Di Maio confermato leader M5s: 80% su Rousseau/ Salvini “Sono contento del voto”

- Niccolò Magnani

Di Maio è stato confermato leader M5s: le parole del collega Matteo Salvini

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M5s, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista (LaPresse, 2018)

Con l’80% dei voti sulla piattaforma Rousseau, Luigi Di Maio è stato confermato il leader politico del Movimento 5 Stelle. Nessun ribaltone quindi ai vertici dei grillini, nonostante da più parti fosse annunciata una sorta di rivoluzione dopo il deludente risultato delle elezioni Europee, susseguito ai numerosi flop alle comunali degli scorsi mesi. Matteo Salvini ha commentato la notizia dicendosi soddisfatto: «Di Maio confermato leader? Va bene, almeno c’è qualcuno che comanda. Ora mi aspetto dai Cinquestelle un atteggiamento costruttivo – le parole del vice-presidente del consiglio ai microfoni di Dritto e Rovescio su Rete 4 – con Di Maio – aggiunge – ho lavorato bene per nove mesi, è una persona seria, leale. Spero abbia ancora il controllo della maggioranza alla Camera e al Senato per approvare delle leggi». Giunte anche le dichiarazioni dello stesso leader confermato, che ha fatto sapere di essere già al lavoro per il bene del Movimento: «Domani (oggi ndr) avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne. Nelle prossime ore incontrerò i consiglieri regionali, lunedì i nostri sindaci e sabato prossimo una rappresentanza dei nostri consiglieri comunali di tutta Italia. Anche con loro parleremo di come rendere il Movimento più utile alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle associazioni, delle famiglie e in generale alle esigenze che vengono dal territorio». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DI MAIO CONFERMATO LEADER M5S: 80% SU ROUSSEAU

Soddisfazione in casa M5s per la conferma di Luigi Di Maio come leader dopo il voto sulla piattaforma Rousseau. Diversi esponenti pentastellati hanno commentato sui social, ecco le parole di Emilio Carelli: «Le mie congratulazioni e il mio sostegno a Luigi Di Maio, confermato capo politico del Movimento 5 Stelle con l’80% dei voti. Ora è importante mettere mano a quella organizzazione necessaria per il rilancio del nostro movimento. L’errore più grande sarebbe quello di far finta di nulla». Questo il tweet di Francesco D’Uva: «I nostri iscritti non solo confermano ma rafforzano la leadership di Luigi Di Maio con l’80% dei consensi. È record di partecipazione per la piattaforma Rousseau con 14mila voti in più rispetto a quando Luigi è stato scelto come capo politico: ripartiamo più forti e compatti!». Infine l’icastico commento del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «Ora andiamo avanti uniti e compatti!». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LUIGI DI MAIO CONFERMATO LEADER M5S

«Il risultato uscito fuori dalle “urne” ha confermato Luigi Di Maio come capo politico con l’80% dei consensi»: così annuncia il Blog delle Stelle poco dopo le ore 20.20 quando i risultati della piattaforma Rousseau sono giunti ufficiali, ponendo fine al “dubbio” (in realtà nel corso della giornata assai poco imprevedibile) sulla leadership del Ministro del Lavoro pur dopo la sconfitta bruciante e tremenda nelle Elezioni Europee 2019. I risultati della votazione vengono espressi dallo stesso M5s, «Alla domanda: confermi Luigi Di Maio come capo politico del MoVimento 5 Stelle? 44.849 sì, 11.278 no. Battuto ogni record. Se libertà è partecipazione, oggi Rousseau è stato uno strumento di grande libertà. Con 56.127 preferenze espresse, la nostra piattaforma online ha fatto registrare il record assoluto. Quella odierna è stata non solo la votazione con maggior partecipazione dell’intera storia di Rousseau, ma anche quella più partecipata di sempre a livello mondiale in fatto di democrazia digitale». Soddisfazione in casa Casaleggio per aver così confermato la linea Di Maio e, conseguentemente, anche il Governo dopo l’appoggio deciso dei parlamentari e dello stesso Salvini che non avrebbe accettato una nuova leadership (Fico o Di Battista, era lo stesso).

ATTACCHI HACKER. FICO NON HA VOTATO

«Anche oggi hanno provato a metterci i bastoni tra le ruote, con tre attacchi DDoS (dalle 11:17 alle 11:21, dalle 12:38 alle 11:40 e dalle 12:30 alle 13:00 circa). Non ci sono riusciti. Le performance dell’area voto di Rousseau sono rimaste intatte, a parte un debole rallentamento durato meno di mezz’ora. In passato, alcuni attacchi informatici ci hanno spinto a migliorare la nostra infrastruttura», spiegano ancora dal Blog M5s esaltando la tenuta di Rousseau sottoposto al voto in realtà non “impossibile” di 56mila interazioni. Non ha partecipato al voto Roberto Fico, come ha spiegato lui stesso in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook: «Ho subito detto di non essere d’accordo con il lancio della votazione di oggi su Rousseau. E per questo non parteciperò al voto. Sono sempre stato contrario alla politica che si identifica in una sola persona – spiega ancora Fico -. Se il focus resta sulla fiducia da accordare o meno a una figura, e non sui tanti cambiamenti che invece, insieme, occorre porre in essere, non ci potrà essere alcuna evoluzione. Significa non cambiare niente», conclude il Presidente della Camera.

SALVINI “SPERO RIMANGA DI MAIO, GOVERNO VA AVANTI”

Quando manca meno di un’ora alla chiusura delle votazioni sulla piattaforma della Casaleggio, Di Maio ottiene l’endorsement alla sua leadership anche dal alleato-rivale-nemico Matteo Salvini: nel giorno in cui il Segretario della Lega ha affondato la sua strategia di rilancio del Governo su Flat tax e Tav, ha voluto comunque rassicurare i 5Stelle che il Governo andrà avanti assieme e non vi sarà alcuna crisi (ben sapendo che molto probabilmente la linea Di Battista non passerà e Di Maio sarà riconfermato alla guida del M5s su Rousseau) «Mi auguro che arrivino tanti sì per Di Maio e di conseguenza tanti sì per far ripartire il Paese. Ho sempre lavorato bene con Di Maio, almeno per i primi 9 mesi, nell’ultimo mese facciamo conto che ci sia stata eccessiva verve da campagna elettorale che non ha portato a risultati». Dopo le parole di Salvini, ad alzare un minimo di polemica ci ha invece pensato Vittorio Sgarbi, che coi 5Stelle mai tenero non lo è stato: «Siccome non c’è nessuna forma di garanzia, anche tecnica, sul voto online gestito da una associazione privata (gestita a sua volta da una impresa privata) per una questione di trasparenza (assai cara, a parole, ai 5 stelle) chiedo che Luigi di Maio e Davide Casaleggio consentano senza pretesti l’accesso nella sede operativa di Rousseau di osservatori esterni, scelti tra tecnici informatici, avvocati e giornalisti».

“FICO E DI BATTISTA CON ME”: L’ESITO PIÙ CHE SCONTATO..

«Le votazioni sono aperte dalle ore 10 alle ore 20. Buon voto a tutti», con un brevissimo post il Blog delle Stelle annuncia l’inizio del voto stamattina attorno alle 10 sulla piattaforma Rousseau, anche se l’esito sembra piuttosto “scontato” anche vedendo quanto scritto dallo stesso Luigi Di Maio in un altro messaggio apparso sul canale principale del Movimento 5 Stelle. «Ieri c’è stata un’assemblea importante tra tutti gli eletti del MoVimento 5 Stelle in Parlamento. È stato un momento proficuo per guardarsi in faccia e dirci cosa è andato storto alle ultime europee. Ci siamo confrontati, in modo convinto, come una grande comunità. E abbiamo ritrovato spirito, sebbene non avessimo mai perso la forza, né il coraggio. Ci siamo detti che ora è importante fare uno scatto, trovare un’organizzazione più adeguata, dare più spazio e ascolto ai territori, ultimamente abbandonati. E di questo mi scuso ancora una volta personalmente. Sono io per primo che me ne assumo le responsabilità», un discorso che dovrebbe stridere laddove si pensi che effettivamente sia ancora in procinto di non essere confermato da Rousseau. Ma per Di Maio, dopo l’appoggio dei parlamentari, la strada verso la riconferma sembra spianata (e la crisi di Governo perciò congelata, ndr): «È sempre la stessa storia, che si protrae da anni. Noi contro tutti, tutti contro di noi. È un meccanismo collaudato, ma noi non cediamo di un centimetro. Alessandro è un fratello e un compagno di viaggio, così come lo è Roberto e lo sono molti altri. Già l’ho detto: il MoVimento 5 Stelle non perde mai: o vince o impara. E adesso stiamo ripartendo. Torneremo più forti di prima, ve lo assicuro. Torneremo più forti degli altri e cambieremo davvero questo Paese, come abbiamo iniziato a fare in questo primo anno di governo!».

L’APPOGGIO DEI PARLAMENTARI M5S

Sta per cominciare il voto sulla piattaforma Rousseau dopo una notte che ha portato al leader sotto esame Luigi Di Maio l’appoggio dei parlamentari M5s, o almeno della maggioranza di essi convinti che senza il Ministro del Lavoro in cabina di comando il Governo è destinato a finire nel più breve tempo possibile. «Volete ancora sostenere questo governo? Conte vuole saperlo», ha chiesto ieri Di Maio ai suoi fedelissimi che hanno risposto positivamente ritenendo di aver fatto molti errori e di aver lasciato troppo solo il leader prima e durante la campagna elettorale. «Luigi, scusa se non ti ho aiutato abbastanza. Dobbiamo pensare a portare a casa dei risultati, perché il bene della nazione è più importante di quello di una singola forza politica», avrebbe detto Di Battista secondo i retroscena di più quotidiani stamani, con l’ipotesi “staffetta al comando” che al momento resta congelato finché almeno non si sapranno i risultati del voto su Rousseau. «Mettere in discussione Di Maio significherebbe non solo fare cadere il governo ma anche l’esistenza del M5S stesso», ha spiegato il sottosegretario Vincenzo Spadafora, mentre “fuori dal coro” resta Carla Ruocco (che appoggia una leadership di Roberto Fico), «Il M5S deve preservare i propri principi. Dobbiamo superare la sindrome dell’uomo solo al comando».

DI MAIO, LEADER O DIMISSIONI?

È il giorno del giudizio per Luigi Di Maio: oggi dalle ore 10 alle 20 è aperto il voto sulla piattaforma Rousseau (gestita dalla Casaleggio Associati, l’organo di votazioni e comunicazioni del Movimento 5 Stelle) per decidere di confermare o togliere la fiducia al leader “eletto” sempre dalla rete nel 2017. Dopo la batosta elettorale delle Elezioni Europee, con il M5s che di fatto ha perso 6 milioni di voti in un solo anno (molti a vantaggio dei rivali della Lega, nonostante la campagna giocata tutta contro Salvini e i compagni di Governo per provare a recuperare il consenso della base grillina), Di Maio aveva atteso 12 ore prima di parlare in conferenza stampa, annunciando di aver avuto la conferma di tutte le principali anime del partito – Di Battista, Fico, Grillo e Casaleggio – e che il Governo e la sua leadership non sarebbero cambiate. Poi però la realtà ha detto altro: lo scontro e il malcontento interno è cresciuto, con dimissioni eccellenti (Di Nicola, vicecapogruppo al Senato), dimissioni paventate (Paragone) e con bordate dai dissidenti “storici” (Nugnes, Fattori, Lombardi e membri dell’area Fico). E allora le riunione con i parlamentari M5s sono divenute delle rese dei conti sostanziali, con Casaleggio e forse Di Battista che hanno consigliato a Di Maio di passare dal voto su Rousseau per legittimare la sua leadership (o per affossarla?, ndr): si arriva così al post di ieri sul Blog delle Stelle, seguito dall’appoggio totale di Beppe Grillo che non ha gradito il fuoco incrociato contro il “suo” Luigi «La diffusione di dichiarazioni che discutono della delusione scaturita dalle urne, come se fosse un calo delle vendite per una multinazionale, è un ferita per me. Luigi non ha commesso un reato, non è esposto in uno scandalo di nessun genere. E’ già eccessiva questa giostra di revisione della fiducia. Deve continuare la battaglia che stava combattendo prima».

VOTO ROUSSEAU AGLI ISCRITTI M5S: COME E COSA SI VOTA

Il voto è il solito della piattaforma Casaleggio: possono votare solo gli iscritti M5s, con le proprie credenziali, negli orari prefissati (10-20) davanti alla semplice domanda «confermi Luigi Di Maio come capo politico del MoVimento 5 Stelle?». Già ieri sera con il voto ancora non aperto, il portale Rousseau non funzionava e per la giornata di oggi si potrebbero presentare i “consueti” disservizi che potrebbero anche rallentare le votazioni, magari facendo posporre di qualche ora la chiusura del voto più importante sul destino politico di casa M5s. «Prima di ogni altra decisione, oggi però ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola. Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato. Sarà tutto il Movimento 5 Stelle a scegliere. Se il Movimento rinnoverà la fiducia in me allora ci metteremo al lavoro per cambiare tante cose che non vanno. Io personalmente con ancora più impegno e dedizione», ha scritto ieri il Ministro del Lavoro nel post sul Blog M5s.

DI MAIO-DI BATTISTA: LA PARTITA DEL GOVERNO

In attesa dell’esito atteso delle votazioni di quest’oggi, è un tutto contro tutti in casa M5s con due schieramenti – anzi tre – che si sfideranno sulla piattaforma Rousseau con il voto decisivo sul loro leader: contro Di Maio si sono espressi in tanti in questi giorni post Elezioni Europee, su tutti Nicola Morra, Carla Ruocco, Paola Nugnes, Elena Fattori e Roberta Lombardi ma anche l’area di Roberto Fico, il deputato Luigi Gallo tra gli altri. Assai critico il senatore Paragone – «a 32 anni non puoi fare il capo della prima forza del Paese, il vicepremier, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro […] Il Movimento è al suo minimo storico e come vicepremier ha perso la sfida» – e anche il deputato M5S Andrea Colletti si è espresso duramente «Abbiamo fatto una campagna elettorale delle Europee totalmente anomala, senza alcun coordinamento.Manifesti e volantini sono arrivati una settimana prima del voto. I candidati sono stati fatti competere ad armi impari con divieti su divieti di fare qualsiasi cosa». A fianco del Ministro invece si sono schierati, oltre alle sindache Raggi e Appendino, anche i Ministri Bonafede, Toninelli, Grillo e Fraccaro, ma anche i capigruppo Patuanelli e D’Uva, Sibilia e Carelli, Mattia Fantinati e Filippo Nogarin. C’è poi la terza via, quella di Casaleggio e Di Battista che in maniera diversa – il primo con striminzito commento di sostegno, il secondo con stoccate e difese – hanno mantenuto una equidistanza da Luigi Di Maio. E ora la partita M5s rischia di portarsi inevitabilmente all’interno del Governo: Salvini e la Lega guardano con molta attenzione al voto su Rousseau, il secondo in pochi mesi dopo il “caso Diciotti”. Il Ministro degli Interni ha fatto sapere ieri ai suoi parlamentari che non si potrebbe andare avanti nel Governo con i M5s se prevalesse la linea di Alessandro Di Battista e proseguissero gli attacchi e i distinguo: «Io maggioranze con gli Scilipoti o i cambia-bandiera di turno non ne faccio. La maggioranza se c’è è questa. Per me c’è. Poi non commento le scelte degli altri partiti ma mi rifiuto di andare a pensare, di andare a raccattare tre senatori qui e dieci deputati là, non ci penso proprio…».

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