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Politica

SCENARIO/ Il "presidenzialismo" alla Napolitano congela Berlusconi e la crisi

Il Parlamento nato incardinato su due grandi partiti registra scissioni in entrambi i campi e nelle più diverse direzioni.  Secondo UGO FINETTI nella crisi dei colossi Pd e Pdl, sembra nascere un inedito "presidenzialismo"

berlusconi_napolitano1R400.jpg(Foto)

Il fatto nuovo che emerge dalla crisi in corso è la crescita del ruolo del Quirinale. La brusca convocazione dei presidenti delle Camere è stata irrituale anche nello svolgimento: colloqui separati per mediare e trovare una soluzione di fronte all’insorgere di una conflittualità tra i numero 2 e 3 dello Stato su dove verificare la fiducia del numero 4.

Il contesto è quello di un via-vai dei parlamentari da uno schieramento all’altro tra "richiami della foresta" e "campagna acquisti". Il Parlamento nato incardinato su due grandi partiti registra scissioni in entrambi i campi e nelle più diverse direzioni.

Il premier vincitore è contestato dal Presidente della Camera che manovra per dar vita a nuovi gruppi e a nuovi governi mentre il leader dell’opposizione è cambiato per la terza volta, perde pezzi sulla destra e sulla sinistra e per legittimarsi deve affrontare “primarie” dall’esito molto incerto se non già sfavorevole. Nella maggioranza è scoppiata una lite “d’onore” con una deputata che minaccia di votare la sfiducia e l’altra di uscire dal governo.

Tutto ciò mentre il governo dimostra che l’Italia sembra in buone mani nel fronteggiare la più difficile crisi economica del dopoguerra e nel contrastare una secolare malavita organizzata.


COMMENTI
26/11/2010 - non come Scalfaro (attilio sangiani)

Effettivamente Napolitano inaugura un particolare tipo di "presidenzialismo" non a suffragio popolare. Tuttavia non a danno del Paese,anzi! Ben diversamente fece Scalfaro,che,per farsi "assolvere" dalla sinistra annidata nella magistratura ,che l'aveva minacciato di metterlo tra gli "indagati" già condannati con "l'avviso",si rese servo degli ex-comunisti e sinistra D.C. Infatti fu opera sua la caduta del primo Governo Berlusconi e l'atteggiamento di sistematica diffida nei confronti della maggioranzxa eletta dal popolo. Vi ricordate il messaggio a reti unificate : "Non ci sto!!! " ?

 
24/11/2010 - 2+2 non sempre fa 4 (luisella martin)

L'articolo é interessante ed intelligente. Registra il pensiero lucido e le strategie dei nostri politici,ma...Possibile che sia solo l'ambizione a muovere Fini,Bersani, Carfagna,Di Pietro...contro un governo che é stato confermato più volte perché la gente ha capito il momento difficile che l'Italia stava attraversando? Possibile che parlamentari,ministri,candidati siano mossi prima di ogni cosa dall'interesse personale o della propria parte? Forse che occuparsi di politica é diventato un lavoro? Non leggo altre motivazioni,però! E,dove c'é solo ambizione,dove mancano ideali,speranze,progetti belli per il mondo da lasciare ai nostri figli,lì la politica diventa quella cosa"sporca"di cui le persone semplici non vogliono interessarsi. Forse i presidenti Napolitano e Berlusconi non hanno perso gli ideali,crescendo! Matematicamente possiamo sperare nell'uguaglianza 1+4=2+3(come sono state indicate nell'articolo la prima, seconda e terza carica dello Stato), cosa che restituirebbe al parlamento italiano la dignità e l'ideale grandezza che merita