Voto Maturità 2019, come ottenere 5 punti bonus/ Esame Stato Miur: orali più ‘facili’

- Niccolò Magnani

Esame di Maturità 2019, voto Miur e 5 punti bonus (e come ottenerli): prova orale, per gli studenti meno “impossibile” rispetto al previsto

Esame di Maturità: la prova orale con le buste
Esame di Maturità: la prova orale con le buste (LaPresse, 2019)

Dopo i due scritti e dopo l’inizio degli orali, l’Esame di Maturità 2019 si avvia verso la sua naturale conclusione e inevitabilmente la “febbre” da voto finale corre tra gli studenti, sia per chi ha già sostenuto l’Esame di Stato Miur e sia chi sta facendo un po’ di calcoli dopo le prove scritte per capire su cosa puntare per avere un voto finale “decente” e guadagnarsi una meritata vacanza estiva. Dopo la riforma arrivata sulla Maturità 2019, a cambiare sono stati anche i punteggi con le prove passate dal calcolo in quindicesimi all’attuale in ventesimi: secondo quanto stabilito dal Miur, con la nuova Maturità i punteggi massimi previsti sono 40 per il Credito Scolastico, 20 per la Prima Prova, 20 per la Seconda, 20 per l’orale e 5 punti bonus. Si può dunque ben intuire che il conteggio finale fa 100 e che utile al fine di raggiungere il voto “perfetto” finale risultano quei punti bonus a discrezione della Commissione d’Esame. Ma come ottenerli? Serve innanzitutto capire che quei punti possono essere concessi solo se si è stati ammessi con almeno 30 crediti alla Maturità sul fronte crediti e se con le prove scritte si è arrivati almeno a 50 punti. Il punto di partenza deve essere dunque almeno 80 punti su 100 per poter sperare nell’aggiunta del punteggio extra: i criteri interni che le commissioni possono adottare riguardano sia la prestazione durante le prove scritte o la gestione del colloquio orale, tanto sul piano dei contenuti che su un piano formale.

ESAME DI MATURITÀ 2019: PER GLI STUDENTI GLI ORALI “MENO DIFFICILI”

Detto dei 5 punti massimi e di come ottenerli, l’Esame di Maturità primo dopo la “riforma” vedeva nella prova orale il vero “spauracchio” di ogni studente maturando: stando però ai primi esiti riportati da Studenti.it, il “grande incubo” pare non esser stato così tremendo come si poteva pensare. Le fantomatiche buste hanno sì colpito l’immaginario collettivo dei maturandi ma alla prova dei fatti si sono rivelate non così insormontabili: «Il 90% circa degli ex maturandi che hanno condiviso la loro impressione sull’orale ci ha assicurato che il colloquio è andato meglio del previsto», spiega il portale esperto su Maturità e scuola. Secondo diverse testimonianze, l’esame orale non era «nulla di impossibile» e basta saperlo affrontare con «conoscenze sia attuali che didattiche»: il vero punto “in più” che è risultato decisivo alla fine era il saper fare «collegamenti e discorsi» tra le varie domande fatte e inserite nelle tre buste ad inizio del colloquio orale.



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