Rave party in onore di Cristo a Napoli/ Don Michele Madonna: “Da giovane ero un dj…

- Davide Giancristofaro Alberti

Don Michele Madonna, ex dj e figlio di proprietario di una discoteca, ha deciso di organizzare un vero e proprio rave party in onore di Cristo

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Don Michele Madonna a TV2000

Si terrà questa sera un rave party dedicato a Cristo in quel di Napoli, presso l’Istituto Bianchi in piazza Montesanto. Ad organizzare ilRave 4 Christ”, così come si chiama l’evento, è stato il noto sacerdote napoletano don Michele Madonna, spesso e volentieri opinionista nelle trasmissioni tv. Si tratta di una «discoteca a cielo aperto», di un «evento di musica dance cristiana per i giovani», con l’obiettivo di unire il mondo della musica elettronica e quello della fede, «destinato a giovani fra 15 e 35 anni» che possono a loro volta invitare degli amici.

Don Michele Madonna è parroco di tre parrocchie nel centro del capoluogo campane, leggasi Montesanto, Quartieri Spagnoli, e Piazza Carità. «Nelle mie parrocchie – spiega lo stesso prete 48enne, intervistato dai microfoni di Aleteia – sono nate tante vocazioni, molti giovani sono in seminario. Per questo è stata di aiuto sicuramente la Scuola di evangelizzazione che ho fondato io stesso nella parrocchia di Montesanto». Si tratta di una evangelizzazione che sta attirando moltissimi fedeli, soprattutto giovani, «senza cambiare il contenuto della dottrina perché bisogna essere ubbidienti alla Chiesa di nostro Signore e legati alla tradizione con la T maiuscola».

RAVE PART PER CRISTO, DON MICHELE MADONNA: “FELICE DI ESSERE CELIBE”

Un amore, quello per la musica elettronica, che don Michele Madonna coltiva fin da ragazzino: «Io ero un dj, e mio padre aveva una discoteca – racconta ancora – ero fidanzato, avevo amici, soldi, ma sentivo un vuoto. Cercavo l’amore vero ma non riuscivo a trovarlo. Quando l’ho trovato, e non era una donna, è come se un “camion d’Amore” mi avesse investito, ed è lì che ho sentito Gesù vicino».

Ed oggi, dopo 18 anni di sacerdozio, racconta «sono felice di essere celibe, casto, di essere prete, perché sono innamorato di Gesù. Grazie a lui, vivevo nel peccato e ho scoperto la gioia della santità. Il Signore mi ha tirato fuori da una cella in cui ero chiuso. E ora voglio tirare fuori tante altre persone che vivono la mia stessa situazione. Sono un testimone, ho fatto una esperienza di Gesù vivo, reale. E se Lui ha salvato me, può salvare anche gli altri».







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