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CAMERA/ Respinta la mozione di sfiducia al ministro Romano

Pubblicazione:mercoledì 28 settembre 2011

La Camera dei deputati (Imagoeconomica) La Camera dei deputati (Imagoeconomica)

La Camera dei Deputati ha respinto la mozione di sfiducia, presentata da Pd e Idv, nei confronti del ministro dell'Agricoltura, Francesco Saverio Romano. Presenti 609 deputati, hanno espresso voto favorevole in 294, contro 315 contrari.
Soddisfazione nelle file della maggioranza che ha potuto tirare un sospiro di sollievo. La Lega Nord, come aveva annunciato, ha difeso il ministro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Assente il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, come ha fatto notare l'opposizione in ogni suo intervento. Questa volta, comunque, grazie al voto palese, non ci sono stati dubbi, né franchi tiratori. Era comunque un passaggio delicato per il governo, un test simile alla prova di settimana scorsa, quando il Parlamento era stato chiamato a votare per la richiesta d'arresto a carico dell'On. Marco Milanese, deputato del Popolo delle Libertà ed ex braccio destro del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
La notizia è stata accolta con segni di disapprovazione da parte della folla raccolta in piazza Montecitorio. Davanti alla Camera dei deputati, infatti, anche questa sera si è radunato il popolo viola. Non sono mancati attimi di tensione, quando una discussione con i precari, anch'essi in protesta, stava per degenerare.
Anche in Aula, ad ogni modo, i toni sono stati accesi. «Chi le darà la fiducia diventerà complice morale dei suoi comportamenti», ha tuonato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ricordando poi che in passato aveva compiuto una scelta diversa. «Dodici minuti dopo aver saputo che ero stato raggiunto da un avviso di garanzia  - ha dichiarato Di Pietro - io mi dimisi per non caricare il governo di una responsabilità politica così grande».
Alle accuse rivoltegli dall'opposizione il ministro Saverio Romano ha risposto nel suo lungo intervento che ha preceduto il voto. «Può un provvedimento giudiziario istruttorio, quale che sia, incidere sulla tenuta di un governo senza che di quel provvedimento nessuno debba rispondere?», ha detto il ministro dell'Agricoltura.


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