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SPILLO/ Il "modello McDonald's" per consegnare l'Italia agli speculatori

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Come ha mostrato nel suo ottimo articolo Mauro Bottarelli, gli stress test condotti da un istituto indipendente in uno scenario di grave crisi hanno messo in luce le gravissime difficoltà delle maggiori banche europee, poiché avrebbero necessità di ricapitalizzazione per complessivi 123 miliardi in un momento nel quale è già molto difficile portare a segno un modesto aumento di capitale. Perché mai infatti gli investitori dovrebbero mettere il denaro in un meccanismo infernale che ha già ampiamente dimostrato di non poter funzionare?

Da questo girone infernale sarebbero però immuni le banche inglesi. Non perché abbiano la bacchetta magica, ma semplicemente perché avendo una moneta propria ed essendo ormai completamente sciolte dai vincoli europei, potrebbero agire per il meglio per difendere il proprio patrimonio. Certo, la difesa limite sarebbe quella di un’emissione di liquidità straordinaria da parte della loro banca centrale, cioè precisamente ciò che già sta facendo e potrebbe fare più intensamente la Bce con le banche europee. Ma proprio questo dimostra di nuovo che quel sistema non funziona, poiché la Bce dovrebbe far diventare ordinaria un’attività considerata straordinaria rispetto ai limiti e ai vincoli che si è data.

In altre parole, le regole europee impongono che gli stati non possano aiutare le banche, però poi per evitare il fallimento delle più grosse e il tracollo di tutto il sistema bancario, la Bce è costretta a intervenire con liquidità pressoché illimitata per salvare le stesse. Ricordate quando nell’estate 2012 Draghi pronunciò la famosa frase “faremo di tutto per salvare l’euro, costi quello che costi e credetemi sarà abbastanza”? Ricordate quante volte ho detto da allora fino a oggi che però Draghi non ci disse quanto sarebbe costato e chi avrebbe pagato? Oggi è evidente a tutti: paghiamo noi cittadini, in termini di disoccupazione e di risorse finanziarie sempre più scarse, poiché con una simile politica monetaria scellerata e criminale il debito degli stati è costretto ad aumentare e il Pil a calare e non crescere mai più.

E i dati usciti in settimana confermano per l’ennesima volta questo meccanismo perverso: il nuovo record del debito pubblico annunciato da Bankitalia, pari a 2.248 miliardi di euro. Su tale debito ovviamente occorre pagare gli interessi, quindi sempre minori risorse finanziarie saranno disponibili per gli investimenti. Un nuovo record del debito, alla faccia dei proclami del ministro Padoan e del premier Renzi, che pervicacemente hanno continuato a sbandierare le nuove manovre economiche e l’attuazione delle riforme come la strada maestra per ridurre il debito.

Di cosa avremmo bisogno invece? Avremmo bisogno della flessibilità del cambio di una moneta nazionale, in modo da poter scaricare sulla svalutazione monetaria le difficoltà dell’economia. Proprio la strada che ha imboccato la Gran Bretagna con il Brexit e il seguente crollo della sterlina. Così ora i turisti che vanno a Londra hanno scoperto quanto è più conveniente il soggiorno nella capitale e le industrie stanno scoprendo quanto è redditizio avere spese in sterline e incassi in valuta forte (come l’euro).



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