MACRON A CONTE “TAV VA FATTA”/ I social “Paradosso M5s: noTav ma si a Via della Seta”

- Niccolò Magnani

Tav, Macron non cambia posizione dopo il bilaterale con Conte: “Va fatta”. Polemiche sul web

Conte e Macron
Conte e Macron al Consiglio Europeo (LaPresse)

Continua il gelo fra Italia e Francia in merito alla Tav. Ieri c’è stato un bilaterale fra il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, e il numero uno d’oltralpe, Emmanuel Macron. Un vis-a-vis al termine del quale le posizioni dei due leader non sono cambiate, con la Francia che ha ribadito la volontà di costruire l’alta velocità Torino-Lione. Lo stesso Macron si sarebbe fatto sfuggire anche un “Non ho tempo da perdere”, riferendosi all’incontro con Conte, chiaro segnale di come la posizione dei cugini è ormai radicata e non cambierà da qui a breve. In attesa di capire come uscirà il governo gialloverde da questa empasse, ricordando le divisioni interne M5s-Lega, nelle ultime ore sono stati numerosi i commenti via Twitter, a cominciare da quello di Massimiliano Salini, europarlamentare in quota a Forza Italia, che ha cinguettato così, tirando in ballo anche la questione della Via della Seta: «I porti di Trieste e Genova sono le porte di ingresso all’Europa centrale per i cinesi. Tuttavia chiedo a questo #governo: come pensa di dare il porto di Genova ai cinesi senza garantire la velocità di spostamento delle merci possibile solo con la #TAV?». Molto simile il pensiero di Andrea Cozzolino, europarlamentare del Partito Democratico: «#M5S prima blocca la #Tav e poi celebra l’accordo con la #Cina, all’interno del quale viene espressamente citata la rete trans-europea dei trasporti – la stessa di cui la Torino-Lione fa parte e che servirebbe a valorizzare anche i nostri porti. Glielo avranno detto a #XiJinPing?». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MACRON A CONTE “TAV VA FATTA

«Spero che la Francia ci restituisca i 15 terroristi che bevono champagne. Se da Parigi e Bruxelles arriveranno più soldi, siamo disponibili a rivedere anche i progetti», così il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha replicato a Emmanuel Macron dopo il botta e risposta con Giuseppe Conte sulla Tav. Clima teso tra Italia e Francia, con le opposizioni in pressing sul governo per la Torino-Lione. Ecco il commento del dem Andrea Cozzolino: «M5S prima blocca la Tav e poi celebra l’accordo con la Cina, all’interno del quale viene espressamente citata la rete trans-europea dei trasporti – la stessa di cui la Torino-Lione fa parte e che servirebbe a valorizzare anche i nostri porti. Glielo avranno detto a Xi JinPing?». Infine, le parole di Piero Fassino: «Sentire argomentazioni contrari alla Tav tra cui che l’ambiente peggiorerebbe dalla linea ferroviaria è incredibile. E i tir che transitano? E poi, dopo l’accordo sugli investimenti con la Cina e sui porti come pensano di trasportare le merci?». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MACRON A CONTE: “VA FATTA”

Giuseppe Conte parla di Francia disposta a discutere della Tav, ma poi arriva la replica del presidente francese Emmanuel Macron. «Ho detto a Conte che abbiamo un accordo intergovernativo, dei testi internazionali, degli impegni che ci legano tra noi e ci legano all’Unione Europea. Non possiamo ignorarlo». E questo vuol dire che la Tav si fa. La versione dell’Eliseo è chiara: «L’impegno della Francia sulla Lione-Torino è chiaro e su questo non abbiamo dubbio alcuno. La questione verrà affrontata prossimamente dai ministri dei trasporti dei due Paesi». Ma che senso ha discutere di un documento se si sa già di arrivare a conclusioni non condivisibili? Secondo quanto riportato da Repubblica, la trattativa con la Francia riguarderebbe solo la divisione dei costi del tunnel di base. Oggi infatti l’Italia paga di più, quindi se l’Unione Europea aumentasse il contributo dal 40 al 50 per cento, Italia e Francia potrebbero pagare il 25 per cento ciascuno. (agg. di Silvana Palazzo)

FI: “GOVERNO SPACCATO”

E’ iniziato alle 8.30 il bilaterale tra Giuseppe Conte e Emmanuel Macron per discutere della Tav Torino-Lione. Premier al lavoro per premere su una riduzione dei costi e su una ridistribuzione, forte dell’analisi costi-benefici delle scorse settimane. Il governo ha cinque mesi e mezzo di tempo per ritirare i bandi, ma M5s e Lega sono ancora su posizioni distanti. E Forza Italia parte all’attacco, ecco le parole di Licia Ronzulli : «Interlocuzione con Francia su Tav, voluta da M5S per rivedere opera e intanto rinviarla, è finita prima di iniziare. Macron dice che non ha tempo da perdere perché il problema è la divisione all’interno del Governo Conte. Sarà purtroppo l’Italia a perdere tempo, risorse, lavoro». Clima di alta tensione, l’Alta Velocità continua a tenere banco e non sembra essere arrivata un’intesa tra le parti. Sia a livello europeo che italiano. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LE PAROLE DI CONTE

«È stato un buon e proficuo incontro, abbiamo anche parlato di Tav, abbiamo condiviso un metodo, riferiremo ai nostri rispettivi ministri competenti, Toninelli e Bourne», ha spiegato il Premier Giuseppe Conte uscendo dal bilaterale di questa mattina a Bruxelles con il collega dell’Eliseo Emmanuel Macron, salvo poi aggiungere che gli stessi Ministri avranno il compito di «analizzare i risultati dell’analisi costi-benefici e su quella base aprire una discussione, una discussione aperta». Dopo le dichiarazioni di Macron di questa mattina, che ha definito un problema italian-italiano con una battuta sarcastica non esattamente “simpatica”, il Presidente del Consiglio ha comunque commentato di non averlo visto particolarmente innervosito «mi ha spiegato che ovviamente, siccome ha visto che su questo le forze politiche in Italia sono su posizioni diametralmente opposte, vorrebbe evitare di lasciarsi coinvolgere in un dibattito politico interno. Era quello il senso della dichiarazione, per evitare la pressione che gli stavate trasmettendo». Non solo Tav però nel bilaterale, a cominciare dal nodo terrorismo e latitanti condannati in Italia e rifugiati in Francia: rilancia l’Ansa, «abbiamo parlato anche dei latitanti che sono in Francia. Abbiamo condiviso il fatto che i nostri ministri della Giustizia su questo si incontreranno. Io gli ho chiesto di superare la dottrina Mitterrand. Macron – conclude il premier italiano – ha detto che si incontreranno anche su questo i ministri e valuteranno dal punto di vista tecnico: anche su questo ha dimostrato apertura. Comunque, non abbiamo parlato di casi specifici: noi diamo direttive e indicazioni, ma lasciamo la competenza ai ministri della Giustizia».

CONTE-MACRON, TAV E NON SOLO

È in corso il bilaterale tra Giuseppe Conte e Emmanuel Macron, a margine del Consiglio Europeo di Bruxelles che ieri ha visto le prime schermaglie sul fronte Brexit: Italia e Francia dovranno discutere di diversi temi ma è evidente che in cima alla lista, dopo l’ultimo mese passato allo scontro interno alla maggioranza di Governo, è la Tav Torino-Lione. Dopo l’avvio dei bandi di gara, con l’iscrizione delle varie imprese che di fatto fanno “slittare” di 6 mesi la decisione definitiva del Governo Italiano (diviso tra Lega Sì Tav e M5s No Tav), si attende una parola importante della Francia davanti all’interlocutore Conte anche lui in primis assai scettico sui reali benefici dell’Alta Velocità tra Francia e Italia: per il Premier l’importante sarebbe riuscire a ridurre i costi e “riequilibrarli” tra i due Paesi, al netto dei fondi europei sbloccati due settimane fa. Si cerca di superare così il doppio muro, interno ai gialloverdi e tra Italia e Francia, sempre in tensione dopo il clamoroso stop diplomatico di inizio 2019 dopo la visita di Di Maio e Di Battista ai rappresentanti dei Gilet Gialli (e il conseguente richiamo dell’ambasciatore da Roma verso Parigi).

IL BILATERALE ITALIA-FRANCIA A BRUXELLES

Macron ha però, per il momento, tagliato corto ogni tipo di domanda in merito alla Tav facendo presagire che nella sua personale lista di “priorità” l’Alta Velocità non è nelle prime posizioni. «Problema italiano, non ho tempo da perdere», commenta Macron, «la Francia ha sempre avuto la stessa posizione, adesso è un problema italiano-italien, io penso che i temi europei sono sufficientemente importanti, come la Cina che affronteremo domani, le questioni commerciali ed industriali, il nostro avvenire comune. Ma credo che ogni volta che ci sono dei temi di divisione nazionale o domestici di un paese al Consiglio europeo si perde del tempo e io non ne ho molto da perdere». Le parole riportate da Repubblica provengono al termine del lungo Consiglio di ieri notte sul fronte Brexit con il primo faccia a faccia tra lui e Conte in attesa del lungo bilaterale di stamane, ancora in corso: l’aria che si respira è tutt’altro che “serena” ma nelle prossime ore potrebbe divenire più chiaro lo scenario che preparerà i prossimi mesi di “rapporti” tra Roma e Parigi, non solo sulla Tav.

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