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LEGGE ELETTORALE/ Napolitano: restituire ai cittadini la scelta dei candidati

Il Capo dello Stato ha ricevuto oggi la laura honoris causa dall'università di Bologna. Nel corso del suo discorso ha ribadito la necessità di cambiare la legge elettorale

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Legge elettorale da cambiare: lo ha detto oggi il Capo dello Stato parlando durante la cerimonia in cui a Bologna gli è stata consegnata la laurea honoris causa. Secondo Giorgio Napolitano, bisogna restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. L'attuale legge elettorale, per la cui abolizione si era tentato di arrivare al referendum popolare, infatti obbliga a votare candidati già scelti dalle segreterie dei partiti. Non solo: Napolitano ha sottolineato la  necessità di candidare persone definite "competenti e moralmente trasparenti". Parole forti dunque, dette oggi durante la sua lectio magistrali nell'ateneo di Bologna che invitano il Parlamento a procedere con l'elaborazione di una legge che, nonostante la bocciatura della Consulta relativamente al referendum elettorale, vada incontro ai desideri della maggior parte degli italiani. Nello specifico, Napolitano ha detto che è necessario "restituire ai cittadini-elettori della voce che ad essi spetta innanzitutto nella scelta dei loro rappresentanti, e infine nella selezione di candidati a ruoli di rappresentanza istituzionale che presentino i necessari titoli di trasparenza morale e competenza". A proposito dei partiti politici, il presidente della Repubblica ha invitato a non considerarli qualcosa di "demoniaco" come oggi si tende a fare. Rivolgendosi in modo specifico ai giovani, li ha invitati a soppesare bene il rifiuto e il disgusto nei confronti della politica, perché portano alla fine della democrazia e quindi della libertà. Ha poi voluto spiegare ancora una volta perché la necessità di ricorrere a un governo tecnico, dicendo che  il logoramento della maggioranza di governo e l'emergenza di un rischio di vero e proprio collasso finanziario pubblico hanno determinato la necessità di ricorrere anche in Italia a soluzioni non rinvenibili entro gli schemi ordinari. La presenza del Capo dello Stato a Bologna ha provocato duri incidenti fra contestatori e forze dell'ordine. Circa duecento indignati infatti hanno cercato di raggiungere l'università, ma sono stati fermati dalla polizia e si sono verificati tafferugli senza però particolari conseguenze.