TREND/ Ecco i nomi dei Vip a cui gli italiani affiderebbero il compito di fare la spesa

- Manuela Falchero

Secondo una ricerca Everli, 2 italiani su 5 preferiscono delegare la spesa: ecco i nomi dei vip ai quali farebbero fare la spesa al posto loro

prendere decisioni difficile
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

A quale Vip affidereste il compito di fare la spesa al posto vostro? Gli italiani puntano sicuri il dito verso due personaggi che molto hanno a che fare con il mondo alimentare: secondo un’indagine condotta da Everli, il marketplace della spesa online, infatti, in cima alle preferenze dei nostri connazionali, nella graduatoria femminile, c’è Benedetta Rossi, iconico volto televisivo della cucina tricolore, che mette d’accordo i consumatori del Bel Paese, raccogliendo il 39% dei consensi, davanti ad altre due celebrity: Orietta Berti, l’allegra e solare cantante capace di conquistare anche i più giovani (12%) e la giovane attrice e conduttrice italiana Miriam Leone (9%). 

Una classifica complessiva che però – dice la ricerca – varia di molto se si considerano le preferenze degli intervistati in funzione dell’appartenenza di genere: le donne infatti vorrebbero a chiusura del podio della shopper dei sogni la regina della risata Katia Follesa (10%). Diversamente, gli uomini sognano Diletta Leotta (15%).

Nel caso invece del ranking maschile, la scelta ricade sullo chef Alessandro Borghese, cui va il 46% dei voti, seguito dal divulgatore scientifico Alberto Angela (21%) e dall’attore e sex symbol Luca Argentero (10%). Un podio confermato anche dalla graduatoria costruita sul solo campione rosa, che invece non trova aderenza nel caso della valutazione maschile: qui infatti sul gradino più basso del podio potrebbero salire il giornalista Enrico Mentana oppure il campione europeo di calcio Federico Chiesa, entrambi a pari merito con il 6% delle preferenze dei rispondenti uomini.

Dai sogni alla realtà

Fin qui dunque, le preferenze tracciate in funzione di uno scenario immaginario. Ma cosa succede davvero nella quotidianità? L’indagine di Everli scatta una fotografia in chiaro-scuro. Dalla survey, infatti, emerge innanzitutto che a quasi 2 italiani su 5 (38%) capita di delegare l’attività. Un passaggio di consegne non sempre facile – dice l’indagine -, soprattutto per le signore: forse più esigenti e meticolose, quasi 2 donne su 10 mostrano una forte difficoltà ad affidare ad altri questa attività. 

Nel caso però il passaggio di staffetta si renda indispensabile, a essere incaricato dell’incombenza di fare la spesa è soprattutto il partner (54%). Ma nello Stivale – emerge ancora dalla ricerca – c’è anche una nutrita schiera di “cocchi di mamma”: quasi 1 italiano su 4 (24%) chiede infatti alla madre di occuparsi degli acquisti al supermercato, abitudine più spiccata tra le donne. A seguire, nella graduatoria ci sono poi il personale dei servizi di spesa online (7%), fratelli e sorelle (5%), papà (4%) e amici e vicini (entrambi 1%). 

Il cahiers de doléances

Non sempre però i delegati alla spesa sono in grado di rispondere in modo adeguato alle aspettative: al momento di aprire i sacchetti infatti non mancano le brutte sorprese. In particolare, tra le lamentele più ricorrenti figurano la dimenticanza di prodotti richiesti, condivisa da ben il 45% del campione, con una netta prevalenza delle donne (48%) rispetto agli uomini (41%), e la scarsa attenzione alle date di scadenza, item che raccoglie il 27% delle indicazioni, con il mondo maschile decisamente più contrariato rispetto a quello femminile (38% contro il 26%). 

Da segnalare è poi il pressappochismo nella scelta dei prodotti soprattutto quando si tratta dei freschi: un punto, questo, rispetto al quale è maggiore l’irritazione delle donne (22%) rispetto a quella degli uomini (17%). 

Può tuttavia anche capitare – rileva ancora la indagine – che tra gli scaffali non sia presente il prodotto esatto segnato in lista e che venga messa nel carrello un’alternativa. In questo caso, i passi falsi più sentiti sono la scelta di un sostituto di qualità differente (17%) e di uno molto più costoso (13%). Il terzo gradino del podio riguarda invece il confronto telefonico, elemento che mette in crisi i consumatori del Bel Paese: infatti, oltre 1 italiano su 10 (12%) in questi casi pretende di essere chiamato per dare indicazioni su come procedere; un altrettanto 12%, invece, pare non sopportare di essere tempestato di telefonate per gestire il rimpiazzo dei prodotti mancanti. E qui sembrano essere le donne a perdere la pazienza più spesso degli uomini (15% contro 9%). 

“Dalle indagini che svolgiamo periodicamente – conclude Alice Coverlizza, Chief Business Officer Italy di Everli -, notiamo come il gesto di delegare la spesa rappresenti ancora una fonte di stress per molti consumatori italiani, che per il loro rifornimento settimanale cercano comodità e velocità, certo, ma non vogliono rinunciare alla qualità e all’attenzione al dettaglio”. 

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