Filippo Tortu: “Stupito da parole di Marcell Jacobs”/ “Aspetto di parlare con lui…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Filippo Tortu ha commentato le dichiarazioni di Marcell Jacobs sui “ruoli invertiti”. Il talento di Milano spiega: “Sono rimasto stupito, ne parleremo”

Tortu Jacobs
Risultati atletica Olimpiadi Tokyo 2020 - Filippo Tortu e Marcell Jacobs (Lapresse-archivio)

Scintille e non dovute all’alta velocità fra Filippo Tortu e Marcell Jacobs, vincitori della medaglia d’oro nella 4 x 100 alle recenti olimpiadi di Tokyo, risultato storico e sorprendente. L’attuale atleta più veloce al mondo, intervistato da La Gazzetta dello Sport dopo il doppio oro, aveva commentato così i suoi rapporti con il collega Tortu: “Tra noi non c’è più il feeling di una volta? I ruoli si sono invertiti, ora tiro io. Nel passaggio può darsi che qualcosa abbia incrinato la fiducia reciproca. Un saluto mancato, un complimento non fatto. Ma conosco bene Filippo, lo stimo e so che certe cose non arrivano direttamente da lui. E dopo quello che ha fatto in finale…”.

Parole che testimoniano come il rapporto fra i due si è forse un tantino incrinato dopo l’esperienza nipponica, ma Filippo Tortu ha cercato di non gettare benzina sul fuoco: “Pensavo la mia stima si fosse vista e capita – ha raccontato il giovane atleta di Milano intervistato da IlNapolista – sono rimasto un filo stupito, anche se aspetto di parlarne con lui”.

FILIPPO TORTU SU MARCELL JACOBS: “NON E’ SUCCESSO NULLA, LO VEDRO’ A MONZA”

Non è successo nulla – ha continuato Tortu – non ci sono questioni da chiarire. Da parte mia è tutto come prima e non c’è bisogno di rincorrerci. Lo vedrò a Monza, per il Gran Premio di Formula 1 (in programma domenica prossima 12 settembre ndr), dove siamo invitati, e parleremo ma senza bisogno di confronti. Ci conosciamo e capiamo bene. Le sue magari sono parole figlie di percezioni errate. Non esistono vere polemiche, sono chiacchiere”.

Quindi un simpatico aneddoto sulla finalissima dei 4 x 100: “Solo adesso ho notato che a 3 metri dall’arrivo alzo un sopracciglio. Era una sorta di ‘ma che cosa stai facendo?’. Ero io che mi rendevo conto di vincere le Olimpiadi e infatti quando, senza fiato, guardo lo schermo non è il nome Italia che mi sorprende, è la distanza. Ero sicuro ci fosse margine, non un solo centesimo ma ovviamente, visto come è andata, è ancora più bello che sia un niente”.



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