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FINANZA/ Il “vulcano” Germania è pronto a bruciare l’Europa

Berlino si candida a essere uno dei protagonisti del mercato dei titoli di Stato, ma lo stato di salute del suo sistema bancario rischia di danneggiare l’intera Europa

Euro_ScintilleR375.jpg (Foto)

Lo tsunami sta per arrivare, la stagione delle trimestrali è alle porte e già domani i conti di JP Morgan Chase, attesa in crescita dagli analisti e invece quasi certamente all'insegna di nuove, pesanti svalutazioni, scuoteranno i mercati internazionali.

 

Nel frattempo, sono i dati macro ad anticipare in negativo i rendiconto degli istituti bancari. L'economia della Germania nel 2009 ha infatti attraversato la sua peggiore recessione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale perdendo il 5%, stando ai dati che sono stati diffusi dall'Ufficio federale di statistica a Wiesbaden.

 

Il Prodotto interno lordo (Pil) aveva registrato una crescita positiva dell’1,3% nel 2008 e del 2,5% nel 2007. Per il 2010, gli economisti si aspettano una crescita del Pil ancora una volta, tra l’1,6% e il 2,3%. Il disavanzo pubblico tedesco l'anno scorso ha raggiunto 77,2 miliardi di euro, pari al 3,2% del Pil. In questo modo, la Germania è tornata a superare per la prima volta dal 2005, il tetto del 3% fissato nel Patto di stabilità e crescita dell'Unione europea.

 

Per quanto riguarda il Pil va notato che nel 2009 l'export tedesco è sceso del 14,7%, mentre le importazioni sono calate dell'8,9% e i consumi privati sono cresciuti l'anno scorso dello 0,4%, come nel 2008. Ma questo non basta. Per i titoli pubblici, ma anche per le obbligazioni societarie, intanto, sempre gennaio si preannuncia come un mese di fuoco.

 

E l'attenzione del mercato si concentra proprio sulla Germania visto che il governo di Berlino ha programmato quattro aste per un totale di 22 miliardi di euro, oltre un decimo dell'ammontare in emissione per l'intero 2010, escludendo i titoli indicizzati all'inflazione. La Germania si candida a essere uno dei protagonisti del mercato, considerando che l'ammontare nominale complessivo delle emissioni programmate per il prossimo anno sarà superiore del 35% rispetto all'anno in corso a causa dell'esigenza di copertura del maxi-piano di spesa pubblica a sostegno dell'economia, prima che venga iniziata l'opera di rientro del deficit.

 

Insomma, Berlino tenta la carta della maxi-emissione perché sa che - come diciamo da mesi su ilsussidiario.net - o si dà vita entro marzo alla bad bank o il sistema bancario - con a cascata quello assicurativo - salterà come un tappo di spumante a Capodanno sotto il peso di circa 300 miliardi di euro di titoli tossici da scaricare. Ma non solo, un'altra bomba è all'orizzonte. Ovvero, prestiti e fidi che le banche dovranno scrivere nei loro libri contabili come inesigibili.

 

A quanto ammontano? Da 70 a 90 miliardi di euro, un livello di svalutazioni che sia negli Usa che in Europa toccheranno relativamente il 12% e il 13% del totale. A fare paura è il fatto che una componente molto grande della futura messe di perdite sarà ancora legata ai Cdo, ovvero i subprime che le banche millantavano di non avere in pancia o di avere eliminato e che invece porteranno con sé qualcosa come altri 16 miliardi di dollari di perdite nel primo trimestre.

 

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COMMENTI
14/01/2010 - La crisi la vede chi ce l'ha (Diego Perna)

Egr. Dott. Bottarelli io la leggo sempre volentieri e devo dire che non aspetto un Armageddon, ma sinceramente un cambiamento di "qualcosa" che non riesco a ben definire nè saprei sinceramente come si potrebbe fare realmente senza smantellare quello che c'è di buono ,anche se poco. Però Le garantisco che sentir dire in giro che c'è una ripresa, che prima le tasse si riducono ma che poi subito dopo siamo in crisi ecc.ecc. bla bla bla,va un pò girar le sfere a chi la situazione economica e quella politica non gli fanno vedere nè luci in fondo al tunnel nè luci in genere da nessuna parte( penso a chi perde il lavoro o alle imprese che chiudono e non sono poche) Certo la situazione difficile pesa solo o maggiormente su di alcuni, non su tutti, pertanto sempre ognuno potrà avere i suoi punti di vista ma sapere che banche e banchieri e chi ci lavora dentro o altre figure di "tutto rispetto" per grandi responsabilità che hanno nella gestione di enti pubblici ecc. , hanno buste paga che un comune mortale non riuscirebbe ad guadagnare in 12 vite di lavoro, è veramente ingiusto, (anche se può sembrare populqualunquistademagogico).

 
14/01/2010 - Supposta crisi Tedesca (Emidio Luzi)

Crisi! Crisi! Crisi! Bene! Soluzioni? Quali? Secondo me la situazione è migliore oggi che un anno fa per il semplice motivo che si è presa una maggiore consapevolezza e gia molte ristrutturazioni aziendali sono state fatte. Molte svalutazioni sono state inserite a bilancio. Per chi conosce il funzionamento dei bilanci pubblici le spese che i vari parlamenti hanno approvato un anno fa o anche alcuni mesi fa per sostenere finanza e sistema produttivo, solo adesso stanno entrando in circolo, tanto è vero che le banche centrali parlano di exsit strategy. I soldi delle varie FED si sostituiscono per far posto ai soldi stanziati dai governi. L'accenno all'impasse del Governo tedesco; ebbene li vi è stato un errore di strategia politica da parte del Cancelliere tedesco: quello che accadde al Presidente del Consiglio Berlusconi con l'UDC dell'onorevole Casini sta accadendo oggi in Germania: prevedo prossime elezioni in quel paese, ma non per motivi econimici, ma politici: in situazioni di difficoltà economica le scelte devono essere rapide, precise. Buona giornata a tutti. Complimenti a tutti voi della redazione per la bellezza del sito.

 
14/01/2010 - AL LUPO, AL LUPO ! (Pierluigi Piccinini)

sig. Bottarelli penso d'aver letto tutti i suoi pezzi qui su ilsussidiario.net (da 1 anno). Lei è simpatico, parla schietto, tocca argomenti interessanti. Il suo taglio catastrofista poi fa presa. Però. Tutti i suoi allerta per catastrofi prossime venture ad ora si sono rivelati ....... diciamo intempestivi, valà. A memoria: Catastrofi a cascata arriveranno dal dissesto finanziario di alcuni paesi dell'est europeo (in primis Ungheria, Ucraina, Russia) travolgendo in primis le banche austriache fortemente esposte in quell'area; Austria sul lastrico e con lei il sistema bancario EU. è successo? Lettonia in semidefault, molte banche svedesi ivi esposte, buco che le travolgerà e con loro il sistema bancario UE. è successo? Sistema bancario Cinese soggetto a logiche politiche di erogazione a pioggia del credito, prescindendo da valutazioni di affidabilità dei richiedenti, per pompare artificiosamente il PIL cinese; sarà un disastro. è successo? Spagna, gonfiatasi come un rospo con la bolla immobiliare, s'è rovinosamente afflosciata, le finora intonse banche spagnole capitoleranno e con loro il sistema bancario UE. è successo? Il buco miliardario di Dubai darà il via a cascata a buchi a catena nel sistema bancario mondiale. è successo? Sulle banche tedesche ha scritto tante volte, sarebbe il vero buco nero del sistema bancario EU. visto niente? C'erano poi sist. bancario UK, Irlanda, carte di credio USA, bolla crediti immobili commerciali, ...

RISPOSTA:

Default dell'Est? Forse era distratto nel farmi le pulci ma due settimane fa l'Austria è stata costretta a nazionalizzare una banca per salvarla. I cds dei paesi ex comunisti sono alle stelle. La Spagna è finita nel mirino delle società di rating insieme a Grecia, Irlanda e Islanda. Le insolvenze su carte di credito in Usa hanno toccato il record storico un mese fa. La Cina è finita non a caso nel mirino dei vulture funds per la bolla immobiliare e i dati macro truccati. La Germania e il suo sistema bancario sono al collasso, lo ammettono Bundesbank e Bafin. Certo, se lei vuole l'armageddon del giorno dopo resterà deluso, certi processi necessitano di tempo e le correzioni sono sempre probabili. Un consiglio per il futuro: non legga solo me, ma anche i giornali. Mediamente, con un mese di ritardo, confermano con le notizie ciò che scrivo. Cordialmente (Mauro Bottarelli)