Manduria, baby gang uccide 66enne/ Taranto: “Ragazzi normali, violenti per noia”

- Emanuela Longo

A Taranto un 66enne è stato ucciso dopo essere stato malmenato per anni da una baby gang: il commento di Salvini. Manduria sotto choc

Segregato in casa e ucciso da baby-gang
Polizia a Milano (LaPresse, 2019)

Ragazzi normali ma violenti per noia: questo il profilo degli inquirenti sui componenti della baby gang che ha picchiato ed ucciso il 66enne di Manduria (Taranto), vittima per anni di violenze in stile arancia meccanica. Sono quattordici i giovani indagati per il decesso del pensionato, che aveva problemi psichici, e solo due di loro hanno precedenti. Dodici minorenni tra i 16 e i 17 anni e due minorenni di 19 e 22 anni indagati per i reati di di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. Come riportato dai colleghi de Il Messaggero, il medico legale di Bari, Liliana Innamorato, che ieri ha eseguito l’autopsia, ha chiesto 60 giorni di tempo per il deposito della relazione: importante capire la possibile esistenza di affezioni patologiche e dire «se le stesse possano essere state causate, concausate o aggravate da fatti traumatici, anche di natura psichica» subiti dalla vittima. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SDEGNO DALLA POLITICA

Condanna bipartisan dal mondo della politica per il dramma di Taranto, dove un 66enne è stato picchiato, seviziato e ucciso da una baby gang. Salvini ha parlato di pene esemplari per i colpevoli, ecco le parole della grillini Carla Ruocco: «Sempre più atti di violenza… su bambini, donne e anziani… questa volta da parte di ragazzini adolescenti. Dove sono finiti i valori, i sani principi e il rispetto verso il nostro prossimo? Quanta indifferenza?!». La deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli ha commentato ad Aska News: «I risvolti dell’inchiesta sulla morte, avvenuta a Taranto, di un 60enne affetto da problemi psichici sono terribili. Emerge la dinamica di un gruppo di bulli, quasi tutti minorenni, che lo avrebbero brutalizzato fino alla conseguenza più estrema». E evidenzia: «L’auspicio che sia comminata, in caso di conferma delle accuse, una pena esemplare va affiancato alla preoccupazione sulle condizioni delle ‘reti di protezione sociale’ rivolte a chi è più in difficoltà. Se, come pare, questa persona era da tempo tormentata dalla baby gang è doveroso accertare quale sia stata, in proposito, la reazione delle istituzioni locali. In una società cosiddetta civile non può accadere che persone sole e incapaci di difendersi siano abbandonate». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI: “PENE ESEMPLARI PER TUTTI”

Orrore a Taranto dove un 66enne è stato bullizzato e picchiato fino alla morte da parte di una baby gang. 14 le persone indagate, di cui solo due sono maggiorenni. Una storia di violenza, degrado e soprattutto vergogna, visto che fa venire la pelle d’oca pensare che una dozzina di giovanissimi, invece che praticare sport, uscire con gli amici e giocare ai videogiochi, abbiano passato per anni le loro giornate a picchiare e a schernire un povero anziano indifeso, morto in ospedale dopo 18 giorni di agonia. Matteo Salvini, il ministro dell’Interno, ha alzato la voce, sottolineando come in questi casi non esista differenza fra minorenni e maggiorenni: «Se confermati colpevoli – le dure parole del titolare del Viminale – pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni». Simile il pensiero del leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio: «La morte di Antonio deve farci capire che la sicurezza dei nostri cittadini deve essere la priorità di questo Governo. E dobbiamo lavorare per garantire maggiore sicurezza anche ai nostri anziani, troppo spesso abbandonati. Una cosa è certa: questi soggetti la pagheranno». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TARANTO, BABY GANG MASSACRA E UCCIDE 66ENNE

E’ stato vittima dei bulli per numerosi anni, addirittura dal 2012 secondo il racconto dei vicini di casa dell’uomo morto dopo essere stato segregato e picchiato violentemente da una baby gang in provincia di Taranto. Come riferisce Repubblica.it, le dichiarazioni dei vicini sono ora al vaglio delle due procure che si stanno occupando del caso. Dodici ragazzini, tutti minorenni, sono stati indagati dalla procura dei minori ma con loro anche due ragazzi di 19 e 22 anni da quella ordinaria. Le accuse a loro carico sono variegate. Si parla di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. Il 66enne sarà sottoposto ad autopsia a Bari ma saranno necessari ulteriori esami di laboratorio per stabilire se la sua morte sia stata causata dai traumi a seguito delle sevizie subite o dallo stato di prostrazione e di degrado in cui era caduto dopo essere stato vittima di bullismo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

VIDEO SEVIZIE SCAMBIATI SU WHATSAPP

Secondo il giornale locale “La voce di Manduria”, i ragazzi – quasi tutti minorenni – che facevano parte della baby gang che avrebbe segregato e seviziato fino alla morte il 66enne di Manduria, Antonio Cosimo Stano, si erano scambiati nella chat di Whatsapp numerosi video delle violenze a cui veniva sottoposta la vittima e non solo: oltre alle aggressioni con calci, pugni e bastoni i filmati mostravano anche richieste di denaro. Le aggressioni a scapito del 66enne non sarebbero avvenute solo all’interno della sua abitazione dove è stato per giorni segregato ma anche in strada ed alla presenza di testimoni. Secondo quanto raccontato da alcuni vicini di casa, pare che le violenze andassero avanti dal 2012. Lo scorso 6 aprile, gli agenti erano intervenuti dopo la segnalazioni di alcuni vicini che avevano trovato legato il 66enne a una sedia da giorni. L’uomo, poi ricoverato, è morto lo scorso 23 aprile dopo essere stato sottoposto a due interventi chirurgici per una perforazione gastrica e una emorragia intestinale. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SEGREGATO, LEGATO E PICCHIATO A MORTE A TARANTO

Choc a Manduria, in provincia di Taranto, dove tre giorni fa un uomo di 66 anni è morto in ospedale dopo aver subito atroci violenze. La polizia, come spiega Corriere.it, lo aveva trovato nel suo appartamento, legato a una sedia. Le indagini hanno appurato che a ridurre in fin di vita l’anziano, poi deceduto, sarebbe stata una baby-gang composta da almeno 14 ragazzi, in gran parte minorenni, i quali avrebbero segregato la vittima in casa per giorni, seviziato e picchiato a morte. Quindi avrebbero poi condiviso tramite chat WhatsApp alcuni video in cui venivano riprese le assurde e indicibili violenze a carico del 66enne. Secondo quanto emerso nella giornata di oggi, gli inquirenti sarebbero riusciti a identificare i responsabili e ben 14 ragazzi sono attualmente indagati per la morte dell’uomo. Tra loro, 12 sono minorenni. Al vaglio ora ci sarebbero proprio quei filmati che potrebbero aver contribuito ad incastrare la baby-gang e nei quali sono state immortalate le immagini delle sevizie a carico della vittima.

SEGREGATO IN CASA E UCCISO DA BABY-GANG: LE VIOLENZE IN STRADA

Si chiamava Antonio Cosimo Stano l’uomo di 66 anni di Manduria (Taranto), deceduto dopo le violenze subite e definite da La voce di Manduria in perfetto stile “Arancia Meccanica”. Secondo le prime indiscrezioni, la vittima pare avesse problemi psichici e già da tempo era finito nel mirino della baby-gang. Non è un caso se gli stessi presunti responsabili gli avessero dato l’appellativo de “il pazzo del Villaggio del fanciullo”, in riferimento al nome dell’oratorio del posto di fronte al quale era sita l’abitazione del 66enne. Ad aggiungere importanti particolari ai fini delle indagini, spiega ancora Il Corriere nell’edizione inline, sarebbe anche uno degli educatori dell’oratorio, che tramite Facebook ha raccontato di come lui stesso avesse “ripreso tante volte i ragazzi che bullizzavano il signore, chiamato le forze dell’ordine e chiamando i genitori, ma senza risultati”. Le violenze a scapito della vittima, infatti, si sarebbero consumate anche in presenza di testimoni, anche in strada.



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