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DALLA GRECIA/ La "solitudine" di Tsipras che porta Atene al fallimento

Pubblicazione:sabato 16 maggio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Segue la traduzione del comunicato stampa emesso da Syriza, dopo la riunione della segreteria politica di giovedì scorso. È un prolegomeno per capire la cultura politica dei suoi massimi dirigenti. Circa 320 parole che evidenziano le difficoltà di Alexis Tsipras. Precisiamo: le difficoltà del primo ministro nel portare a casa un accordo - anche parziale -, non certo di alcuni suoi ministri che pubblicamente parlano di "rottura", di referendum, di importanza geo-politica del Paese, di scelte alternative - tipo l'adesione al club Brics e alla sua  banca per lo sviluppo (nessuno però accenna al fatto che l'adesione costa 10 miliardi di dollari). A meno che tra governo e partito non ci sia un gioco delle parti. Il "buono" Tsipras e il "cattivo" Syriza per far crollare per sfinimento i creditori e l'opinione pubblica, la quale, dopo tanto parlare, accetterà una nuova austerità in cambio di un minimo di sicurezza per il futuro. Potrebbe essere una strategia per limitare al minimo i "danni" politici e finanziari di un accordo.

Il testo comunicato: «Dal primo momento che si è formato il governo è diventato chiaro - all'estero come all'interno del Paese - che il mandato del popolo ellenico è vincolante ed è la bussola nelle trattative. Le linee rosse del governo sono anche le linee rosse del popolo ellenico, e rappresentano gli interessi dei lavoratori, dei liberi professionisti, dei pensionati, degli agricoltori e dei giovani. Rappresentano il bisogno del Paese di iniziare un nuovo percorso di sviluppo, sulla base della giustizia sociale e della ridistribuzione della ricchezza. L'insistenza dei creditori nell'applicare il programma del Memorandum del governo Samaras ha creato una morsa di pressioni politiche e una crisi finanziaria nel Paese che è in contraddizione con il concetto di democrazia e di sovranità popolare in Europa e rappresenta la continuazione dell'austerità che decostruisce lo stato sociale, la gestione oligarchica degli affari europei (…) indipendentemente dalla volontà popolare, la quale ha spianato la strada all'ascesa dell'estrema destra in Europa. 

Queste condizioni  non possono essere accettate. Non possono essere accettate dal popolo ellenico, che ha combattuto tutti gli anni precedenti per porre fine alle politiche criminali del Memorandum. Non possono essere accettate dai popoli europei e dalle forze sociali e politiche progressiste che lottano per un'Europa della solidarietà e della democrazia. I cittadini dell'Europa e della Grecia non sono passivi consumatori dei notiziari delle 20, invece crediamo che possano essere i co-protagonisti del destino comune di tutti noi in Europa e nel mondo. Syriza prenderà l'iniziativa di informare la società ellenica e i popoli europei. In ogni città, in ogni quartiere e sul posto di lavoro, ma anche in tutti i paesi dell'Europa i parlamentari, gli euro-parlamentari e i dirigenti di Syriza si incontreranno con gli iscritti a Syriza e con le forze che lo sostengono per avviare un'ampia mobilitazione per la vittoria della democrazia e della dignità. È giunto il momento in cui i popoli stessi entrino in battaglia. Vinceremo».


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