Luigi Busà, oro karate Tokyo 2020/ “Ero obeso e mi insultavano, ora sono campione”

- Alessandro Nidi

Luigi Busà, medaglia d’oro olimpica: “Mangiare mi piace ancora, sono seguito da un nutrizionista. Questa sera però una pizza me la faccio”

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Luigi Busà (Lapresse)

Luigi Busà, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 nel karate, ha fatto letteralmente la storia dello sport italiano. Non solo perché il suo è il primo titolo olimpico conquistato dall’Italia in questo sport, ma anche e soprattutto perché il suo piazzamento sul podio ha rappresentato la medaglia numero 37 (poi c’è stata anche la trentottesima, grazie all’impresa della 4×100 maschile, ndr) agguantata dalla spedizione azzurra in landa nipponica, record assoluto per il nostro Paese considerando tutte le edizioni dei Giochi disputate fino a questo momento.

Un momento magico per il nostro movimento sportivo e ancor di più per Busà: il 33enne, siciliano di Avola, ha un retroterra incredibile alle spalle, fatto di sofferenze e patimenti, che l’ha portato a gridare di fronte alle telecamere, al termine della finalissima contro il suo rivale azero (favorito sulla carta), la frase “Mamma, ce l’ho fatta!”. Per poi aggiungere, ai microfoni dei giornalisti: “È la medaglia che aspettava tutto il karate italiano, non si può vincerla da soli, e io non voglio tenerla per me, voglio davvero che sia di tutti. I ragazzi dello staff sono stati geniali, non mi hanno mai fatto sentire lo stress”.

LUIGI BUSÀ: “STASERA UNA PIZZA ME LA MANGIO!”

Luigi Busà, stella del karate italiano, ha parlato quindi di rinascita dopo il Coronavirus. Proprio lui, campione olimpico dopo due Mondiali e cinque Europei vinti, ha affrontato trascorsi complicati e certi fantasmi sono riaffiorati anche nel Budokan di Tokyo, quando nel girone il nostro atleta ha perso il secondo incontro con il rivale kazako, rischiando di uscire anzitempo dalla rassegna: “Ero giù, poi Claudio mi ha detto ‘puoi diventare ancora campione olimpico’, e io ‘ma cosa stai dicendo?'”.

Una spinta psicologica non indifferente, simile a quella vissuta in adolescenza, perché, come rivela a “Il Corriere della Sera”, all’età di tredici anni Gigi pesava 94 chilogrammi ed era obeso, mentre oggi lo chiamano gorilla: “A tutti i ragazzi sovrappeso che la vita non è facile, ma non si deve mai mollare. Io da piccolo ho subìto insulti, vengo da un paesino del Sud, bellissimo, per carità… Però ce l’ho fatta e se ce l’ho fatta io… Mangiare mi piace ancora, sono seguito da un nutrizionista. Questa sera però una pizza me la faccio”.



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