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BEPPE GRILLO/ Tensione all'assemblea M5S su diaria, Afghanistan e allontanamenti

Pubblicazione:martedì 11 giugno 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Dopo l'esito elettorale non proprio soddisfacente e il mare di polemiche scaturito dall’uscita dal Movimento dei deputati tarantini Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, passati al gruppo Misto della Camera, i parlamentari grillini si sono ritrovati nell'assemblea indetta con un cristallino ordine del giorno diffuso via mail: “Chiarimenti sul comportamento fuori e dentro il gruppo rispetto alle decisioni assembleari”. Proprio la pubblicazione della convocazione, inviata a deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, ha fatto sorgere non pochi malumori. Gli stessi disagi erano infatti stati già espressi in passato dall’ex capogruppo al Senato, Vito Crimi, che a Il Fatto Quotidiano aveva parlato di un “clima di sfiducia” tra i suoi: “Io non mando più le mail agli altri per paura che quello che dico esca all’esterno”, aveva detto. Anche Roberta Lombardi, poco prima di lasciare il posto di capogruppo a Montecitorio a Riccardo Nuti, ringraziava ironicamente “le spie che ci impediscono di poterci parlare liberamente”. Alla recente assemblea hanno partecipato 80 parlamentari sugli oltre 160 totali e sembra che non siano mancati momenti di tensione: è stato innanzitutto espresso il voto sulla destinazione dei risparmi derivanti dalle diarie non spese, che andranno a un fondo statale per la riduzione del debito pubblico. Adesso, però, sono in molti a chiedersi se davvero tutti restituiranno la parte di diaria non rendicontata. Il vero problema da risolvere rimane comunque quello della linea politica, imposta dall’alto da Grillo in un modo che sembra piacere sempre meno: per questo, dopo Furnari e Labriola, qualcun altro potrebbe adesso prendere ufficialmente le distanze dall’ingombrante leader. Poi, come se non bastasse, altri mugugni sono stati registrati a causa della partecipazione di alcuni esponenti M5S alla commemorazione del militare italiano ucciso in Afghanistan, missione considerata di guerra da molti grillini.



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