MES, SALVINI VS CONTE “ESPOSTO”/ Lega contro M5s “Sempre detto non firmiamo un ca*zo”

- Niccolò Magnani

Mes, scontro totale Salvini-Conte: “esposto contro il Premier”, la replica “Matteo ti querelo”. Il leader della Lega: “Mi ricorda il Marchese del Grillo”.

Salvini, Conte, Di Maio
Salvini e Di Maio al discorso di dimissioni di Conte in Senato (LaPresse, 2019)

Scontro totale tra M5s e Lega sul Mes, Matteo Salvini contro il premier Conte. Dopo il botta e risposta delle ultime ore, l’ex ministro dell’Interno è tornato sull’argomento nel corso dell’intervista rilasciata ai microfoni di Dritto e Rovescio: «Conte mi querela sul MES? L’ex avvocato e gran professore mi ricorda il Marchese del Grillo: “Io so’ io e voi nun siete un ca*zo” . Con il MES le banche tedesche sarebbero quelle favorite. Il pensionato o lavoratore italiano rischia di dover mettere soldi per sostenere quelle banche. A me sembra una follia! Sono stufo che siano gli italiani a pagare per tutti!». Il segretario federale del Carroccio poi ha sottolineato: «La posizione della Lega sul MES era condivisa dai 5Stelle, il Parlamento in giugno ha votato una risoluzione per fermare il governo. Se, nonostante questo no a nome del Popolo italiano, Conte ha detto a Bruxelles andiamo avanti, dovrebbe dare le sue dimissioni. Il mio messaggio, testuale, sul MES ai colleghi era: “Non firmiamo un ca*zo”». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MES, CONTE VS SALVINI: “LO QUERELO”

E dopo l’ultimo botta e risposta andato in scena in serata tra Salvini e Conte si ritorna a un “già visto” prima nel famoso discorso al Senato il giorno delle dimissioni del Conte-1 e poi sul doppio caso Russiagate: questa volta è il “Mes” a portare allo scontro totale i due leader politici con più consenso e potere ad oggi in Italia. La Lega vuole presentare un esposto contro il Presidente del Consiglio che dunque replica dalla missione ad Accra «Vorrei chiarire agli italiani che io non ho l’immunità, lui sì, e ne ha già approfittato per il caso Diciotti. Veda questa volta, perché io lo querelerò per calunnia di non approfittarne più». Per il Premier Conte «Lunedì alle 13 riferirò alla Camera, come sempre saro’ in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. Vedrete che ancora una volta verranno spazzate via mezze ricostruzioni, mistificazioni, mezze verita’ e palesi menzogne»; in serata arriva poi la controreplica di Salvini che non ci sta alla dura reprimenda del Premier «C‘è un momentaneo presidente del Consiglio che ha detto che mi querela. Al signor Conte dico che se vuole querelarmi deve mettersi in fila perché prima vengono Carola e la Cucchi». Il Mes divide sempre di più, con Salvini che “spara” infine «Conte però mi ricorda una celebre frase del Marchese del Grillo: ‘Io so io e voi non siete un c…’. Sia più umile che poi l’arroganza porta male».

LEGA-CONTE: LO SCONTRO È TOTALE

Si accendono i toni dello scontro politico in merito al Mes. Dopo la bagarre di ieri in Aula, oggi è stato Matteo Salvini a puntare il dito contro l’esecutivo, e precisamente contro il premier Giuseppe Conte, tirando in causa anche il presidente della repubblica, Sergio Mattarella: “Chiederemo al garante della Costituzione di farla valere – spiega, come riferisce Repubblica – questo è un attentato alla sovranità nazionale. Chiediamo un incontro al presidente Mattarella – ribadisce il leader del Carroccio – per evitare la firma su un trattato che sarebbe mortale per l’economia italiana. Chiediamo al garante della Costituzione di farla valere. Si torna in Parlamento. Sospendiamo tutto. Fermi, ci spiegate in Parlamento cosa state facendo e poi semmai si va avanti. Occorre un altro atto parlamentare”. A Salvini ha fatto eco Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, che ha ribadito il concetto già espresso dal suo leader: “Chiederemo l’intervento del presidente Mattarella, perché il governo non ha seguito le indicazioni del parlamento. Il presidente Conte ha commesso un atto gravissimo. Deve venire in aula e dal nostro punto di vista deve rassegnare le dimissioni”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MES, CAOS GOVERNO: SCONTRO TOTALE CON L’OPPOSIZIONE

Il Mes agita il doppio “mare” politico del Governo e del Parlamento: dopo la mega rissa di ieri sera alla Camera e dopo l’audizione di Gualtieri che ha giudicato in sostanza “non modificabile” il trattato di riforma sul Meccanismo Europeo di Stabilità – il “vecchio” fondo Salva-Stati – la giornata odierna vede muoversi non poco il dibattito interno al Parlamento sull’imminente ratifica del Eurogruppo e Consiglio Ue sul “nuovo” Mef, come voluto da Germania e Francia. La partita politica, come è noto, è sul ruolo del Premier Giuseppe Conte che secondo le accuse del Centrodestra avrebbe dato il via libera alla riforma a luglio scorso senza passare dal Parlamento e senza avvisare la maggioranza di allora, ovvero M5s-Lega: il Presidente del Consiglio ha ufficializzato che lunedì prossimo alle ore 13 parlerà alla Camera per una piena informativa sul caso Mes. Intervenendo poi da Accra, Conte rilancia «Sarò presto in Aula e avremo la possibilità di chiarire a tutti gli italiani quello che sta accadendo, sul negoziato e su come ci siamo arrivati». Nel frattempo Di Maio, che già aveva sollevato non poche frizioni con il Premier proprio sul Salva Stati Ue, ha deciso di riunire oggi pomeriggio i gruppi parlamentari del M5s per dirimere la linea da tenere nel prossimo vertice di maggioranza previsto, si crede, prima dell’intervento di Conte in Parlamento. La Lega intanto attacca a testa bassa e chiede l’intervento del Colle per evitare di «vendere l’Italia a Francia e Germania», con Giorgetti che specifica «La Lega sapeva del Mes e abbiamo detto la nostra nelle sedi in cui doveva essere fatto. Ci sono sedi informali in cui si preparano i negoziati e in quelle sedi abbiamo detto il nostro no. Poi l’abbiamo fatto nella sede Regina, in Parlamento, dove avremmo dovuto farlo?».

LA RIFORMA DEL MES E LA “PROVA” DI SALVINI CONTRO CONTE

Il M5s chiede lumi a Conte e Gualtieri su come si sia arrivati al trattato sul Mes, mentre Salvini attacca durissimo il Premier «Conte ha compiuto un attentato ai danni degli italiani. Faccio appello a Mattarella affinché faccia valere la Costituzione» e chiede un incontro col Capo dello Stato. Secondo Patuanelli, la polemica sollevata dalla Lega è surreale anche se ammette «un rallentamento nelle posizioni sarebbe una buona idea». Il Pd e Italia Viva invece puntano sulla linea dell’attacco a Salvini e sulle presunte “bugie” dette sul Mes dal leader leghista: così il segretario dem Zingaretti su Facebook «La Lega vive alimentando paure. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del fondo salva stati. Ora, come al solito, diffondono teorie false per danneggiare l’Italia, la sua forza e credibilità, per allontanarla dall’Europa e indebolirla. Non lo permetteremo mai». Per Marattin (Iv) le bugie di Salvini sul Mes sono a più livelli, «ha detto che è un organismo privato, che taglia i fondi agli Stati. Invece è un trattato che cerca di aiutare gli Stati europei. Smettiamo di raccontare bugie». Nel frattempo però sui canali ufficiali social della Lega, l’ex Ministro Salvini presenta le carte che proverebbero «l’alto tradimento» del Premier sulla vicenda Mes, mostrando come il parlamento di allora fosse contrario alle modifiche sul Mes. «Nelle sedute del 19 giugno 2019», riportano i documenti mostrati da Salvini, «la Camera e il Senato approvano le risoluzioni 6-00076 (nuova formulazione) Molinari-D’Uva e 6-00065 Patunanelli-Romeo» (gli allora capigruppo di Lega e M5s, ndr) nelle quali «il Governo si impegna in ordine alla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità a non approvare modifiche che prevedano condizionabilità che finiscano per penalizzare quegli Stati Membri che più hanno bisogno di riforme strutturali e di investimenti e che minino le prerogative della Commissione Europea in materia di sorveglianza fiscale» e nn solo, «a rendere note alle Camere le proposte di modifica al trattato Mes». Resterà al Premier Conte ora replicare, punto su punto, nell’intervento alla Camera lunedì prossimo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA