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Economia e Finanza

TFR IN BUSTA PAGA/ Da marzo arriva la Quir: ecco cos'è e come si richiede

Dal primo marzo il lavoratore privato potrà chiedere la Qu.I.R., la quota maturanda del Trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione.

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Dal primo marzo il lavoratore privato potrà chiedere la Qu.I.R., la quota maturanda del Trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione. In pratica a partire da quella data i lavoratori del settore privato potranno scegliere di avere nello stipendio una quota mensile di Tfr, come previsto dalla legge di Stabilità 2015. Si tratta di una scelta volontaria, che vincola però il lavoratore sino a giugno del 2018, ovvero una volta fatta questa scelta, non potrà tornare indietro sino a quella data. Ecco come funziona. Presentato il modulo Qu.I.R. al datore di lavoro, il Tfr in busta paga sarà erogato a partire dal mese successivo a quello della richiesta, questo vale nelle aziende con più di 50 dipendenti, mentre per quelle con un numero inferiore di dipendenti sarà erogato dopo tre mesi dalla richiesta. Non potranno accedere al Tfr in busta paga i lavoratori dipendenti domestici, i dipendenti del settore agricolo, quelli di aziende sotto procedure concorsuali e fallimentari o di ristrutturazione dei debiti. Sono esclusi dall’operazione anche i dipendenti in servizio sotto cassa integrazione straordinaria. È chiaro che per chi farà questa scelta volontaria, le future quote di Tfr non saranno più accantonate ai fini della liquidazione o non saranno più destinate al finanziamento del fondo pensione. A cominciare dal primo marzo quindi i lavoratori, in servizio da almeno sei mesi, potranno decidere per la Qu.I.R. (Serena Marotta)

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