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TOBIN TAX/ Rossi (Ibl): così la norma salva-banche aumenterà la disoccupazione

Pubblicazione:mercoledì 12 dicembre 2012

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La premessa non era delle migliori, l’epilogo rischia di rivelarsi una mezza sciagura. La Tobin Tax, un pallino di una stretta cerchia di economisti, osteggiata dalla stragrande maggioranza dei loro colleghi, entrerà nell’ordinamento italiano. E vi entrerà nella peggiore delle forme concepibili. Sono previste due aliquote: 0,2% per le transazioni sui mercati non regolamentati e 0,1% per i mercati regolamentati. Ma saranno tante e tali le eccezioni al pagamento, a partire dagli istituti di credito, che, a farne le spese, saranno i risparmiatori e le aziende. Nicola Rossi, senatore in commissione Bilancio (dove la norma sta venendo definita) e presidente dell’Istituto Bruno Leoni, ci spiega perché.

Come valuta la legge in esame in commissione Bilancio?

In generale, un'imposta  di questo genere, applicata solo da un Paese e non da altri quali, ad esempio, la Gran Bretagna, una delle piazze finanziarie più importanti d’Europa, non solo è del tutto inutile: rappresenta una vera e propria stupidaggine. Frutto puro e semplice di un’ideologia, peraltro neppure particolarmente sofisticata. Un’impostazione che, presumibilmente, lo stesso Tobin disconoscerebbe.

Nel merito, cosa c'è che non va?

Si tratta di una misura risibile. Si prevede l’esenzione, infatti, di talmente tanti tipi di transazione che, alla fine, a farne le spese sarà solamente una porzione dell’industria finanziaria mentre le banche non ne saranno pressoché interessate. La riprova che si tratta di un’operazione ideologica - si vuole tassare la finanza, ritenendola una pratica spregevole - consiste nel fatto che il risultato finale sarà, in termini di gettito, del tutto irrilevante, a fronte, invece, di una perdita significativa di posti di lavoro.

Perché?

Per molti sarà decisamente più semplice e opportuno trasferire le proprie attività finanziarie da Milano ad altri Paesi ove non esistano forme di tassazione analoghe.

Quali sono le transazioni escluse?

Il testo non è ancora definitivo e sarà necessario vederne la stesura completa. In ogni caso, tanto per farle un esempio, la tassa non sarebbe applicata sulle transazioni giornaliere, proprio quelle che sarebbe stato necessario tassare. A questo punto, avrebbe avuto molto più senso tornare al vecchio fissato bollato. Un'antica forma di tassazione sulle transazioni finanziarie.

Perché si è introdotto un principio che tutela le banche e colpisce i risparmiatori?


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