Riccardo Cocciante/ “Timidezza mi bloccava ma la spinta per la musica era fortissima”

- Emanuela Longo

Riccardo Cocciante ed il grande amore per la musica: il suo racconto ne Il meglio di Domenica In da Mara Venier, gli esordi e Notre Dame di Paris

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Riccardo Cocciante, Domenica In

Riccardo Cocciante ne Il meglio di Domenica In

Riccardo Cocciante è stato tra gli ospiti de Il meglio di Domenica In nell’ultimo appuntamento di oggi 10 luglio. Immancabile l’omaggio al grande artista ospite di Mara Venier. Immancabile l’omaggio al grande artista ospite di Mara Venier. “Ho due carriere, quella di cantante e quella di Notre Dame di Paris. Tutti i successi sono inaspettati ed anche questo lo è stato. Quest’opera racconta la difficoltà di vivere quando si è diversi”, ha commentato. Scrivendo ciò anche lui si riconosce in questo: “Da giovane ero timido e introverso, la musica mi ha salvato perché ho scoperto che cantando riuscivo a dire e a comunicare delle cose”, ha svelato.

Riccardo Cocciante è arrivato in Italia a 10-11 anni; il padre era italiano ma non gli parlava mai in italiano: “Venendo in Italia e non capendo niente, mi sono messo a sentire la televisione. Tutti i giorni sentivo tutti i programma e sentivo anche Sanremo, mi sono aggiornato sulla cultura italiana che non conoscevo, inizio a conoscere Modugno e tutta la nuova musica che stava nascendo. Nella mia carriera ho sempre mescolato le cose, se mi analizzi sono il più francese degli italiani e il più italiano dei francesi”.

Riccardo Cocciante e la grande timidezza

C’è stato un momento in cui Riccardo Cocciante ha capito che la musica sarebbe stata la sua vita: “Io ho sempre cantato ma ero timido, ero completamente bloccato. Però la spinta è stata fortissima e piano piano mi sono inserito. Io sono completamente autodidatta. Non ho fatto pianoforte, non ho fatto canto, mi sono inventato il pianoforte per poter completare la mia espressione”, ha svelato.

Nel corso della ospitata del cantante, l’ospite di Mara Venier ha voluto anche mandare il suo messaggio di pace a favore dell’Ucraina, essendo stato ospite di Domenica In proprio nel periodo in cui la guerra era già in corso. “Che tristezza vedere che ancora oggi si parla di guerra…”, aveva detto.







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