Pakistan mediatore tra Cina e Stati Uniti?/ “Evitiamo una nuova Guerra Fredda”

- Lorenzo Drigo

Il primo ministro del Pakistan, Shahbaz Sharif, si è detto pronto a fare da mediatore tra Cina e Stati Uniti per evitare di intraprendere la strada verso una nuova Guerra Fredda

Shahbaz Sharif
Shahbaz Sharif, neo Premier Pakistan (LaPresse, 2022)

Shahbaz Sharif: “Il Pakistan mediatore tra Cina e Stati Uniti”

Il primo ministro del Pakistan, Shahbaz Sharif, ha recentemente rilasciato un’intervista a Newsweek affrontando alcuni temi internazionali rilevanti dell’ultimo periodo, soprattutto legati alle crescenti tensioni tra Cina e Stati Uniti. Il ruolo internazionale del Pakistan si è rivelato piuttosto importante durante la Guerra Fredda, quando aiutò la mediazione tra Washington e Pechino, contribuendo a porre fine a quel conflitto. Ora, secondo Sharif, è importante che non si scivoli nuovamente in quel regime di tensioni globali, facendo il possibile per preservare la pace.

In questo complicato compito, il Pakistan potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale, facendosi nuovamente mediatore tra le due nazioni. Questo, anche grazie alla posizione privilegiata che occupa la nazione, che nel tempo è riuscita a garantirsi relazioni bilaterali con entrambi gli stati. È Sharif stesso ad affermarlo, sottolineando come “le relazioni Pakistan-Cina siano molto speciali”, ma che al contempo “Pakistan e Stati Uniti hanno anche mantenuto una relazione bilaterale storica di lunga data”. “Il nostro impegno” nei confronti di Cina e Stati Uniti, “è costruire una partnership ampia e sostenibile sulla base dei rispetto e del vantaggio reciproco”.

Primo ministro Pakistan: “Evitare una nuova Guerra Fredda”

In questo contesto di conflitti più o meno silenziosi tra Stati Uniti e Cina, insomma, il primo ministro del Pakistan, Shahbaz Sharif, si dice disponibile a cercare una mediazione tra le due super potenze. Sharif sottolinea come sia necessario “evitare un approccio conflittuale”, perché “la politica dei blocchi e qualsiasi deriva verso la Guerra Fredda non produrrà alcun risultato positivo”. “Non vediamo l’ora”, continua Sharif, “di continuare a impegnarci con la comunità internazionale per la pace e la stabilità”. Soprattutto in questo periodo in cui la pandemia da Covid-19 e la crisi ucraina stanno mettendo a rischio “l’economia globale”, “il mondo non può permettersi la discesa in un’altra Guerra Fredda o bloccare la politica”.

Riteniamo che la cooperazione”, continua il primo ministro del Pakistan Shahbaz Sharif, “non il confronto, debbano essere il principale motore delle relazioni internazionali”. “Se la Cina e gli Stati Uniti lo desiderassero, il Pakistan sarebbe felice di svolgere un ruolo positivo per colmare le loro differenze”, esattamente come avvenne durante il periodo della Guerra Fredda. Insomma, il desiderio e la speranza di Sharif (condiviso presumibilmente dalla maggior parte della popolazione globale e degli attori politici) è che non si finisca nuovamente per intraprendere un conflitto dannoso e “controproducente per la crescita e la stabilità” globale.





© RIPRODUZIONE RISERVATA