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Economia e Finanza

VERTICE UE/ Banche e immigrazione: il mistero della "vittoria" italiana

La scorsa settimana si è tenuto un Consiglio europeo carico di aspettative, che ha discusso non solo di temi economici. GIUSEPPE PENNISI ci spiega quali risultati ha avuto per l’Italia

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Le cronache di questi giorni sono state dense di vicende europee, in particolare della trattativa sull’unione bancaria, ma cosa direbbe un chroniqueur a una casalinga di Vigevano il cui marito ha appena perso il lavoro (poiché l’azienda ha una montagna di crediti con una pubblica amministrazione tardiva nei pagamenti) e che, letti tanti titoli e tanti articoli, gli chiedesse: cosa abbiamo portato a casa che possa contribuire ad alleviare, se non a risolvere, i problemi degli italiani?

Il Consiglio europeo aveva quattro temi all’ordine del giorno: a) la difesa comune; b) l’unione bancaria (che non dovrebbe riguardare solamente l’eurozona); c) il compact per la crescita e l’occupazione; c) l’immigrazione. L’Italia aveva obiettivi molto chiari in materia d’immigrazione: mutualizzare l’impegno comune europeo nel sorreggere un fardello ora sulle spalle principalmente di Lampedusa. L’industria militare italiana era interessata alla difesa comune. Nessuno pare desse molta importanza a un compact su crescita e occupazione ancora ai prolegomeni e privo di programmi e misure effettive. In materia di unione bancaria, le idee parevano non coincidere anche in seno all’esecutivo, ma tutti sembravano concordare nell’esigenza di mutualizzare almeno parte dei costi dei fallimenti di istituti tali da avere ripercussioni europee come primo passo verso una graduale mutualizzazione del debito pubblico.

Andiamo con ordine sulla base dei documenti non delle (eccessive) chiacchiere di questi giorni. In materie di difesa - il comunicato è chiaro - l’industria europea (tra cui la nostra) ha ottenuto quel che voleva: 10 delle 25 pagine del comunicato sono dedicate, con grande dettaglio, al tema. In tema di compact per la crescita e l’occupazione, non c’erano grande attese: il comunicato contiene 5 pagine di giaculatorie in cui si rimanda tutto al semestre luglio-dicembre 2014 (quando l’Italia presiederà l’augusto consesso). In materia di immigrazione (2 pagine del documento) non si è fatto un bel nulla: si è solamente complimentata la Commissione europea per i suoi bei documenti e per le trentotto (38) proposte presentate nel rapporto più recente sul tema. Non si sa se l’Italia (avviluppata nei problemi dell’unione bancaria) abbia sbattuto il pugno sul tavolo (o le scarpe come faceva Krusciov alle Nazione Unite) o si sia limitata a sorrisetti di cortesia. La massaia di Vigevano vuole saperlo; mi auguro che alla conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio riveli i retroscena di questo “mistero doloroso”.