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SPY FINANZA/ La crisi nascosta dietro la "bufala" dello spread

Mentre il ministro Saccomanni dispensa ottimismo, sostiene MAURO BOTTARELLI, l’Italia rischia moltissimo, nonostante lo spread sia sceso sotto quota 200 punti base

Fabrizio Saccomanni (Infophoto) Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

«Lo spread che a inizio anno si aggira attorno ai 200 punti base, scendendo anche sotto tale soglia, indica che i mercati apprezzano l’operato del governo, il suo impegno per il mantenimento della stabilità dei conti e per l’avvio delle riforme, sia istituzionali sia economiche. Di particolare rilievo è il dato sui rendimenti, sotto il 4%. Questo si tradurrà in una minore spesa per interessi sul debito pubblico e nella possibilità di avere a disposizione più risorse per investimenti e per alleggerire il carico fiscale. Inoltre, la riduzione si rifletterà in migliori condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie». Così parlò il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in spregio a qualsiasi razionalità economica e finanziaria.

Ho speso abbastanza parole, dati e grafici per dimostrarvi che quella dello spread in discesa è una bufala a uso e consumo politico-mediatico, quindi non ci tornerò su per l’ennesima volta. So che si tratta di un attacco molto duro - che va ascritto interamente alla mia persona, non riflettendo le opinioni del sito che lo ospita - ma non posso accettare che un ministro dell’Economia, oltretutto con un passato di alto rango a Bankitalia, venda al Paese una realtà farsesca e contemporaneamente ignori, non spenda una singola sillaba, su un dato di realtà reso noto - nel silenzio quasi generale dei cantori delle larghe intese - proprio dall’istituto di cui era alto dirigente fino a poco tempo fa.

Questo: i prestiti alle imprese in Italia hanno segnato a novembre un calo del 5,9%, il più forte nelle serie storiche disponibili, come ci dimostra il primo grafico a fondo pagina. Lo si legge nei dati della Bce, su fonte Bankitalia. Accelera, inoltre, la contrazione del credito alle imprese in tutta la zona euro, come dimostra il secondo grafico. Nei diversi paesi non si ferma il calo dei prestiti al settore privato, con un andamento medio che a novembre ha visto una riduzione dell’1,6% contro il -1,4% del mese precedente. In particolare, se i prestiti delle banche a famiglie e imprese registrano un -2,3% a novembre dopo il -2,2% del mese precedente, è crollo per il credito alle imprese con un dato del -3,9% peggiore rispetto al già preoccupante -3,8% di ottobre.

Nulla da dire al riguardo, invece di parlare di fantascientifici cali delle tasse sul lavoro grazie al risparmio sul servizio del debito dovuto al calo dello spread? Ci rendiamo conto che siamo in una situazione di deflazione giapponese, con il potere di acquisto a zero, la domanda interna a zero, la disoccupazione a doppia cifra, il credito congelato e il debito pubblico che non calerà per il semplice fatto che è stato trasformato in debito privato, ovvero quasi interamente in mano alle banche che sono le vere padrone - malconce e mal governate - del Paese? In quale Paese - o forse sarebbe meglio dire pianeta - vive Saccomanni?


COMMENTI
06/01/2014 - Lo spread spiegato al signor Perna (Giuseppe Crippa)

Supponiamo, caro signor Perna, che lei possieda 100.000 Euro di sudati risparmi investiti in BTP con scadenza 2037, acquistati nel corso degli anni a partire dall’emissione nell’agosto 2005. Supponiamo che li debba vendere tra qualche mese per acquistare una casa o, meglio ancora, per sostenere la sua attività. Se tra qualche mese lo spread sarà quello odierno (200), quei BTP quoteranno 93, e quindi Lei incasserà 93.000 Euro. Se lo spread tornasse a 550 come nel novembre 2011, quoteranno come allora, cioè 67, e quindi incasserebbe 67.000 Euro. Ecco perché lo spread a 190 è una buona notizia. Firmato: Saccocrippa

 
06/01/2014 - Mi spiace non sono Saccomanni 2 (Diego Perna)

non é il caso di far preoccupare troppo la gente. Poi un altro motivo per cui convien raccontare balle, é che il Governo, ha in ogni caso, interesse a rimanere dove si trova, guardi che da Ministro si sta da dio, si guadagnano soldini, si frequentano buoni salotti, si hanno le scorte e tutto il resto, in più vuoi mettere la soddisfazione di dire anche una bufala e tanti ci credono; Lei dicendo la veritá dei dati verrebbe subito fatto fuori dai veri poteri che governano l' Italia, non mi dica che non sarebbe cosí. Egregio, noi che stiamo al governo lo sappiamo come siamo messi, ma non abbiamo, anche volendo, nessuno strumento che non sia quello di poter rastrellare i soldi dove é piú facile, e per far questo come dicevo, ci vuole tatto, far credere che stiamo uscendo dal famoso tunnel. Insomma cerchi di approfittare anche Lei di una situazione di privilegio, se vuole mi venga a trovare e vedró di presentarLa a qualche giornale piú in vista del Sussidiario, loro sono un pó ingenui, a volte credono anche alle favole che gli raccontiamo, tant' é che ospitano sulle loro pagine anche che é europeista convinto, e a volte anche ministri del governo attuale.Non che essere europeista sia di per se un male anzi, non vorrei esser frainteso, ma sa viste le conseguenze forse si dovrebbero rivedere un pó le basi della sua costruzione, ma anche li ormai i poteri si vanno consolidando. Per concludere, Le ricordo che per dire, anzi per essere la Veritá, Uno l' hanno ucciso.Buona Epifania

 
06/01/2014 - Mi spiace non sono Saccomanni (Diego Perna)

però potrei provare a risponderLe mettendomi nei panni del ministro , ci provo : Vede Dott. Bottarelli, se anche Lei si trovasse a parlare ad una nazione come l' Italia, dove ci sono molti dipendenti statali che ancora si sentono garantiti, tanti amministratori pubblici che hanno redditi che li lasciano fuori dalla crisi, dove alcune imprese esportano bene, e altre che vendono beni di lusso vanno alla grande, ma sopratutto dove la maggior parte dei cittadini non conosce minimamente i meccanismi economici, mai studiata a scuola economia, crede che fa differenza se lo spread é a 190 o a 500? Quindi perché ad inizio anno dove tutti festeggiano, non approfittare e fare un botto di ottimismo? E poi importante é sopratutto convincere che ce la stiamo facendo, perché sennó i sacrifici che gli italiani dovranno affrontare per pagare i btp in mano alle banche, cioé debiti enormi, come li giustificheremmo? Vede, anche il Sig. Perna queste cose le capisce, se i dati che Lei dice non tornano e non c' é alcuna ripresa, lo sa ancora una minoranza della popolazione, vedi i forconi, magari, o piccoli imprenditori che chiudono o chi ha perso il lavoro, e a questi bisogna far credere,che sia colpa loro non sapersi adeguare al mondo che cambia. Si é vero ci sono anche i giovani, ma anche per loro un pò é così, c' é ancora chi ce la fa, o per doti in eccesso o per privilegi di famiglia, chi studia alla Bocconi o ad Cambridge, insomma chi ha i soldi per prepararsi al mondo nuovo. Come vede ......