FLAT TAX, SCONTRO M5S-LEGA/ Di Maio a Salvini: “È nel contratto, troveremo soluzione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Flat Tax, scontro nel governo tra M5s e Lega. Salvini contro i numeri del Mef, Di Maio prova a ricucire: “È nel contratto, troveremo soluzione”

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Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (LaPresse)

Questa volta a dividere Lega e Movimento 5 Stelle è la Flat tax, uno dei provvedimenti del programma elettorale del partito di Matteo Salvini. Dopo le sue parole, l’altro vicepremier Luigi Di Maio ha provato a ricucire con l’alleato. «La Flat tax è nel contratto di governo, il contratto si rispetta e come ho già detto si troverà una soluzione – riporta Repubblica -. Abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, quota 100 e come M5S abbiamo già delle proposte che condivideremo con la Lega per abbassare le tasse, questo è l’importante». Ma ad aggiungere incertezza è la precisazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria, secondo cui non c’è «nessuna stima fatta su una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto». Tria ha chiarito che «proposte specifiche non sono arrivate all’analisi del Mef» e che la Flat tax «è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c’è nulla di nuovo». (agg. di Silvana Palazzo)

FLAT TAX, ZINGARETTI CONTRO SALVINI

«Flat tax? Si potrebbe solo con il recupero dell’evasione fiscale e con diversi tagli alla spesa»: per il Ministro Tria la proposta di Salvini sulla riforma della tassa piatta è non solo costosa ma di difficile realizzazione, con i numeri emersi dal Mef sui giornali che però non sono considerati “verosimili” dallo stesso vicepremier leghista, «Non la faremo in un colpo solo ma in 5 anni e per la prima fase di questa rivoluzione epocale bastano 15 miliardi di euro, per un abbattimento delle tasse a tante persone». Secondo Salvini i numeri citati dal Mef sono addirittura strampalati, «cinquanta, sessanta, non siamo al Superenalotto. Partiremo con gli scaglioni Irpef più bassi – ha spiegato il leader della Lega a Rtl – a cominciare da quello del 23%». Per il neo segretario del Pd Nicola Zingaretti la proposta del Carroccio è invece «una bufala senza spazi fiscali per sostenerla: Il Tesoro l’ha fatto subito fatto capire a Matteo Salvini». Secondo il Governatore del Lazio, interpellato dall’Ansa in merito, sottolinea «serve la progressività delle imposte, non l’illusione che se i ricchi hanno più soldi spendono di più. Queste sono le teorie di Paperon de Paperoni, non di Paperino e Qui, Quo e Qua». (agg di Niccolò Magnani)

LEZZI: “COSTA TROPPO, NON SI PUÒ FARE”

Dopo l’annuncio di Matteo Salvini fatto ieri a Domenica Live di una Flat tax anche per le famiglie, lo scontro è sempre più accesso nella maggioranza visti i costi del provvedimento caro alla Lega (e al Centrodestra, ndr): secondo Tria sarebbe troppo costoso, ma in mattinata è ancora il Ministro Salvini a far sapere in mattinata a Rtl 102.5 «Sono stati fatti numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone». Non solo, per Salvini l’ultima cosa da fare è quella di aumentare le tasse, anche se viene richiesto dall’Europa: «Sulle clausole di salvaguardia una riflessione va fatta, noi non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l’Iva. Stiamo facendo tutti i conti, siamo convinti che se abbassi le tasse, dal secondo anno lo Stato incassa di più». Nuovo “alt” nel M5s, dopo le parole di Luigi Di Maio, arriva dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi (intervenuta a 24Mattino su Radio24): «La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere, dunque è una promessa che non si può mantenere». (agg. di Niccolò Magnani)

I COSTI E LO “STOP” DI DI MAIO

Anche la flat tax fa litigare il governo gialloverde. Ancora una volta Movimento 5 Stelle e Lega si trovano su due posizioni diverse, con il Carroccio convinto della bontà della sua manovra, considerata una delle misure cardine assieme a Quota 100, a differenza invece dei grillini, che invitano a non essere fin troppo ottimisti. Lo scontro si è consumato nelle scorse ore, con il vicepresidente del consiglio, Luigi Di Maio, che ha confessato: «Sulla Flat tax familiare l’importante è non fare facili promesse alla Berlusconi, come rappresentanti dello Stato non dobbiamo mai dimenticarci di avere delle responsabilità nei confronti dei cittadini». Secondo la simulazione effettuata dal ministero dell’economica e finanza, la flat tax costerebbe circa 60 miliardi di euro, ma la Lega ha rivisto al ribasso tale cifre: «Non so se esista uno studio – dice il sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri – perché non l’ho mai visto, ma se anche esistesse non può riferirsi alla nostra proposta di Flat tax che ha un’incidenza di circa 12 miliardi e si riferisce ad un intervento di riduzione dell’imposta per tutte le famiglie fino a 50 mila euro di reddito».

FLAT TAX, LEGA VS M5S

Siri parla di una proposta fattibile, oggi a La Stampa, ricordando come la stessa sia nel contratto di governo. «Spero di poterla illustrare al più presto a Luigi Di Maio», ha aggiunto il sottosegretario Siri, non escludendo di toccare i famosi 80 euro di Renzi: «Non è un tabù, si possono pure toccare purché, e questo è molto importante, il risultato finale sia l’abbattimento complessivo della pressione fiscale». Secondo il Tesoro la flat tax riguarderebbe 16.4 milioni di famiglie, e ognuna di esse riceverebbe un vantaggio di circa 3.600 euro annui. Le aliquote previste sarebbero due, leggasi il 15% per redditi fino a 80mila euro annui, e il 20% oltre tale soglia.

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