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REGIONALI/ Bossi vuole una soluzione politica. Per Bersani e Napolitano è un gran "pasticcio"

 Il Pdl in Lombardia e nel Lazio è nel Caos. In seguito alle irregolarità riscontrate nelle presentazione delle liste collegate a Roberto Formigoni e Renata Polverini, è stato emesso il verdetto definitivo, respingendo il ricorso presentato da entrambi: i candidati sono fuori dalla campagna elettorale, le liste decadute

Napolitano_R375.jpg (Foto)

Il Pdl in Lombardia e nel Lazio è nel Caos. In seguito alle irregolarità riscontrate nelle presentazione delle liste collegate a Roberto Formigoni e Renata Polverini, è stato emesso il verdetto definitivo, respingendo il ricorso presentato da entrambi: i candidati sono fuori dalla campagna elettorale, le liste decadute. Il centro destra, in Lombardia e nel Lazio, non ha nessun candidato alla presidenza della Regione.

Immediate le reazioni del mondo politico all’esclusione dei candidati Pdl alle Regionali. Tra queste, quella del ministro delle Riforme e leader della Lega nord Umberto Bossi, che si dice convinto che per il Lazio e la Lombardia si adotterà una «soluzione politica». Contrario il suo epigono e ministro della Semplificazione Roberto Calderoli. «È una cosa urgente – dice Calderoli - ma lasciamo stare il decreto». E, ancora una volta, la replica di Bossi: «Si troverà un soluzione politica. Punto. Il decreto lo dite voi».

Alla soluzione politica auspicata da Umberto Bossi e dalla maggioranza del centro-destra, risponde seccato il leader del Pd Pierluigi Bersani. «Io non so nemmeno cosa intendono. Dico solo – continua Bersani - che per prima cosa devono riconoscere che si tratta di un pasticcio tutto loro, di un turbamento della campagna elettorale di cui portano la responsabilità per intero loro». 

E’ preoccupato e segue con ansia le vincende legate al caos delle lite collegate a Roberto Formigoni e Renata Polverini – esclusi per sentenza dalla tornata elettorale – anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che da Bruxelles si dice «preoccupato». Per Napolitano «preoccupazione è una parola pesante e importante, però rimane. Seguo gli sviluppi della situazione e mi pongo i problemi che potranno sorgere» ha detto Giorgio Napolitano lasciando il Parlamento europeo.


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