Governo Conte-Bis: “Deadline mercoledì”/ Salvini “Lega aperta a delusi M5s. Il Pd…”

- Niccolò Magnani

Conte fissa deadline Governo Pd-M5s “non oltre mercoledì”: trattative su programma e ministri, Zingaretti “non sarà facile ma ce la mettiamo tutta”

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Conte al Senato (LaPresse, 2019)

Proseguono senza sosta le trattative tra M5s e Pd per il Governo Conte-bis, con la mossa del dem Franceschini che potrebbe aver rasserenato il clima tra le due forze politiche. Ma la Lega non sta a guardare, con Matteo Salvini che ha affermato a margine della Berghem Fest: «Le porte del Carroccio sono e saranno sempre più aperte: nel corso degli scorsi mesi abbiamo detto tanti no, ma se ci sarà comunanza di idee vedremo», a proposito della possibilità di accogliere gli esponenti pentastellati delusi dall’esecutivo giallorosso. Il segretario federale leghista ha poi evidenziato: «Rispetto la coerenza e la dignità di quegli elettori ed eletti dei 5 Stelle che dicono di essere entrati in politica per contrastare il Pd e Renzi e che ora si trovano al governo con loro». Attese novità nel corso delle prossime ore sul dialogo tra grillini e dem, alla ricerca di un’intesa per evitare il ritorno alle urne, il sogno proibito di Salvini… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GOVERNO CONTE-BIS, LE PAROLE DI ZINGARETTI

In un video lanciato su Facebook, il Segretario del Pd Nicola Zingaretti parla con la sua base e spiega come le trattative per un Governo giallorosso sono tutt’ora in atto ma che non sarà affatto facile portarle a termine: «Lo so che è difficile ma stiamo facendo di tutto per dare a questo Paese un nuovo governo», spiega il Governatore del Lazio che fissa i punti programmatici del Conte-bis che oggi ha ricevuto come deadline del Quirinale non oltre mercoledì prossimo «un Governo per riaccendere l’economia, unire il Nord e il Sud del Paese, riprendere una stagione di investimenti, far crescere il lavoro, riaprire il capitolo dell’innovazione nella scuola, l’università, la ricerca. Cioè quello che serve all’Italia per cambiare. In pochi giorni già con le aste dei Bot abbiamo recuperato 600 milioni e c’è chi parla di miliardi se continuiamo così. E’ difficile dunque ma vale la pena provarci per il bene dell’Italia». Nel M5s intanto la visione è differente a seconda degli esponenti: se Paragone continua scettico sul nuovo Governo «Luigi Di Maio non piace al Pd perché sta difendendo quello che di buono avevamo fatto nel precedente governo. Luigi deve rimanere centrale. Anche a Chigi! (E lo dice uno che con Luigi ci ha fatto pure sane litigate)», Manlio Di Stefano accoglie l’invito di Beppe Grillo «Ha ragione Beppe quando dice che è tempo di guardare 50 anni avanti e avviare una stagione di riforme evolute e lungimiranti, ed è proprio per questo che ci stiamo concentrando al 100% sul programma. Perché non ci può essere un futuro alla cieca con chi conosciamo già proprio per politiche avverse al nostro progetto a 50 anni».

ZINGARETTI “NO VICEPREMIER NEL GOVERNO CONTE-BIS”

Dopo il giudizio del Premier Conte che si dice “possibilista” e “ottimista” sulla nascita del Governo Pd-M5s, arriva una proposta ufficiale del Partito Democratico dopo le parole di Beppe Grillo dette ieri sera nel messaggio-video sulla crisi di Governo: prima scrive Dario Franceschini sui social «Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di “posti”. Serve generosità. Per riuscire a andare avanti allora cominciamo a eliminare entrambi i posti da vicepremier». Poco dopo risponde direttamente il Segretario del Pd Nicola Zingaretti che conferma l’apertura verso i 5Stelle scrivendo «Un altro contributo del Partito Democratico per sbloccare la situazione e aiutare il Governo a decollare». Anche il vicesegretario vicario del Pd, Andrea Orlando e Andrea Marcucci avevano appoggiato la richiesta nelle scorse ore per superare il “nodo” Di Maio-Franceschini come due vice al Premier incaricato Giuseppe Conte. Resta però fortemente critica una piccola ma importante “fetta” interna al Movimento 5 Stelle: il Senatore Gianluigi Paragone ha infatti commentato poco fa «Franceschini vuole far fuori Di Maio da Palazzo Chigi».

I “PALETTI” DI RENZI PER IL GOVERNO PD-M5S

Un largo “discorso” quello di Conte alla Festa del Fatto, dove occorre sottolineare un passaggio decisivo: «non sono iscritto al Movimento 5 stelle» ha puntualizzato il Premier incaricato, «non partecipo alle riunione del gruppo dirigente, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari. Definirmi dei 5 stelle mi sembra formula inappropriata. Rimane però il dato che c’è molta vicinanza, li conosco da tempo, lavoro con M5s molto bene e il Movimento e in particolare Di Maio, mi ha designato come presidente. Sono dati di fatto, poi le valutazioni le lascio a tutti». Ergo, per il Pd che richiede il vicepremier avendo definito Conte «del M5s», la risposta del Premier incarico rimette al centro lo snodo, ancora non risolto, del vice/Sottosegretario nelle lunghe trattative di Governo giallorosso. In mattinata un ex Premier come Matteo Renzi, vero “regista” di questa crisi di Governo e alleanza anomala tra dem e 5Stelle, fissa già i paletti della sua appartenenza alla maggioranza: «Non avete nulla da temere da un governo che nasce per evitare l’aumento dell’Iva e che abbassa lo spread», e poi ancora «un Governo per la crescita o niente sostegno. La Brexit di Boris Johnson sarà un disastro sia per il Regno Unito sia per l’Europa. La frenata tedesca rallenterà la crescita anche nel nostro Nord Est. E in casa nostra il Pil oscilla tra lo zero e il negativo. E’ un passaggio delicato, è ora di finirla col teatrino dei bisticci: oggi si tira una linea di demarcazione».

CONTE “GOVERNO ENTRO MARTEDÌ, MASSIMO MERCOLEDÌ”

Una lunga e importante intervista in collegamento alla Festa del Fatto Quotidiano alla Versiliana ha visto protagonista il Premier incaricato Giuseppe Conte, che fa subito un annuncio: «La deadline del nuovo governo è martedì, mercoledì al massimo». Per il Presidente del Consiglio dimissionario, le trattative in corso per un Conte-bis tra Pd e Movimento 5 Stelle stanno proseguendo con una buona unità di intenti, al netto delle “scaramucce” delle ultime 48 ore: «Vedo un buon clima di lavoro. Da questo punto di vista sono convinto assolutamente che tutti siano disponibili ad accantonare il passato e a concentrarsi su questo importante progetto che riguarda l’intero Paese. Ad oggi discontinuità» – e qui risponde indirettamente a Zingaretti e al gruppo dirigente dem – «significa aprire un’ampia stagione riformatrice per il Paese». Si parla di programma – «è quello di mettere in primo piano una visione del Paese di economia sostenibile, economia circolare. Fare cose on stratosferiche ma che andavano fatte e che non siamo riusciti a fare, e farle con la massima determinazione. E’ la più grande sfida» – ma inevitabili sono le domande di Marco Travaglio sul totoministri: «Il tema dei ministri adesso non è la massima premura, che in questo momento è il programma. E definendo le linee strategiche chiederò indicazioni in modo da consentirmi di scegliere la migliore squadra». Secondo annuncio del Premier Conte arriva sul tema economico, con un messaggio lanciato all’Ue: «Mi piacerebbe molto che l’Italia possa dare un contributo critico per adeguare il Patto di stabilità al nuovo ciclo economico, alla nuova prospettiva economica».

SALVINI VS GOVERNO PD-M5S: “BASTA SQUALLORE, ELEZIONI!”

Nuovo appello del ministro dell’interno uscente, Matteo Salvini, contro il governo che potrebbe nascere a breve, quello dell’unione fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Il leader del carroccio ha utilizzato i social per rivolgersi al presidente della repubblica, Sergio Mattarella, e attraverso la propria pagina Twitter ha scritto: “Continua lo squallido mercato delle poltrone targato Pd. Presidente Mattarella, non permetta che la vergogna prosegua, restituisca la parola al Popolo Italiano: elezioni! #elezionisubito”. Salvini ripete quindi il mantra delle elezioni subito, che sono anche le due parole che ormai da giorni sono sulla bocca del centrodestra compatto, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, passano appunto dalla Lega. Quindi Salvini rincara la dose puntando il dito contro i democratici in vista di un nuovo possibile cambio di regole in tema di accoglienza dei migranti: “Se il Pd vuole riaprire i porti e far ricominciare il business dell’immigrazione clandestina, lo dica agli italiani”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro9

GOVERNO CONTE-BIS: LITE PD-M5S

Oggi in giornata dovrebbe tenersi un incontro tra Giuseppe Conte, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, il tema manco a dirlo è l’accordo di Governo Pd-M5s che dopo le giornate convulse di venerdì e ieri è tutt’altro che scontato come esito. Non è stato confermato ancora il vertice e potrebbe anche venir slittato laddove non vi siano ancora le condizioni “interne” – ovvero tra i due fronti diplomatici che lavorano senza sosta da giorni sul programma e la squadra di Governo – di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Dopo i 20 punti presentati da Di Maio al Premier incaricato, l’ira del Pd ha rischiato di rompere l’intero accordo, poi ricucito dallo stesso Conte in un confronto con delegazioni congiunte dem-5Stelle. Ieri sera poi il video di Beppe Grillo ha di nuovo sollevato diversi attriti interni alla nuova maggioranza giallorossa che sta per nascere, anche se finora tutto potrebbe essere “ricondotto” alla necessità di Pd e M5s di far vedere uno sforzo monumentale per far accettare al proprio elettorato un’alleanza fino a qualche mese fa “impossibile”. «Cogliete questa occasione unica, compattate i pensieri, non abbrutitevi a parlare di scalette, controscaltette, 10 punti, 20 punti.. basta!», sono i pensieri di Beppe Grilli per “svegliare” tanto il Pd quanto il M5s: in serata la risposta di Zingaretti, «Caro Beppe Grillo mai dire mai nella vita. Cambiamo tutto e rispettiamoci gli uni con gli altri».

GOVERNO CONTE-BIS: IL NODO ROUSSEAU

Segnali di distensione ci sono, i lavori tra D’Uva-Patuanelli (capigruppo M5s) e Marcucci-Delrio (omologhi del Pd) proseguono ma al momento né la squadra di Governo né l’accordo su programma giallorosso sembra esser stato trovato. Poi, oltre al ruolo di Luigi Di Maio nel nuovo Conte-bis, sul piatto della “sfida” tra i due partiti vi è senza dubbio il voto su Rousseau: dovrebbe avvenire tra lunedì e martedì, ma resta un’incognita il testo formulato dal quale si decide forse tutto per come potrà essere consultata la base degli iscritti 5Stelle. In un post pubblicato ieri dal Blog delle Stelle (per far fronte a 10 “fake news” che circolano su Rousseau) si parlava di «Progetto di Governo», il che potrebbe suggerire come il testo del voto potrà essere incentrato non tanto sull’alleanza secca col Pd ma sul programma da esercitare. Come spiega il Corriere della Sera, «il ruolo di Giuseppe Conte e i dem dovrebbero essere chiari nella domanda». I vertici della Casaleggio vogliono spazzare via ogni residuo di dubbio: «I nostri militanti capiranno in modo netto che si tratta di una intesa con il Pd», spiegano fonti qualificate del M5s al CorSera. L’impressione è che alla fine l’accordo si farà, ma non sono pochi i “big” 5Stelle che hanno evidenziato in questi giorni nette criticità in merito al Governo Conte-bis con il Partito Democratico: su tutti, Alessandro Di Battista, Paola Tavaerna, Massimo Bugani, Stefano Buffagni, lo stesso Davide Casaleggio, Gianluigi Paragone fino ovviamente al leader Di Maio. L’incubo Salvini però, alla fine, potrebbe “bastare” per far partire l’alleanza: i dubbi restano tutti sulla tenuta dell’eventuale maggioranza giallorossa.

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