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BANCHE/ Bcc, riforma e gruppo per restare protagoniste

Il progetto di autoriforma delle Bcc va all'esame del Parlamento e delle autorità monetarie: un passo utile e ricco di opportunità, dice l'economista LEONARDO BECCHETTI

Alessandro Azzi, presidente Federcasse Alessandro Azzi, presidente Federcasse

"Un terzo del sistema bancario globale fa capo a cooperative, union e altre imprese finanziarie caratterizzate da democrazia partecipativa e biodiversità economica. E il Credito cooperativo italiano è un pilastro di questa tradizione  in Europa". Leonardo Becchetti, ordinario di economia politica all'Università di Roma-Tor Vergata, colloca su questo sfondo il cammino di riforma cui le 370 Banche di credito cooperativo hanno intrapreso con decisione.

Da questa settimana il progetto di autoriforma approvato all'unanimità dal consiglio Federcasse a fine luglio sarà sui tavoli parlamentari. Deputati e senatori esamineranno le linee evolutive della governance delle Bcc che il sistema ha approntato rispondendo velocemente alla moral suasion  di Governo e Banca d'Italia. Poi, una volta emanato il nuovo "codice delle Bcc", il Credito cooperativo aprirà il cantiere della riorganizzazione "a gruppo". 

Bcc "diversamente autonome" rispetto al passato, più collegate fra di loro in termini di auto-vigilanza reciproca, di responsabilità sulla sana e prudente gestione dell'intero Credito cooperativo. E Bcc più consapevoli che il modello di gruppo - più avanzato e sperimentato in molte realtà europee ed extraeuropee è un riferimento poco eludibile nell'"exit strategy" dalla grade crisi bancaria globale. Sono queste le due guidelines di un autunno destinato a segnare la storia ulttacentenaria delle Bcc.

"Il disegno di autoriforma messo a punto da Federcasse guarda sicuramente ad alcune esperienze di successo", dice Becchetti a ilussidiario.net. "A livello internazionale in diversi paesi l'esperienza delle banche cooperative è forte e consolidata. Come ad esempio in Canada con il Dejardins Group, che con più 200 miliardi di dollari canadesi di attività totali è la prima banca del Qebec e fra i campioni nazionali del Canada. Le origini di quel movimento sono confrontabili con quelle del Credito cooperativo italiano e anche Dejardins ha dovuto affrontare fasi successive di crescita caratterizzate anche da singole crisi: inevitabili, del resto quando i player del comparto cooperativo sono molte centinaia e le diverse pressioni del mercato integrato e globalizzato aumentano". 

Le Bcc giungono all'autoriforma dopo un pressing vigoroso da parte del governo.

E' più rilevante che il movimento e le sue strutture siano riusciti a dar prova di disegnare un proprio futuro. E non mi stupisce che tutte le autorità monetarie abbiamo riconosciuto quest'impegno, rinunciando a intervenire direttamente com'è stato fatto per le grandi Popolari. E' molto importante che questo orientamento si confermi nelle prossime settimane nelle diverse sedi in chi il progetto Federcasse sarà tradotto in nuova regulation e in linee strategiche di vigilanza. Ed è importante che il governo capisca che la difesa della biodiversità bancaria è molto importante per la ripresa del paese.  

L'elaborazione dell'autoriforma è stata serrata all'interno del movimento, in qualche passaggio sofferta.