Vescovo Noto canta Marco Mengoni/ Video, “Esseri Umani”: “Così Dio vi ha immaginato”

- Alessandro Nidi

Il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, si è esibito sulle note di “Esseri Umani” di Marco Mengoni (video), per poi citare Ermal Meta…

Mons. Antonio Staglianò a La Vita in Diretta
Mons. Antonio Staglianò a La Vita in Diretta (YouTube)

Il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, selezionato da Papa Francesco per guidare la Pontificia Accademia di Teologia, si è esibito vocalmente nel celebre singolo del cantautore italiano Marco Mengoni, intitolato “Esseri Umani”, con tanto di chiosa finale: “Restate umani come Dio vi ha immaginato. Questo vuole il Dio di Gesù”. Un’esibizione decisamente apprezzata non soltanto dai presenti, ma anche dal popolo del web, che ha contribuito a renderla virale a colpi di “like” e di “retweet”.

Ma non solo: anche la predica del vescovo successiva alla canzone di Mengoni ha suscitato numerosi spunti di riflessione. “Anche Dio è una parola – ha detto monsignor Staglianò –. Voi cosa capite? Chi è Dio? È qualcosa, qualcuno, un soggetto, un oggetto? Se lo chiudi in un concetto, non è Lui. Così anche l’amore. L’amore non può entrare in un concetto, l’amore è vita. Però, una parola può in qualche misura aiutare a orientarsi“.

VESCOVO DI NOTO CANTA MARCO MENGONI, POI CITA ERMAL META E LA SUA “VIETATO MORIRE”

Già, “amore”. Un altro vocabolo ampiamente inflazionato e di cui si crede di conoscere a menadito il significato. Ecco perché il vescovo che canta Mengoni ha inteso rivolgere un’esortazione a chi lo ascoltava: “Perché non cercare sul vocabolario il significato della parola ‘amore’? La risposta che mi viene spesso data è che ‘tutti sanno cos’è l’amore’. Invece non è così. Se andassimo a cercare, scopriremmo che ‘a’ è un’alfa privativa, ‘more’ è ‘morte’. Amore vuole dire letteralmente ‘io nego la morte’. Per te donerei la vita, perché la morte non mi fa paura, esattamente come ha fatto Gesù Cristo per salvare l’umanità”.

Ecco allora, e qui, dopo Mengoni, il vescovo di Noto ha citato un altro protagonista della nostra musica, che “educare il giovane che cresce alla cura dell’altro, significa educare il cucciolo dell’uomo ad amare. Ermal Meta, in ‘Vietato Morire’, facendo parlare la madre, dice: ‘Ricorda figlio mio, all’uomo che diventerai, non sarai mai più grande dell’amore che dai”.







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