SONDAGGI E RISULTATI ELEZIONI EUROPEE 2019/ Instant Poll: sovranisti ok, sfida Pd-M5s

- Niccolò Magnani

Sondaggi Elezioni europee 2019: Lega ok, sfida Pd-M5s. Instant ed exit poll: proiezioni seggi. Francia, Le Pen primo partito contro Macron: in Germania…

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Salvini incontra Marine Le Pen (Twitter Matteo Salvini)

In attesa dei primissimi exit poll per le Elezioni Europee, secondo le proiezioni della media tra i sondaggi Swg per la7, Opinio per Rai, Tecne per Mediaset e Quorum-YouTrend per Sky Tg24, la Lega di Matteo Salvini sarebbe al 28,6%, il Pd supererebbe il Movimento 5 Stelle 22,4% a 21%, mentre Forza Italia resta ad un basso 10,1% davanti a Fratelli d’Italia al 5,6%. Scendendo nelle pieghe dei diversi sondaggi, per Swg Salvini guiderebbe al 28,5% davanti a Pd (23,5%), Di Maio al 22,5%, Berlusconi al 10% e Giorgia Meloni al 5,5%. Per Opinio invece i dati suggeriscono un 29,5% alla Lega, davanti a Pd 23%, 21,5% M5s, 10% Forza Italia, 6% Fratelli d’Italia; per Quorum-YouTrend invece Salvini spingerebbe al 30%, con più bassi tutti i rivali, dai dem al 21,5% al Cinque Stelle al 20%, passando per Forza Italia al 10,5% e FdI al 5,5%. Da ultimo, Tecnè per Mediaset da questi ultimi sondaggi: 26,5% Lega, 21,5% parimerito Pd-M5s, FI al 10% e Meloni al 5,5%.

ELEZIONI EUROPEE 2019: RISULTATI DIRETTA LIVEGLI EXIT POLL E PROIEZIONI

FRANCIA E GERMANIA: EXIT POLL CON SOVRANISTI BOOM

Le proiezioni dei sondaggi in Francia vedono allargarsi la forbice tra la leader Marine Le Pen e il Presidente Macron: secondo le nuove stime, al 40% dello scrutinio, mostrando RN-ENF al 27,05% mentre LREM-ALDE inseguono al 20,37%, quasi spariti i Repubblicani al 8,6%, superati anche dai Verdi all’11,88%. Secondo invece le proiezioni degli exit poll Ipsos, la Le Pen sarebbe “solo” al 23,3%, inseguito da Macron al 22,1% mentre i Verdi rimarrebbero saldi all’terzo posto con il 13,1%. I sovranisti “boom” dunque, quantomeno per la Francia, potrebbe essere un titolo per i quotidiani di domani in attesa di capire cosa combina la Lega di Salvini tra qualche ora; il Parlamento Europeo ha fatto sapere che nelle proiezioni di questa sera «includerà nel gruppo dei liberali europei ALDE anche la Republic En Marche del presidente francese Macron», che fino all’ultimo era rimasta in dubbio se aderire all’ALDE o formare un nuovo gruppo, come riporta il Post. Per la Germania invece, l’Infratest di poco vede la CdU al 28,2%, inseguito da GRUNE-EFA al 20,3%, Spd al 15,6% e l’Afd alleato della Lega “solo” al 10,8% su scala nazionale.

SONDAGGI, FERRARI NASI: CONFRONTO PD-LEGA

Nell’analisi che Arnaldo Ferrari Nasi ha fatto ai nostri microfoni per le elezioni europee 2019 c’è un interessante raffronto tra la Lega e il Partito Democratico. Per il sondaggista il Carroccio non è cresciuto solo grazie al suo leader, Matteo Salvini, «è un partito tanto quanto il Pd, è un partito con una classe dirigente che ha cacciato Bossi, hanno cambiato i segretari, ha i militanti sul territorio». La grande intuizione di Salvini però, rileva il sociologo, è stata cogliere e «occupare il vuoto del centrodestra, creatosi con la scomparsa del partito di Fini e con l’inesorabile declino politico, oltre che fisico, di Berlusconi». Anche Ferrari Nasi esclude la possibilità di una vittoria dei sovranisti, ma non si può ignorare il movimento trasversale europeo. «Cresceranno di sicuro». E questo è positivo per il sociologo perché «così faranno da vaccino, cosa che farà bene all’Europa, un po’ di malattia per evitarti la grande malattia». Il sovranismo ha infatti portato alla luce i veri problemi dell’Europa, che prima passavano sotto silenzio. «Gli altri, che forse hanno una visione maggiormente ampia, si dovranno sbattere per risolverli. Sarà un bene per tutti», ha concluso Ferrari Nasi. (agg. di Paolo Vites e Silvana Palazzo)

PROIEZIONI PARLAMENTO UE: PPE TIENE MA..

Secondo una prima proiezione di sondaggi-previsioni sul Parlamento Europeo frutto degli exit poll di 11 Paesi Ue (e sulle intenzioni di voto degli altr 17, ndr) il Partito Popolare Europeo sarebbe primo in queste Elezioni Europee 2019 con 173 seggi davanti dai Socialisti & Democratici con 147, al terzo posto l’Alde-liberali con 102 seggi ipotetici nel nuovo Europarlamento. Al quarto posto troviamo invece i Verdi con 71 seggi conquistabili, mentre al quinto posto troviamo i Conservatori-Riformisti con possibili 58 seggi: l’Enf (il gruppo della Lega di Salvini) avrebbe 57 seggi, appena uno in più dell’Efdd (il gruppo dei Cinque Stelle e di Farage) che chiuderebbe così a 56 seggi. Sono ovviamente ancora proiezioni e mancano dunque diversi dati reali, specie dall’Italia dove tra Lega e M5s potrebbe ancora cambiare molto nelle logiche dei sovranisti. Dalla Spagna intanto arriva il dato forse più atteso e scontato di queste Elezioni Ue:  i socialisti del premier Pedro Sanchez si apprestano a vincere con un
distacco di oltre dieci punti, pochi giorni dopo il trionfo del Psoe alle Elezioni nazionali, dato al 28,9% con ben 18 seggi conquistati contro i 7 dei Popolari.

EXIT POLL-SONDAGGI: LE PROIEZIONI DEI LEADER

I partiti sono immagine dei loro leader in Italia, dove cresce l’idea di partito-personalista. E quindi per Renato Mannheimer anche alle elezioni europee contano più i leader che i loro partiti. «Ormai il voto è un voto per i leader anche in Italia. Per questo Berlusconi è ridisceso in campo», ha spiegato il sondaggista ai nostri microfoni. La situazione per il Partito Democratico però è più complessa, perché ha una macchina elettorale in cui conta anche il partito. «La leadership di Zingaretti poteva essere più efficace, è stato alquanto anonimo, e avrebbe potuto favorire il Pd». Da esperto della materia, Mannheimer ha commentato le ultime tendenze, secondo cui potrebbe esserci in Europa, in generale, un’avanzata dei sovranisti, ma non tale da modificare le maggioranze. E questa è un’analisi che il sondaggista condivide. «Probabilmente la maggioranza sarà quella tradizionale magari un po’ allargata ma dovrà fare delle riflessioni per fermare i sovranità». Mannheimer non crede dunque in cambiamenti radicali. (Agg. di Paolo Vites e Silvana Palazzo)

EXIT POLL FRANCIA: LE PEN PRIMO PARTITO

Stando ai primissimi exit poll delle Elezioni Europee in Francia, pubblicati dal quotidiano Le Soir – il Rassemblement National di Marine Le Pen sarebbe il primo partito, confermando cosi i sondaggi pre-voto che vedevano l’ex FN battere al fotofinish il partito di Macron (affiliato all’Alde). Secondo quanto riportato anche da YouTrend, la lista di Jordan Bardella dovrebbe attestarsi tra il 23 e il 25% mentre al secondo posto troviamo la lista Renaissance – espressione del partito del presidente Emmanuel Macron, “La Rèpublique en Marche” – guidata da Nathalie Loiseau. Dalla Finlandia invece gli exit poll stanno riportando avanti i Popolari del partito KOK (20,9% dei voti) contro il partito socialdemocratico al 16,7%: terzo posto per i Verdi al 14,4% e poi i liberali al 13,7%. La destra dei Veri Finlandesi si sarebbe invece fermata al 13,1%, stabile rispetto alle Europee del 2014. In Ungheria invece si conferma “pigliatutto” il partito del Presidente Orban (sospeso dal PPE) che prende il 55%, contro il 10% dei socialdemocratici di MSZP-Parbeszed.

PREVISIONI ITALIA, MANNHEIMER: “SITUAZIONE CONFUSA”

C’è un aspetto che accomuna la campagna di tutti i partiti per le elezioni europee. «Nessuno ha parlato in modo chiaro dell’Europa, preferendo glissare su alleanze e programmi». E questo anche in chiave alleanze: «La situazione è molto confusa». Lo ha spiegato ai nostri microfoni il sondaggista Renato Mannheimer, secondo cui la Lega è tra quei partiti che si è mosso meglio. Lo stesso non ha detto del Partito Democratico e di Forza Italia. I dem «non hanno fatto molto bene perché Zingaretti è rimasto generico senza calcare la mano sull’Europa». Invece il partito di Silvio Berlusconi «ha fatto del suo meglio ma si trova in una posizione di grande debolezza». Mannheimer è stato molto critico anche con il Movimento 5 Stelle: «Hanno un problema difficile, è un partito che vuole prendere voti dappertutto per cui ha detto cose differenti, cambiandole ogni giorno». Anche per questo non è chiaro dove si posizioneranno in Europa. «Non che gli elettori badino in che gruppo politico andranno nel parlamento, ma forse una maggiore chiarezza sull’Europa sarebbe stata utile». (Agg. di Paolo Vites e Silvana Palazzo)

SONDAGGI-EXIT POLL EUROPEE 2019: DATI GERMANIA, AUSTRIA E GRECIA

Stanno uscendo i primissimi exit poll ufficiali da diversi Paesi Ue impegnati con le Elezioni Europee 2019: dopo un misto di sondaggi e proiezioni, ecco invece i primi dati che danno il polso della situazione nei Paesi come la Germania, l’Austria e la Grecia. Secondo nuovi exit poll presentati e raccolti da YouTrend, tiene la Cdu-Csu di Angela Merkel al 27,5%, mentre salgono ancora i Verdi-Efa al 20,5% tenendo la Spd al 15,55% e l’Afd alleato di Salbini al 10,5% su scala nazionale. Sempre dalla Germania, la Linke-Sinistra al 5,5%, stesso risultato di Fdp-Alde: anche dall’Austria intanto giungono notizie positive per il Ppe che tiene “botta” anche dopo lo scandalo piovuto sul Governo Kurz a pochi giorni dal voto. L’Ovp del Premier sarebbe primo al 34,5%, mentre crolla l’Fpoe al 17,5% colpito dallo scandalo Strache; chiudiamo questo primo giro di exit poll Europee 2019 con la Grecia, dove anche in questo caso il Partito Popolare tiene bene con l’ND al 26%, seguito da Syriza-Sinistra del premier Tsipras, rimasto al 27%.

PPE-PSE NON HANNO LA MAGGIORANZA

Osservando le proiezioni dei seggi Ue sul portale di Politico.eu lo schemino che rappresenta il Parlamento Europeo vede la possibilità – con i pochi datti attuali frutto di exit poll e proiezioni-sondaggi dai vari Paesi Ue – di selezionare i vari partiti europei per “organizzare” una possibile coalizione di maggioranza. Ebbene, osservando i seggi in palio il Ppe e il Pse, ad oggi, non avrebbero i numeri per poter governare in contrapposizione ai partiti sovranisti. Popolari e socialdemocratici se mettessero assieme dopo le Elezioni Europee non avrebbero oltre i 322 seggi, ma per la maggioranza ne servono 376. Avrebbero ad esempio bisogno di Alde e Verdi, ma in quel caso non sarebbero pochi i partiti interni al Ppe che potrebbero contestare un eccessivo spostamento a sinistra della compagine europea. Insomma, gli incroci e i dati – nell’attesa dei primi veri exit poll anche in Italia – danno molteplici chiavi di lettura per le prossime importanti e decisive settimane post-voto.

PROIEZIONI SEGGI: BOOM LEGA, MA ALDE E PPE..

Al momento, in base alle proiezioni raccolte dagli exit polls, secondo il sito Europe Elects, è già possibile calcolare le proiezioni dei seggi conquistati dalle varie coalizioni che si sono presentate A questa tornata elettorale. Vediamole. La Sinistra Unitaria/Sinistra Verde’Nordica rappresentata dalle sigle Gue/Ngl costruita su due distinte organizzazioni politiche, il Partito della sinistra europea e l’Alleanza della sinistra verde nordicA ha perso tre seggi rispetto al 2014, passando da 52 a 49. Buon risultato invece per Il Gruppo Parlamentare dei Verdi – Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo che passerebbe da 50 seggi a 63, quindi 13 seggi in più rispetto al 2014. L’Alleanza dei socialisti e dei democratici, quello in cui è schierato il nostro Partito democratico, subisce una drastica perdita, passando da 191 seggi a 150, perdendone ben 41. L’ALDE, alleanza che include il partito di Macron, in sostanza i liberali, invece guadagnerebbero ben 36 seggi, passando da 67 a 103. Il Partito popolare europeo, dove si torva anche Forza Italia, e rappresenta il centrodestra del parlamento europeo, subisce una forte battuta d’arresto con la perdita di 61 seggi, da 221 a 160. I conservatori di destra subiscono and he loro una perdita, di 13 seggi, da 70 a 57. Il Movimento 5 stelle con i partiti a lui affiliati che nel 2014 non aveva seggi, ne guadagna 26. I Populisti euroscettici perdono invece tutti i 48 seggi che avevano nel 2014. La Brexit, partito inglese creato per l’occasione, otterrebbe 28 seggi. L’alleanza sovranista di cui fa parte la Lega, ENF/EAPN, che aveva 37 seggi, ne guadagna ben 40 arrivando così a 77. (agg. di Paolo Vites)

SONDAGGI ED EXIT POLL ELEZIONI EUROPEE: BALZO ESTREMA DESTRA, MA..

In Slovacchia i media nazionali annunciano già i risultati elettorali seppur non ancora ufficiali. Vincerebbero i liberali di centrosinistra del partito del neo presidente Zuzana Caputova, il Progressive Slovakia, con il 20% a danno del partito socialdemocratico dell’ex premier Robert Fico, che ha ottenuto il 15% contro il 24% che presero alle precedenti elezioni europee. Nonostante la vittoria del partito europeista e moderato dei liberali, si segnala però l’autentico boom dell’estrema destra, l’LSNS, che ottiene il 12% diventando quarto partito del paese ed entra quindi al Parlamento europeo: nel 2014 erano rimasti fermi al 2%. Al terzo posto, ma di pochissimo, il Partito popolare di Slovacchia nostra con il 12,1%, quindi al 9% il Movimento cristiani democratici. I sondaggi pre elettorali davano vincente il partito di Fico. (agg. di Paolo Vites)

SONDAGGI ELEZIONI EUROPEE: SLOVACCHIA, MINORANZA UNGHERESE OUT?

In attesa dei risultati ufficiali, l’analisi del voto alle elezioni europee 2019 attinge da sondaggi ed exit poll. A tal proposito risulta interessante il dato emerso in Slovacchia, dove sono a rischio i partiti della minoranza ungherese. Pare che nessuno dei partiti Most-Hid e SMK (Epp) sia riuscito a superare la soglia del 5 per cento, quella cioè di sbarramento. E quindi per la prima volta dall’adesione della Slovacchia all’Unione europea, la minoranza ungherese potrebbe non essere rappresentata al Parlamento europeo. C’è un altro aspetto interessante del voto slovacco per le elezioni europee 2019. Secondo i sondaggi condotti in Slovacchia, l’affluenza supererà il 20 per cento, ma ciò che preoccupa è che una parte della crescita dell’affluenza sia da attribuire alla mobilitazione degli elettori di estrema destra. Alle precedenti elezioni europee, quelle del 2014, andarono a votare il 14 per cento degli slovacchi. Torniamo ai numeri elaborati da Dennik N: Progressive Slovakia (ALDE) &Together (EPP) dovrebbe ottenere quattro seggi, i socialisti Smer-S&D tre, perdendone quindi uno; i nazionalisti Slovak national party (SNS) dovrebbero guadagnarne due, uno a OLaNO (Ordinary people and independent personalities, ECR), i liberali SaS-ECR sarebbero invece a quota due. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI ELEZIONI EUROPEE: ONDATA VERDE IN IRLANDA

I Verdi in Irlanda si prepara a ottenere il suo primo seggio nel Parlamento europeo, stando agli exit poll usciti oggi. Secondo quello di RED C, realizzato per RTE/TG4 e riportato dall’Express, dovrebbero ottenere tre dei 13 seggi europei disponibili. «I sondaggi sono estremamente incoraggianti», ha dichiarato il leader Eamon Ryan, che ha colto l’occasione per complimentarsi con i candidati Ciaran Cuffe, Saoirse McHugh e Grace O’Sullivan. «Sapevamo che sarebbe stato un voto Verde, è il riflesso di un’ondata di pensiero che sta attraversando tutto il mondo, tutta l’Europa. E oggi è cresciuta». Si attendono i risultati ufficiali, ma lo stesso leader dei Verdi in Irlanda parla di «un paio di seggi» nel Parlamento europeo. «Penso che abbiamo una possibilità». Addirittura l’exit poll vede i Verdi al primo posto a Dublino. Ci sarà particolare attenzione dunque in tutte le circoscrizioni per un voto che assume nuovi significati. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI ELEZIONI EUROPEE: VERDI IN CRESCITA

Exit poll dall’Irlanda riguardanti il voto per le elezioni europee 2019. Dalle parti di Dublino si è votato due giorni fa, e a breve saranno pubblicati i dati ufficiali. Secondo i sondaggi d’uscita, che in passato tante volte hanno fornito risultati ben lontani dalla realtà, è netta l’avanzata del partito dei Verdi. Il Green Party si sarebbe infatti assicurato ben tre degli 11 seggi irlandesi previsti nel parlamento europeo, che diverranno 13 nel momento in cui il Regno Unito lascerà ufficialmente l’Unione Europea. La percentuale raggiunta dai Verdi sarebbe del 9%, un importante balzo in avanti tenendo conto che cinque anni fa era solo dell’1.6%. I due partiti più votati restano il Fine Gael di Leo Varadkar, attuale premier irlandese e movimento in linea con il partito popolare europeo, nonché il Fianna Fail di Michael Martin, con posizioni moderate: entrambi avrebbero raggiunto il 23% dei voti. Netto passo indietro invece dei nazionalisti dello Sinn Fein, che si assesterebbero attorno al 12%, tre punti percentuali in meno rispetto al 15 delle ultime elezioni. I Verdi hanno ottenuto una grande affermazione soprattutto nella capitale irlandese, visto che secondo gli exit poll avrebbero toccato quota 23%, risultando il partito più votato. Al secondo posto vi sarebbe il Fine Gale del premier, con il 14% dei voti, mentre il Fianna Fail sarebbe sul gradino più basso del podio a quota 12%. A completare la top 5, i nazionalisti del Sinn Fein al 10, e il partito laburista al 4%. Elezioni europee in Irlanda che sono state pervase in maniera quasi obbligatoria dalla questione Brexit, con l’auspicio, da parte degli irlandesi, che l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sia soft, evitando che ritornino le barriere fisiche fra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del nord, sia per questione geo-politiche, quanto e soprattutto economiche. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SONDAGGI ELEZIONI EUROPEE 2019: EUROPE ELECTS, LA PROIEZIONE DEI SEGGI

Giornata di silenzio elettorale quella che di fatto anticipa le Elezioni Europee 2019 in scenda da domani in tutti i Paesi Ue, Italia compresa e Olanda-Irlanda-Uk-Repubblica Ceca escluse avendo già votato nei giorni scorsi: i sondaggi nel nostro Paese sono vietati per la legge sul silenzio elettorale mentre negli altri Paesi non vi sono restrizioni particolari. Questo ci consente di osservare una panoramica sulle due principali nazioni che assieme all’Italia determineranno il peso maggiore – sia di numeri ma sia soprattutto politico – nel prossimo Europarlamento, Francia e Germania: non solo, utilizzando un’analisi di Europe Elects possiamo anche cominciare a ragionare nei termini dei seggi in palio con la sfida vivissima e decisiva tra gruppi europeisti e nuovi “sovranisti-populisti”, sulla quale si deciderà poi anche la nomina del Presidente della Commissione Europea. Secondo le stime e le proiezioni fatte da Europe Elects il Ppe è dato in discesa da 221 seggi del 2014 ai possibili 173 attuali; Pse cala fino a 152 e anche i conservatori di Ecr (dove fa parte FdI di Giorgia Meloni) scenderebbero 59 dai 70 di 5 anni fa. Boom invece per l’Enf (Lega e Le Pen) che potrebbero balzare dai 37 a 82 seggi addirittura; i Verdi si confermerebbero sui 50 seggi mentre è l’Alde (con Macron) l’altro gruppo europeo che potrebbe fare il balzo in questo Elezioni con 109 seggi a dispetto dei 67 del 2014.

MEDIA SONDAGGI FRANCIA: SFIDA MACRON-LE PEN

In Francia si gioca forse la partita più “iconica” dell’intera contesa per le Elezioni Europee 2019: lo scontro sovranisti-europeisti dai nostri cugini transalpini potrebbe rappresentare la vera e decisiva sfida cruciale di tutta l’Europa, da un lato il Rassemblement National di Marine Le Pen (alleata n.1 della Lega di Salvini) e dall’altro il Presidente Emmanuel Macron di LREM alleato di +Europa e in generale di Alde nel nuovo Parlamento Ue. Secondo la media sondaggi Europee 2019 promossa da Ifop-Fiducial per Paris-Match, CNews e Sud Radio hanno mostrato un nuovo sorpasso del partito di Marine Le Pen sull’acerrimo rivale Emmanuel Macron. Un exploit storico» ha commentato la leader ex Front National vedendo la sua “creatura” Rassemblement National svettare al 23,5% dei consensi sopra l’En Marche del Presidente francese al 22,5%. Assai lontano i Repubblicani guidati da Francois-Xavier Bellamy al 14% e la Sinistra di Melenchon sotto il 10%.

SONDAGGI INSA PER GERMANIA: MERKEL VS VERDI

Concludiamo la panoramica dei sondaggi nei principali Paesi Ue presenti alle Elezioni Europee 2019 con la nazione forse più importante, sia per il peso dei seggi conquistabili (99) che per la centralità politica ed economica della “locomotiva d’Europa”: in Germania secondo i sondaggi dello scorso 14 maggio di Insa-Deutchland la Cdu di Angela Merkel svetterebbe ancora come primo partito e si gioca anche con la Lega probabilmente la palma di primo partito per rappresentanza nel nuovo Europarlamento. Con il 28,5% la Cancelliera punta ancora alla vittoria, ma la concorrenza è comunque “stretta” con i Verdi in aumento ancora verso il 19% dei consensi, seguono la Spd in caduta al 16% e l’Afd alleato di Salvini in ascesa al 14%. Linke-sinistra al 9% e FdP-liberali al 9,5% sono le altre due forse degne di nota in corsa per il Parlamento di Strasburgo. A differenza di quando si vota per il Bundestag, alle Europee in Germania non è prevista alcuna soglia di sbarramento: sarà quindi perfetta occasione per i partiti minori di eleggere qualche rappresentanti e affacciarsi nel panorama Ue.

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