BOLLETTINO LOMBARDIA 19 APRILE/ Video conferenza stampa: +163 morti e 855 casi

- Niccolò Magnani

Bollettino Lombardia coronavirus del 19 aprile 2020: conferenza stampa in diretta video streaming. +163 morti e 855 casi, gli aggiornamenti dell’assessore Pietro Foroni

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Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione civile della Regione Lombardia

L’assessore al Territorio e alla Protezione civile Pietro Foroni ha aperto la conferenza stampa della Regione Lombardia per il bollettino sul coronavirus. I morti registrati nelle ultime 24 ore sono 163, per un totale di 12.213 vittime. I casi salgono a 66.236 per un incremento di 855. Continuano a calare i numeri della terapia intensiva: -25 per un totale di 922. «Commentare i dati giornalieri è sempre complicato, ma il dato positivo, a parte il rallentamento dei contagi, è di un trend consolidato dei ricoverati in terapia intensiva». Ma la sfida non è ancora vinta e può essere lunga secondo Foroni, visto che ci sono 300 ricoveri in ospedale. I dimessi invece sono 417, di cui 390 con un passaggio in ospedale. Per quanto riguarda i dati provinciali, crescono i casi a Milano: sono 279 in più (totale 15.825), di cui 128 a Milano città (totale 6.549). Sono 188 i casi invece a Brescia, dove si raggiungono 11.946 casi. A Bergamo invece è stata registrata una crescita di 60 casi, per un totale di 10.689. (agg. di Silvana Palazzo)

BOLLETTINO LOMBARDIA: RALLENTAMENTO CONTAGI

«Lombardia come Wuhan», così spiegava ieri il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala nella conferenza stampa sul bollettino aggiornato prima del 19 aprile: oggi è domenica e come sempre attorno alle ore 17-18 giungeranno i nuovi dati per informare tutti i cittadini lombardi e non della diffusione “rallentata” del coronavirus ormai identificata da qualche giorno. 11.818 tamponi effettuati ieri hanno registrato 1.246 casi positivi (totale 65.381), mentre i decessi salgono di 199 persone portando il conteggio totale dall’inizio pandemia in Lombardia a 12.050. Il bollettino di ieri vede poi +1629 dimessi e un vistoso e positivo calo dei ricoveri in terapia intensiva (-24) e in tutti gli altri reparti Covid-19 (-585). Il problema delle vittime fa dire a Gallera, Fontana e Sala che «siamo ancora in emergenza e che ancora nella fase 2 i comportamenti saranno di fondamentale importanza» anche la situazione del bollettino Lombardia che dovrebbe fotografarsi anche oggi è comunque in un trend di discesa di tutte le voci centrali dell’aggiornamento epidemiologico.

BOLLETTINO LOMBARDIA, LO “SCONTRO” CON ARCURI

«Ieri sera il bollettino della Lombardia ci ha detto che sono 22.745 le vittime, un numero impressionante e per me è un dolore doverlo ricordare. Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano persero la vita 2mila civili in 5 anni, per il coronavirus in Lombardia ci hanno lasciato 11.851 persone, 5 volte di più in soli due mesi», con queste parole riferite ieri da Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus nella conferenza stampa delle ore 12. Nel parlare di fase 2 ha dunque individuato nella Lombardia un punto ancora “debole” (non “smentendo” così anche l’intera bufera creatasi nelle ultime settimane sulla gestione del coronavirus da parte della Regione di Fontana e Gallera) e da tenere in netta attenzione prima di valutare ipotesi di riaperture: indirettamente Sala nella conferenza stampa del pomeriggio ha risposto, pur evitando uno scontro diretto con il membro nominato dal Governo.

«Noi vogliamo farci trovare pronti e per fare questo abbiamo riunito la nostra comunità scientifica, la nostra comunità economica, le parti sindacali e anche la politica, al tavolo erano presenti i capigruppo dei partiti del Consiglio Regionale. Vogliamo preparare le azioni che servono per riprendere gradualmente una normalità diversa, ma in totale sicurezza», ha spiegato il vice Governatore. Sempre ricordando l’esperienza di Wuhan che è capitata similmente in Lombardia, Sala ha concluso ieri nel bollettino «E’ stato difficile nei primi momenti averne per tutti ed era impossibile ma con lo sforzo fatto riusciremo ad arrivare a breve all’obiettivo, anche perché nella fase 2 questi dispositivi saranno assolutamente necessari».



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