Federico Zampaglione/ ‘’Morrison? Un confronto tra musicisti di diverse generazioni’’

- Lucia Filardi

In ”Morrison” Federico Zampaglione racconta due musicisti alle prese con dei momenti di crisi che risulteranno superabili solo grazie all’amore per quello che fanno.

Il film Morrison di Federico Zampaglione
Dal trailer di Morrison, regia di Federico Zampaglione

Federico Zampaglione torna a vestire i panni da regista per il suo quarto film dal titolo ”Morrison”, tratto dal suo romanzo ”Dove tutto è a metà”. In sala da giovedì 20 maggio, la storia narra le vicende di due musicisti in fasi diverse della vita: Lodo è un ragazzo agli esordi che suona con la sua band nei locali romani, mentre Libero è vicino ai 50 anni ed è un affermato rocker che però vorrebbe tornare alle emozioni degli inizi rimettendosi in gioco. Zampaglione, cantautore, scrittore, regista e leader dei Tiromancino da 30 anni, racconta così il mondo di cui è anche lui protagonista: quello della musica.

Nel personaggio di Lodo, ad esempio, lui vede il suo di esordio caratterizzato da uno stato di eccitazione mista ad ansia prima delle esibizioni. Ma il fulcro del film è anche il confronto tra due generazioni apparentemente diverse ma unite da un fil rouge, l’importanza della passione e dei desideri. In vista dell’uscita di ”Morrison” (il titolo si rifà al nome del locale dove Lodo si esibisce ed è ispirato a Jim e ai Doors) Federico Zampaglione ne ha parlato in diverse interviste, anche su La Stampa dove rivela: ”Non so se è un film autobiografico, posso dire che è un film girato da una persona che ha cominciato a 17 anni a fare concerti e che ha passato la vita dentro un certo mondo”.

Federico Zampaglione racconta l’importanza della passione

Il cantautore e front-man dei Tiromancino ha l’esperienza giusta per trattare questo argomento in un film e allora ha preso la palla al balzo e ne ha fatto uno tutto suo. Tra gli attori scelti ci sono Lorenzo Zurzolo e Giovanni Calcagno, i quali interpretano i due musicisti alle prese con dei momenti di crisi che risulteranno superabili solo grazie all’amore per quello che fanno. Nell’intervista su La Stampa, Federico Zampaglione ha detto: ”I sogni si scontrano spesso con una realtà che può essere brutale, ed è allora che subentra la passione, se ami quello che stai facendo, ti rialzi e ricominci. A me la voglia di mollare non è mai venuta”. Mollare vorrebbe dire lasciar andare la propria vita se si ha una motivazione forte per portare avanti un qualcosa di importante.

Parla di ”Morrison” come se fosse uno dei suoi brani, in fondo nelle sue canzoni tratta sempre di stati d’animo. In questo caso è il confronto generazionale tra il mondo dei giovani e quello degli adulti in cui inevitabilmente nascono imprevisti, nel bene e nel male. Da artista poliedrico quale è, anche il Federico Zampaglione regista ha i suoi ”maestri”, i suoi preferiti sono tanti e diversi: da Monicelli a Virzì fino a Bava, Fulci e Argento. Da questi ultimi ha preso la passione per il lato thriller, a differenza del film in arrivo che si misura con un racconto più personale e intimo, i suoi lavori passati ”Shadow” e ”Tulpa – Perdizioni mortali” sono difatti di un genere più cupo.

In ”Morrison” ci si possono rispecchiare tutti dice Federico Zampaglione

”Certamente ho raccontato di più la mia vita qui, che negli horror che ho diretto”, l’intervista su Il Tempo invece si apre così. Qui l’artista ha raccontato che molti, dopo aver letto il suo romanzo ”Dove tutto è a metà”, volevano vedere dal vivo la storia di quei personaggi. Ed allora ha deciso di dar lor vita facendone un film nel quale ci si possono rispecchiare tutti, non solo chi fa il musicista: ”Sono stato anche io come Lodo dentro a un furgone a fumare, tra grandi aspettative e sogni che si infrangevano. Ma le vicende di questi personaggi possono succedere a chiunque. Tutti possono cadere e rialzarsi, fa parte dell’animo umano”.

Federico Zampaglione poi cita tre nomi del cantautorato italiano come suoi grandi maestri e amici: Lucio Dalla, Pino Daniele e Franco Califano, dal quale ha imparato a dire ciò che sente attraverso la musica. Cosa che ha iniziato a fare, dice su Il Tempo, non per il successo: ”Lo considero qualcosa di effimero. Nel film racconto proprio cosa significa ritrovare se stessi, perché i soldi o essere primo in classifica non contano”. A fare da colonna sonora alla pellicola ci saranno la canzone ”Cerotti”, uscita a gennaio e scritta con Gazzelle, e ”Er Musicista” che uscirà in contemporanea al film.

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