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FERROVIE/ Come evitare un'Alitalia dei treni?

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A dicembre la linea ad alta velocità raggiungerà un obiettivo importante: Milano e Roma saranno collegate in tre ore dal centro delle due città e il treno diventerà sempre più competitivo rispetto all’aereo.

 

Bisogna precisare che il merito non è tanto dell’operatore dominante, Trenitalia, che non ha ancora rinnovato la flotta di treni ad alta velocità, quanto della conclusione dei lavori sulla linea ad alta velocità. Tale infrastruttura, terminata con molti anni di ritardo e con costi circa tre volte superiori a quelli francesi e spagnoli [1], permetterà di collegare più velocemente tutto il Paese. I costi di tale opera sono stati enormi e certamente ci sono stati degli enormi sprechi di denaro pubblico.

 

In tutti i paesi europei vi è stata la tendenza di costruire linee ad alta velocità, ad eccezione della Gran Bretagna; il Governo Brown tuttavia ha promesso e messo in cantiere la costruzione dei treni ad alta velocità che collegheranno Londra e la Scozia. Il dato più interessante è quello che proprio il trasporto ferroviario britannico, pur in mancanza di nuove linee ferroviarie è stato che quello si è sviluppato di più da metà anni Novanta, molto più di quello francese.

 

Questo aspetto ha una motivazione molto semplice. La liberalizzazione del trasporto ferroviario inglese ha permesso una competizione molto accesa tra operatori ferroviari, tanto che l’indice di concentrazione del settore, il cosiddetto indice Herfindhal-Hirschman, è sotto ai 1000 punti [2]. Un valore così basso indica che esiste una competizione fortissima tra gli operatori. Bisogna inoltre ricordare, a scanso di equivoci, che il trasporto ferroviario Britannico è ormai da anni il più sicuro in Europa, secondo i dati dell’Unione Europea.

 

Bisogna essere tuttavia realisti e la conclusione di buona parte delle opere infrastrutturali riguardanti l’alta velocità devono essere sfruttate appieno (visti anche i costi di costruzione). Per fare ciò è necessario introdurre una reale concorrenza nel trasporto ferroviario e questa sarà difficile introdurla finché non verranno eliminati due grandi problemi:

 

- la proprietà da parte del Ministero dell’Economia di Ferrovie dello Stato Holding. Tale società interamente pubblica (è bene ricordare che non esiste nessuna privatizzazione di FS in Italia) controlla contemporaneamente sia il gestore della rete, RFI, che l’operatore dominante, Trenitalia;

 

- l’enorme dipendenza del bilancio di Ferrovie dello Stato e di Trenitalia dai sussidi e dai contributi pubblici.

 

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