Elezioni e referendum, Lega: come è andata?/ Salvini: “Vorrei perdere sempre così…”

- Carmine Massimo Balsamo

Elezioni e Referendum sono alle spalle, è tempo di bilanci per la Lega: Matteo Salvini si è detto soddisfatto, ma non mancano i problemi.

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Matteo Salvini a Firenze (LaPresse, 2019)

Sebbene molti osservatori segnalino come uno degli elementi principali di questa tornata di elezioni Regionali 2020 la difficoltà della Lega, a respingere questo tipo di narrazione è il leader del Carroccio in persona. Matteo Salvini, intervenuto al Micam presso la Fiera Rho di Milano, come riportato da ilfattoquotidiano.it, ha commentato: “Salvini ha perso? Vorrei avere tutti gli anni sconfitte dove aumento i consiglieri regionali“. Quella della sconfitta sarebbe secondo l’ex ministro dell’Interno una “invenzione dei giornali“, al punto che Salvini aggiunge: “Abbiamo perso la Toscana e ringrazio Susanna (Ceccardi ndr) e i toscani perché abbiamo avuto un risultato storico. Abbiamo perso in Puglia e in Campania dove la Lega non esisteva e dove da zero passiamo a sei consiglieri regionali. Abbiamo vinto nelle Marche dove da 50 anni il centrodestra non vinceva. Poi io sono un perfezionista ma anche le sconfitte servono per crescere“. Poi sulla concorrenza interna di Giorgia Meloni per la leadership dice: “I voti contano, la Lega è il primo partito“. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI SBOTTA CONTRO MELONI: TENSIONI NEL CENTRODESTRA

Al netto del plebiscito in Veneto di Luca Zaia, non può esultare la Lega dopo la tornata di elezioni che ha visto celebrarsi il referendum e le elezioni regionali. Soprattutto, chi sembra sconfitto, è Matteo Salvini. Il leader del Carroccio, che pure in pubblico, ha ostentato soddisfazione per i risultati ottenuti, aveva infatti investito molto del suo peso politico sulla Toscana: proprio il tracollo della Lega, incapace di ripetere la performance delle Europee, ha invece impedito a Susanna Ceccardi di completare il sorpasso su Giani. A ciò si aggiunge l’irritazione, neanche troppo velata, per la narrazione che l’alleata “sovranista” Giorgia Meloni tenta di dare al voto. Quando la leader di Fratelli d’Italia commenta: “Se i dati venissero confermati, potremmo dire con grande orgoglio che FdI è l’unico partito che cresce su tutto il territorio nazionale“, Salvini sbotta in pubblico: “Io non ho competitor interni alla coalizione. Le leadership le decidono i cittadini, non altri a tavolino, e la Lega è il primo partito del centrodestra in tutte le regioni in cui si è votato. Mi aspettavo invece un distacco minore in Puglia“. Una stoccata indirizzata alla Meloni, ripetuta anche con toni più pesanti davanti ai suoi, come riporta La Repubblica: “Ogni ambizione è legittima, ma dovrebbe essere supportata dai numeri. Ci avevano assicurato con tanto di sondaggi, nonostante le nostre perplessità su Fitto, che avremmo stravinto. È finita con una decina di punti ma per Emiliano, chi si prende la responsabilità politica di una sconfitta così?“. (agg. di Dario D’Angelo)

LEGA, PER SALVINI “GRANA” ZAIA

Elezioni e Referendum, come è andata alla Lega di Matteo Salvini? I risultati sono ormai assodati ed è tempo di bilanci in casa Carroccio, l’ex ministro dell’Interno deve fare i conti con qualche bega. Il partito si è confermato primo d’Italia, ma è in calo rispetto alle precedenti elezioni. In tutte le sei regioni al voto, la Lega non è riuscita a migliorare il trend, ed in particolare al Sud ha faticato parecchio. Pesa sul giudizio la mancata impresa di Susanna Ceccardi, scelta da Salvini per conquistare una Regione storicamente rossa come la Toscana. L’esito della sfida ha però ricalcato quello di qualche mese fa in Emilia Romagna: Pd e Sinistra in festa per l’ottenuta presidenza, Centrodestra sconfitto, ma con la Lega che guadagna decine di migliaia di voti (oltre 70 mila nel momento in cui scriviamo) della scorsa consultazione elettorale. È andata decisamente meglio in Veneto, dove il candidato leghista Luca Zaia ha stravinto le elezioni con oltre il 75%. Ma anche qui bisogna fare delle valutazioni: la lista della Lega vale un terzo della lista del presidente uscente/rientrante. E sono in tanti a ipotizzare una minaccia alla leadership di Salvini, smentita però dai diretti interessati…

ELEZIONI-REFERENDUM, COME É ANDATA ALLA LEGA?

«Questo è un voto dei veneti per il Veneto, non per andare in giro per pensare ad altre robe. Abbiamo sfide importanti davanti a noi, l’autonomia è la madre di tutte le battaglie», ha precisato Luca Zaia rispondendo a chi gli chiedeva se il Veneto non inizia a stare troppo stretto. Nessuna aspirazione particolare per l’ex ministro dell’Agricoltura, dunque, anche se diversi addetti ai lavori continuano a parlare di minaccia incombente per Salvini. E quest’ultimo è stato chiaro ai microfoni di Quarta Repubblica: «Io sono solo felice se un governatore della Lega è uno dei più votati d’Europa. Sia nella lista Lega che nella lista Zaia, ci sono candidati della Lega: se insieme facciamo il 60% dei voti, vorrei avere dei risultati simili in tutta Italia. Onore a Luca Zaia ed onore alla buona amministrazione della Lega in Veneto».

ELEZIONI-REFERENDUM, IL BILANCIO DI SALVINI

Elezioni e Referendum non hanno dunque sorriso alla Lega, ma Matteo Salvini vede il bicchiere mezzo pieno. Intervenuto ai microfoni di Quarta Repubblica, il leader del Carroccio ha spiegato: «La Lega non si era mai presentata nella storia a Napoli ed in Campania, non aveva mai eletto consiglieri in Puglia. Oggi costruiamo e la Lega, a differenza degli altri, il giorno dopo le elezioni non scompare». «Aspetto di essere chiamato da Conte per collaborare: ne parla da mesi sui giornali. Su scuola, cig, aiuti delle banche: aspettiamo come Lega, visto che siamo primo partito del Paese, e come Centrodestra. Ricordo che domani 15 regioni sono governate dal Centrodestra e 5 dal Centrosinistra», ha precisato Salvini, che ha poi aggiunto: «Il Pd ha perso una regione: se per vittoria significa che ne confermi due su tre, lascio giudicare chi è da casa. Il M5s è sostanzialmente scomparso, non perché Salvini è cattivo… Noi domani siamo a lavoro su scuola pensioni e lavoro, che sono le emergenze. E chiaro che se il Governo continua a tirare a campare, non è un problema per Salvini». Infine, sulla “ristrutturazione” nel Centrodestra post-Europee: «I cittadini sono i padroni e dicono che la Lega è il primo partito del Paese: non sono qui a saltellare, ma ho grande responsabilità. Non soffro competizioni interne: più cresce la squadra del Centrodestra, meglio è per tutti».

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