Michele Torpedine, agente de “Il Volo”/ “Loro sono umili. Il peggiore? Zucchero”

- Rossella Pastore

Chi è Michele Torpedine è l’agente de Il Volo, il trio musicale che l’ha portato al successo e che non l’ha mai deluso (a differenza di altri).

Michele Torpedine
Michele Torpedine, agente de Il Volo, insieme a Tony Renis

Michele Torpedine, agente de “Il Volo”, ha speso parole d’elogio per il trio più amato della musica italiana. Lo stesso trattamento non è stato riservato a Zucchero Fornaciari. In un’intervista a “Il Giornale OFF”, Torpedine ha raccontato:”Sono anni che racconta bugie. (…) Racconta episodi dove al posto mio con Pavarotti in America c’era lui. Oppure racconta che Joe Cocker è rimasto ammaliato dalla sua voce…E i soldi che ho speso io, non se li ricorda più? Allora il problema è che tutti possono anche far finta di non ricordare una cosa, ma così è impossibile. Tutti i duetti pagati senza mai ricevere un grazie. Una volta ti può anche sfuggire per sbaglio un ringraziamento, ma non puoi tutta la vita raccontare che i grandi artisti sono arrivati perché sentivano questa voce meravigliosa. Va bene Sinatra, Tony Bennett o Pavarotti, ma non credo che per una voce normale soul impazzisca qualcuno. Sì, Zucchero è stato il peggiore”. (agg. di Dario D’Angelo)

Chi è Michele Torpedine l’agente del Il Volo

Michele Torpedine è un professionista dal curriculum ricchissimo. Produttore discografico, personaggio televisivo, batterista e manager musicale, Torpedine è noto non solo in Italia ma anche all’estero per aver scoperto alcuni dei più grandi talenti della scena pop internazionale. Si pensi a Zucchero Fornaciari, Luca Carboni, Gino Paoli, Pino Daniele, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Giorgia, Vittorio Grigolo e Il Volo, tutti artisti che ha portato al successo e che, in un modo o nell’altro, a lui devono molto. “A differenza di altri miei colleghi, io ero musicista”, ha raccontato l’agente in un’intervista al Giornale. “Ho finito di suonare con Gino Paoli. Ero il suo batterista e insieme inventammo la tournée Vanoni-Paoli anche per un’esigenza particolare: eravamo tutti e due rovinati. Così in un locale di Bologna una sera gli ho dato questa idea che ha cambiato la vita un po’ a tutti e due”.

Michele Torpedine, agente de Il Volo

Il passaggio da batterista a manager è avvenuto un po’ per caso. Michele Torpedine, però, non si è mai pentito di aver abbandonato il palco. Certo, la carriera da agente non è stata sempre facile. Torpedine ha dovuto fare i conti con l’ingratitudine e i capricci di molti cantanti, e ammette che quasi tutti hanno finito per deluderlo. Con un’unica eccezione: Il Volo. “Ormai sono dieci anni con loro. Mi hanno dato un respiro nuovo, mi hanno dato la voglia di rimettermi ancora in gioco. Loro sono diversi, magari anche perché quando li ho conosciuti erano molto giovani, ma adesso c’è un bellissimo rapporto, anche con i genitori. Sono gli unici genitori che non si intromettono nel lavoro e guardano con molta intelligenza quello che facciamo. I tre ragazzi sono giovani e spero che la mia salute regga così da fare anche il ventennale con loro”.

Michele Torpedine e il rapporto con Il Volo

Michele Torpedine paragona Il Volo ai grandi cantanti che, come loro, hanno trovato fortuna all’estero: “Il Volo, insieme ad artisti come Laura Pausini, Eros e Bocelli, sono i quattro veri artisti del panorama musicale italiano che fanno successo in tutto il mondo. E nonostante il successo sono persone molto umili che si preoccupano ancora di chiedere scusa se un giornalista scrive male di loro. Dicono: scusa mi fai leggere quella cosa orribile che hai scritto su di me? Sono persone ancora molto umili”. A loro, Torpedine ha anche dedicato il libro Ricomincio dai tre: “Avevo voglia di mettere un po’ di chiarezza nell’ambiente, volevo che non venissero raccontate più bugie. Ho voluto mettere dopo tanti anni di musica un po’ di verità nell’ambiente. Ho sperato molto che i miei colleghi prendessero la palla al balzo per affiancarmi e fare chiarezza, ma vedo che c’è molta diplomazia (chiamiamola ‘diplomazia’) nel mio ambiente. Nessuno ha voglia di mettersi in gioco, di rischiare, di parlare, di mettere a posto le cose, di mettere a posto Sanremo e la musica. È un popolo che si adatta quello italiano, basta che non gli togli il campionato di calcio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA