidi

Federico Zampaglione, a “Dedicato”, ha parlato della figlia Linda, di sua moglie Giglia Marra, dei suoi progetti musicali e della sua amicizia con Califano e Proietti

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Federico Zampaglione (Dedicato, 2021)

Federico Zampaglione è intervenuto in qualità di ospite di fronte alle telecamere di “Dedicato”, trasmissione di Rai Uno condotta da Serena Autieri con la presenza in studio di Gigi Marzullo. Subito l’artista ha parlato della genesi della sua carriera: “Mio padre Domenico è una figura importantissima nella mia vita. Lui era un pianista e ha iniziato a farmi ascoltare da ragazzino il blues. Ho cominciato quindi con la chitarra a replicare le prime note. Diciamo che passo la mia giornata a suonare queste cose qui, poi vesto i miei panni da cantante dei Tiromancino e interpreto un altro tipo di musica, che è comunque permeata da movimenti blues e anche country”.

Poi, una battuta su sua figlia Linda, che gli ha inviato un tenero videomessaggio: “Appena la vedo mi si illuminano gli occhi. Sono innamorato pazzo di lei, che è una ragazzina ormai. Canta molto bene, è spigliata, veloce. La sua è una generazione abilissima con la tecnologia e lei mi risolve qualsiasi problema io abbia con il telefonino”.

FEDERICO ZAMPAGLIONE: “I MIEI AMICI FRANCO CALIFANO E GIGI PROIETTI”

Successivamente, sempre a “Dedicato”, Federico Zampaglione ha commentato rapidamente la recente collaborazione con Carmen Consoli, che “è un’anima musicale meravigliosa, ha una voce che incanta”, rivelando in seguito che stare lontano dal palco a causa del Coronavirus “è stata per me un’esperienza difficilissima. Mi sono sposato quest’estate in Puglia con mia moglie Giglia Marra, che mi ha dovuto sopportare con i miei continui esercizi musicali durante i mesi di stop. Diciamo che in me ci sono tante contraddizioni… Sono un regista di film horror e scrivo canzoni d’amore”.

Infine, il ricordo di Franco Califano, che “è stato uno dei più grandi poeti del Novecento, a tal punto che a volte finiva per oscurare con il suo personaggio le sue stesse poesie. Ogni parola che metteva era qualcosa che proveniva dalla vita vissuta. Lo ricorderò sempre con grande affetto e con grande stima. Eravamo molto amici, anche con Gigi Proietti, con cui ho passato molte serate. Erano due personaggi simbolo di Roma, mi mancano davvero molto”.





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