SONDAGGI POLITICI E ELEZIONI IN EMILIA ROMAGNA/ Cdx al 50% in Italia: partita chiusa?

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, rebus Emilia Romagna: Lega su, ma il Pd… Secondo SWG, il Centrodestra avrebbe il consenso di più della metà degli italiani. Sale il PD

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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, con il presidente uscente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (LaPresse)

I sondaggi politici, non soltanto limitati alle regionali in Emilia-Romagna, continuano a suggerire grande e spiccato ottimismo ai fautori del Centrodestra. Come rivelano i dati elaborati da SWG, la coalizione guidata dalla Lega di Matteo Salvini si attesterebbe al 50,1% delle preferenze e avrebbe così più di meta Stivale dalla propria parte. In particolare, il 32,9% voterebbe lega, Fratelli d’Italia verrebbe scelto come partito dal 10,4% degli elettori e Forza Italia dal 5,8%. Raggiunge appena l’1% dei consensi “Cambiamo!” di Toti. In crescita anche il Centrosinistra, con particolare riferimento al PD, di poco sotto il 20%. Fra le forze “minori”, bene “Italia Viva” di Matteo Renzi (4,8%) e i Verdi (2,2%): in calo o inalterate le percentuali di gradimento delle componenti non menzionate. Crisi, infine, per il Movimento 5 Stelle, di poco sopra al 15% delle preferenze e sempre più alla deriva, con Luigi Di Maio costantemente in bilico nel ruolo di leader del partito. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

SONDAGGI POLITICI, ELEZIONI EMILIA ROMAGNA: AVRANNO EFFETTI SUL GOVERNO?

Manca poco alle elezioni in Emilia-Romagna ed impazzano i sondaggi politici. I dati dei principali istituti danno il candidato dem Stefano Bonaccini in vantaggio sulla leghista Lucia Borgonzoni, ma molto probabilmente ci troveremo di fronte a un testa a testa all’ultimo voto. E in molti si chiedono se le Regionali avranno ripercussioni sul Governo, in particolare sulla durata del Conte-bis. Termometro Politico per Coffee Break ha chiesto agli italiani cosa ne pensa a tal proposito e l’elettorato è decisamente diviso: il 34,9% ha risposto «sì, credo che se il Centrosinistra perderà, il Governo cadrà», mentre il 33,5% ha risposto «no, l’esecutivo non cadrà in nessun caso». Il 24,1% ha risposto che le elezioni in Emilia-Romagna non influiranno direttamente «ma il governo cadrà comunque a breve per altri momenti». Il 7,5% non ha risposto. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SONDAGGI POLITICI, REBUS SULLE ELEZIONI IN EMILIA ROMAGNA

È in corso il silenzio elettorale come da legge nazionale sulle Elezioni in Calabria ed Emilia Romagna, il che significa che non esistono – dopo l’11 gennaio scorso – sondaggi politici che possano informare, a livello pubblico, i partiti sulla situazione in corso nel testa a testa tra i diversi candidati. Se però si osservano tutti i dati precedenti alla data ultima per il silenzio elettorale, si può scoprire – come stiamo raccontando da giorni – come in Calabria la situazione sia piuttosto avviata verso una vittoria del Centrodestra mentre in Emilia Romagna il destino è troppo imprevedibile per poterlo definire in una previsione certa. I numeri di tutti i sondaggi precedenti al silenzio danno Bonaccini leggermente in vantaggio sulla Borgonzoni, mentre la situazione sulle liste regionali vedrebbe la Lega in vantaggio sul Pd e sulla lista a sostegno del Governatore uscente. Swg nel sondaggio fatto tra il 7 e il 9 gennaio per Tg La7, mette Pd e Centrosinistra tra il 42,5 e il 46,5%, mentre la coalizione di Centrodestra a guida Lega viaggia tra il 45 e il 49%. Gli indecisi sono ancora parecchi (18%) e si aggiunge che sempre nei sondaggi di inizio gennaio Bonaccini viene dato sempre con “muso avanti” rispetto alla sfidante leghista, la migliore definizione per le Elezioni in Emilia Romagna resta «Too close to call», ovvero troppo appaiati per poter dire chi vincerà.

TECNÈ (13 GENNAIO); LE INTENZIONI DI VOTO

Il Pd è in ritiro ’spirituale’, il M5s è in crisi nerissima e la Lega perde consensi rispetto a dicembre: eppure gli ultimi sondaggi politici espressi ieri da Tecnè per Quarta Repubblica mostrano diversi spunti di riflessione per Zingaretti, Di Maio e Salvini in vista delle Elezioni in Emilia Romagna e Calabria e in generale per il futuro prossimo della politica italiana dopo le urne Regionali del 26 gennaio prossimo. In primis, rispetto alle ultime rilevazioni del 16 dicembre scorso, la Lega a livello nazionale perde quasi due punti percentuali, passando dal 33,1 al 31,7%. In vista del voto emiliano il calo del Carroccio impensierisce – anche se restano “solo” sondaggi politici – e si può così leggere lo sforzo maggiorato negli ultimi giorni per la campagna elettorale tanto di Lucia Borgonzoni quanto soprattutto di Matteo Salvini, ogni giorno in diversi paesi dell’Emilia Romagna. Secondo step importante che indica il dato di Tecné: il Pd cresce dal 18,9% al 19,3% e mentre organizza il prossimo Congresso (dove avverrà la «rivoluzione», cit Zingaretti) potrebbe iniziare a ragionare sulla necessità o meno di rimanere con questo Governo e insieme al M5s, quando ormai le frizioni sono su ogni livello e in ogni provvedimento. L’impressione è che i Dem attendano il voto emiliano per provare a fare il prossimo passo: se Bonaccini dovesse poi confermarsi Governatore, la legittimità della superiorità sull’alleato di Governo a 5Stelle potrebbe portare ad una “spallata” decisiva verso le Elezioni anticipate.

SONDAGGI TECNÈ (13 GENNAIO): RENZI KO, FORZA ITALIA RISALE

Terza “riflessione”, è più una constatazione: la crisi del M5s è palese e i sondaggi politici di Tecné aiutano solo a renderla più evidente anche a livello numerico. I consensi attorno al Movimento calano ancora da metà dicembre con Di Maio attaccato dalla base elettorale e da parte di quella parlamentare: sono passati dal 15,7% all’attuale 15,5%, un lieve calo che però registra un dato nazionale tutt’altro che ben augurante. Se si aggiunge che tanto in Calabria quanto in Emilia Romagna i due candidati solitari si avviano ad una competizione con pochissime chance di superare quota 10% (anche e soprattutto per la polarizzazione tra Centrodestra e Centrosinistra), il quadro prima degli Stati Generali di febbraio – dove si riorganizzerà il M5s – non è dei più esaltanti. Chiudono le intenzioni di voto Tecné Fratelli d’Italia, con la Meloni che si conferma ancora al top e sfiorante quota 11% (passata dal 10,3% all’attuale 10,8%), Forza Italia che risale all’8% mentre Renzi con Italia Viva non riesce a decollare e anzi indietreggia dal 3,9% al 3,7% su scala nazionale.

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