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BORSA/ Spread e Btp. L'esperto: i mercati restano nervosi. Vi spiego perché

Pubblicazione:giovedì 12 aprile 2012

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BORSA, SPREAD E ASTA BTP. IL PUNTO CON L'ESPERTO Il Tesoro ha collocato nell’asta di oggi 2,88 miliardi di Btp con scadenza a marzo 2015, un valore quindi inferiore al massimo offerto, pari a 3 miliardi. I rendimenti salgono al 3,89%, facendo registrare un aumento dell’1,13% rispetto alla precedente asta di marzo. Il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha spiegato che i risultati ottenuti oggi erano comunque «nelle aspettative», sottolineando che i tassi «devono rispondere alle attuali condizioni di mercato».  La domanda è stata forte, ha detto ancora Grilli, perché «le aste riflettono le condizioni del mercato. L'importante è avere una buona domanda e che i nostri titoli non abbiano avuto un segnale negativo in questi termini». Intanto la Borsa di Milano ha chiuso come ieri in positivo (Ftse Mib al +1,23%), e lo spread tra Btp-Bund è ancora in calo, attestandosi a quota 370 punti base. IlSussidiario.net ha chiesto un commento della situazione odierna a Alessandro Spataro, trader indipendente iscritto alla SAMT (Swiss Association of Market Technicians) e IFTA (International Federation of Technical Analysts), secondo cui «l'andamento che stiamo vedendo sui mercati è chiaramente altalenante: in questi giorni sono state effettuate le aste sui titoli di Stato, che però non hanno dato le risposte che gli analisti si aspettavano. Quindi l’incertezza che stiamo vedendo sui mercati è esattamente il riflesso della situazione macro che stiamo vivendo nell’area Euro, con i riflettori ovviamente puntati su Italia e Spagna, le due nazioni che soffrono maggiormente questa crisi legata soprattutto al debito sovrano. Ecco quindi perché i mercati in questi giorni sono piuttosto nervosi e fanno fatica a dare una direzione. Legherei però questa incertezza soprattutto ai dati che stanno uscendo proprio in questi giorni, riguardanti il Beige Book, quindi i dati sul mercato americano, e il bollettino della Bce». La Banca centrale europea ha infatti recentemente fatto sapere che «le condizioni nei mercati del lavoro dell'area dell'euro continuano a deteriorarsi e le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine». Inoltre per molti Paesi, tra cui anche l’Italia, si segnala un fabbisogno di rifinanziamento pubblico «particolarmente rilevante».

Agli inizi di quest’anno, continua a spiegare la Bce, «i dati delle indagini confermano una stabilizzazione dell'attività economica su bassi livelli. E' attesa una ripresa graduale dell'economia dell'area euro nel corso dell'anno». Resta però il fatto che «le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni creditizie, nonché il processo di risanamento dei bilancio nel settore finanziario e in quello non finanziario e l'elevata disoccupazione in alcuni Paesi dell'area dovrebbero continuare a frenare la dinamica di fondo della crescita».


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