BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE 12 GIUGNO/ +393 casi e 56 morti (e il caso Campania)

- Niccolò Magnani

Bollettino Protezione civile di oggi, 12 giugno: +393 casi e 56 morti (e c’è il caso Campania). Gli aggiornamenti sull’andamento dell’epidemia

Conte e Borrelli
Angelo Borrelli con Giuseppe Conte (LaPresse, 2020)

Si è creato un piccolo caso attorno al nuovo bollettino della Protezione civile sul coronavirus. Nella sola Regione Lombardia sono stati registrati 272 casi nelle ultime 24 ore, quindi ben al di sopra dei 163 segnalati dalla Protezione civile. Ma ciò è dovuto ad un ricalcolo dei casi in Campania, che fa segnare infatti un -229. I casi reali però della giornata di oggi sono 393. E quindi in totale dall’inizio dell’epidemia i positivi sono 236.305. Gli attualmente positivi invece risultano essere 28.997, quindi 1.640 in meno nelle ultime 24 ore. Si contano purtroppo 56 morti a seguito dei quali il totale dei decessi sale a 34.223. I guariti sono 1.747 e portano il totale a quota 173.085.

Sulle cifre complessiva pesa dunque il ricalcolo della Regione Campania che ha sottratto dal totale 230 unità. La segnalazione di un caso positivo nelle ultime 24 ore ha quindi portato l’aggiornamento regionale odierno a -229. Si contano comunque 3.893 pazienti ricoverati con sintomi (238 in meno giorno su giorno), di cui 227 in terapia intensiva, quindi 9 in meno rispetto a ieri. In isolamento domiciliare, invece, ci sono 24.887 persone.

La Lombardia, con i suoi 272 nuovi casi (il 69% del totale) resta l’epicentro dell’emergenza sanitaria. A seguire Emilia Romagna (+33), Piemonte (+31) e Lazio (+27). Invece 16 regioni contano meno di 10 nuovi casi, mentre 7 addirittura zero (Veneto, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata). (agg. di Silvana Palazzo)

BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE: ATTESI NUOVI DATI

L’emergenza coronavirus non si è esaurita ma quanto meno si è attenuata in questa fase 3: in attesa dei dati sul monitoraggio Iss-Ministero della Salute (in merito all’indice Rt delle varie Regioni) sono gli aggiornamenti del bollettino Protezione Civile pubblicato ieri ad offrire le ultimissime novità sull’avanzamento della pandemia nel nostro Paese. +53 morti (34.167 totali) e ancora +379 casi registrati in 24 ore offrono una conferma del trend generale con rialzo purtroppo dei contagi, segnato sostanzialmente dal medesimo rialzo avvenuto in Lombardia (-25 morti e +252 casi, 2 su 3 a livello nazionale). Gli altri dati sono invece confortanti e vedono sia la crescita dei guariti-dimessi (+1399 guariti sui 171.338 totali) che la conferma della diminuzione di malati a livello attivo in tutta Italia, 1-073 sui 30.637 attuali.

Fronte ospedali, bene ancora il bollettino della Protezione Civile che esprime 236 ricoverati in terapia intensiva (-13, -5,22%), 4.131 ricoverati con sintomi (-189, -4,38%), 26.270 in isolamento domiciliare (-1758, -3,21%). Infine, la distribuzione regionale del contagio che vede attualmente positivi ancora 17.340 persone in Lombardia, 3.183 in Piemonte, 2.000 in Emilia-Romagna, 922 in Veneto, 521 in Toscana, 250 in Liguria, 2.517 nel Lazio, 902 nelle Marche, 610 in Campania, 467 in Puglia, 71 nella Provincia autonoma di Trento, 849 in Sicilia, 112 in Friuli Venezia Giulia, 539 in Abruzzo, 99 nella Provincia autonoma di Bolzano, 26 in Umbria, 43 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 52 in Calabria, 116 in Molise e 12 in Basilicata.

CORONAVIRUS, IL NUOVO DPCM DAL 15 GIUGNO

In attesa dunque delle nuove “pagelle” Iss e in attesa che la giornata esprima l’importante audizione del Premier Conte (e dei Ministri Speranza e Lamorgese) sul caso delle mancate zone rosse nella Bergamasca a Nembro e Alzano, la forte novità delle ultime ore riguarda la firma del nuovo Dpcm che avrà valore dal 15 giugno al 14 luglio prossimo: ripartono le competizioni sportive nazionali e amatoriali (tornano calcetto, boxe e basket), possono riprendere cinema, teatri e musei con le dovute distanze e regolamenti che ormai il Cts ha fatto adottare a tutto il Paese, non senza diverse critiche da parte dei gestori che in molti casi dovranno valutare se convenga di più attendere la riapertura o attendere l’ampliamento della singola Regione per concedere più elasticità.

Le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo, centri benessere, centri termali, culturali e centri sociali sono consentite ma solo a condizione che «Regioni e Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità di tali attività con l’andamento della curva epidemiologica». Chiuse ancora fiere, congressi, sale da ballo e discoteche fino al prossimo 15 luglio; riaprono invece secondo l’ultimo Dpcm i centri estivi per minori sopra i 3 anni e anche per la fascia 0-3 anni ma con rigide e ferree regolamentazioni.

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