Puglia, caos pandemia e vaccini in Parlamento/ In un mese 7mila vaccinazioni anomale

- Silvana Palazzo

Caos Puglia su gestione pandemia e vaccini finisce in Parlamento: interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza. Da inchiesta emergono 7mila vaccinazioni anomale in un mese

regionali puglia emiliano
Michele Emiliano, presidente Regione Puglia (Foto: LaPresse)

Il caos Puglia finisce in Parlamento. Nel mirino il governatore Michele Emiliano e l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco. Infatti, Italia Viva ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza per ottenere chiarezza sulla gestione della campagna vaccinale e quella della pandemia Covid. Lo ha annunciato il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto, rispondendo ad un tweet di Carlo Calenda, leader di Azione, che aveva accusato il Pd di non prendere posizione in merito alla gestione Emiliano. Quest’ultimo peraltro recentemente ha deciso di affidare a Mario Lerario, dirigente della Protezione civile pugliese, la gestione logistica per l’approvvigionamento dei vaccini anti Covid. Un’altra mossa che ha spinto l’opposizione a chiedere nuovamente le dimissioni di Lopalco. Sullo sfondo c’è l’inchiesta sui presunti “furbetti” dei vaccini, che sarebbe alle battute conclusive.

Al momento non è stata specificata una ipotesi di reato, ma il fascicolo del pm Baldo Pisani contiene una serie di nomi e circostanze che raccontano di somministrazioni avvenute senza i requisiti previsti dai piani vaccinali, anche in anticipo rispetto ai tempi prefissati.

PUGLIA, 7MILA VACCINAZIONI “ANOMALE”

L’inchiesta della Procura di Bari ha scovato falsi volontari, sindaci e consiglieri comunali, avvocati e dipendenti di società private che sono stati fatti passare come operatori sanitari, ma anche caregiver che però incontrano il parente disabile un paio di volte l’anno. Risultano vaccinate persone a cui è stato somministrato il vaccino anche un mese prima che la propria categoria venisse “sbloccata” da una circolare della Regione Puglia. Nella maggior parte dei casi l’escamotage usato è quello della dose avanzata. Ma le indagini hanno appreso anche una prassi molto singolare, cioè quella di lasciare ai medici un post-it col nome del candidato alla dose avanzata. Un biglietto con numero di telefono, da usare per la chiamata. Un sistema, riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, tutt’altro che trasparente, fondato su “pizzini”. Intanto i Nas di Bari ieri hanno acquisito nelle sedi di alcuni hub vaccinali le dichiarazioni presentate dai caregiver per accertare il possesso dei requisiti per ottenere la vaccinazione.

Dopo aver ottenuto accesso ai dati raccolti dalla Regione Puglia, il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd) si è reso conto di 7.305 le somministrazioni meritevoli di approfondimento, specificando però che non parla di furbetti, ma «di casi equivoci su cui dovranno essere fatte le verifiche del caso».



© RIPRODUZIONE RISERVATA