I GIOVANI E LE EUROPEE/ Carolina e i suoi amici, solo dalle compagnie “vere” nascono (forse) nuovi De Gasperi

- Edoardo Canetta

Alle elezioni europee, come c'era da aspettarsi, tutti hanno vinto. La speranza del cambiamento viene dai giovani, che hanno la fiducia di grandi e piccoli

effetti post-pandemia sui giovani effetti post-pandemia sui giovani

Alle elezioni europee ho vinto anch’io. Non vi dico per chi ho votato, ma comunque ho vinto anch’io. Se paradossalmente hanno vinto persino Macron e Conte i cui partiti sono stati … (scegliete l’espressione che volete, purché non sia volgare) e che ora con i pochi eurodeputati loro rimasti sono comunque essenziali per ripresentare una maggioranza von der Leyen, perché non dovrei dire che ho vinto anch’io?

Ho vinto, abbiamo vinto, perché nelle elezioni europee più pazze del secolo abbiamo comunque votato liberamente, almeno più liberamente che in certi regimi. Non siamo stati costretti a scegliere tra Biden e Trump. C’è qualcuno, tanti, che hanno votato per Ilaria Salis, l’unica esponente del movimento anarchico (quello che diceva né Dio né Stato e che per questo rifiutava le elezioni). Lei, dopo essersi fatta difendere come ogni fanciulla di buona famiglia dal suo papà, ha accettato addirittura di presentarsi candidata in elezioni gestite dal “sistema”.

In questi ultimi anni in Italia, e non solo in Italia, abbiamo assistito a cambiamenti politici radicali. Partiti una volta maggioritari sono quasi scomparsi. Altri apparentemente nati dal nulla sono al potere. Molti cambiano opinione (appunto, opinione) politica come si cambia vestito. Sono finiti i vecchi tempi quando uno nasceva e moriva comunista o democristiano, o altro. Forse perché cambiando tutto, in fondo in fondo non si cambia niente. E per questo moltissimi non vanno a votare, perché in fondo non cambia niente.

I giovani? Molti al sabato in manifestazione pro-Palestina, la domenica al mare, e il lunedì, non pochi, perché no, visto che le scuole sono chiuse, anche a fare gli animatori all’oratorio feriale. Ed è anche giusto che sia così, se poi hanno la possibilità di incontrare preti e altri adulti che partendo da un gesto di carità come stare coi piccoli, vincendo la tentazione dell’orgoglio di essere i loro capetti, possono almeno far nascere la speranza che in fondo, anche a prescindere dal risultato delle elezioni europee, qualcosina può cambiare.

È quello che si aspettano anche Pino e Maria Dolores (nomi di fantasia) che dando la mano a Carolina (nome vero) per andare al centro sportivo si fidavano di lei come, e più, forse, dei loro genitori. Non votate per Carolina e i suoi amici, ma prendeteli sul serio … Chissà se un domani tra loro possa manifestarsi un nuovo De Gasperi o un nuovo Schuman.

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