Loredana Bertè: “Violentata a 16 anni”/ “Bjorn Borg mi puntò una pistola alla testa”

- Alessandro Nidi

Loredana Bertè a “Verissimo Story” ha raccontato della violenza s*ssuale subita e dei suoi amori tormentati con Panatta, Berger e Borg

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Loredana Bertè (Verissimo Story, 2022)

Loredana Bertè è stata una delle protagoniste della puntata di oggi di “Verissimo Story”, trasmissione di Canale 5 condotta da Silvia Toffanin e che, ogni domenica, ripropone le interviste più belle realizzate nel recente passato del programma. Il suo primo incontro con Renato Zero è avvenuto al “Piper” e il trio a cui davano vita con la sorella Mimì (Mia Martini) era a dir poco inseparabile: “Alcuni nostri amici guardavano Renato con occhi strani perché indossava le penne e le collane di denti di cavallo. È andato così a fare l’esame per la patente e l’hanno bocciato tre volte”.

L’amore con Adriano Panatta è stato “un colpo di fulmine. Il nostro è stato un amore forte, passionale, il mio primo amore praticamente. Io ero stata violentata a 16 anni da un ragazzo che mi corteggiava da un mese. Quando ho sentito che chiudeva col lucchetto la porta di casa, io volevo uscire, ma lui mi ha riempito di botte e mi ha violentato. Sono poi riuscita a scappare, un taxi si è fermato perché ha visto che stavo per svenire e mi ha trasportato in ospedale. Purtroppo non l’ho potuto denunciare e questo è stato uno sbaglio: al primo schiaffo bisogna denunciare. Per anni non mi sono fatta avvicinare da nessuno, ero traumatizzata”.

LOREDANA BERTÈ: “ROBERTO BERGER? HO SCOPERTO CHE ERA UN MILIARDARIO”

A proposito dell’ex marito Roberto Berger, Loredana Bertè ha evidenziato che “l’ho lasciato il secondo giorno di matrimonio. Ho scoperto che era un miliardario e nei due anni di fidanzamento non mi aveva mai regalato nulla, mi aveva anche chiesto dei soldi che aveva anche perso in borsa”.

Bjorn Borg, invece, ha fatto violenza psicologica ai danni di Loredana Bertè, secondo quest’ultima, tanto che, come confessato dall’artista, mi puntò una pistola alla testa e mi disse che l’aveva fatto per ridere. Un’altra volta chiamò due prostitute e mi disse che avremmo dovuto passare la notte con loro, elevando il nostro rapporto a un livello superiore. Lo caricai di botte. Un’altra volta tentò il suicidio perché gli mancava il figlio che non vedeva mai, poi cadde nel tunnel della droga”.







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