Evan, bimbo massacrato di botte a Modica/ Autopsia choc: “Fratture su tutto il corpo”

- Davide Giancristofaro Alberti

A Storie Italiane gli ultimi aggiornamenti sul povero Evan, bimbo di 21 mesi massacrato di botte la scorsa estate: i risultati dell’autopsia sono scioccanti

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Il caso del piccolo Evan a Storie Italiane

A Storie Italiane si torna a parlare della terribile vicenda del piccolo Evan, bimbo di 21 mesi morto a Modica, in provincia di Ragusa, dopo essere stato massacrato di botte lo scorso mese di agosto 2020. Nelle scorse ore sono emersi i risultati dell’autopsia, e il quadro è agghiacciante: “E’ una giornata molto triste – racconta l’inviata del programma di Rai Uno – sono stati resi noti i risultati dell’autopsia che sono illeggibili. Tutto il suo corpo è stato massacrato, aveva fratture in ogni parte, come clavicola, femore già conosciute, ma anche altre che neanche la famiglia conosceva, sterno, costole, cervicale, testa, braccia, gambe, dappertutto, è veramente illeggibile. Causa della morte, broncopolmonite cronica acuta da aspirazione, dovuta a botte e fratture che il bimbo ha avuto”.

L’avvocato ha aggiunto: “Questa broncopolmonite avrebbe provocato delle perdita di coscienza, che sarebbe riconducibile a delle tumefazioni al collo che Evan aveva riportato e che aveva causato una ipossia cerebrale, mancanza di ossigeno al cervello che avrebbe provocato la morte. Questo elemento della tumefazione al collo è riportata anche dal fratellino di Evan, che descrisse gli ultimi attimi di vita del fratello con un orsacchiotto”.

EVAN, MASSACRATO DI BOTTE: “SEGNALI CE NE ERANO TANTI…”

I famigliari aggiungono: “Segnali ce ne erano ma non avevamo certezza, abbiamo contattato assistenti sociali, fatto denunce, ma senza riscontro, ci siamo affidati a persone che potevano fare qualcosa ma noi più di questo non potevamo fare”. Il giornalista Giovanni Terzi, in collegamento con Storie Italiane, punta il dito contro gli assistenti sociali: “Come è possibile una cosa del genere? I servizi sociali che dicono alla nonna che denunciava ‘Stai calma se no non rivedi il tuo nipote’, è inquietante”. La consulente della famiglia Anna Vagli in studio: “Ad oggi stiamo aspettando la risposta del gip, non è possibile che a questo bimbo non gli sia stata voce quando era in vita, e continua ad essere così, ad oggi non ha giustizia e se continuiamo di questo passo non verrà mai accertato la verità”.



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