SONDAGGI POLITICI/ Nomine Ue e Russiagate, Lega Salvini ‘isolata’ per il 36%

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, nomine Ue e fondi Russi: la Lega di Salvini resta isolata in Europa per il 36%. Le intenzioni di voto e il consenso dei leader

Salvini e Savoini
Russiagate, Salvini e Savoini a Mosca (LaPresse, 2019)

Nel giorno in cui il Parlamento Europeo dovrebbe ratificare la nomina di Ursula Von der Leyen alla guida della Commissione Ue, i sondaggi politici stilati a luglio da Ipsos mostrano dati assai interessanti sulla situazione particolare della Lega di Matteo Salvini. Agli intervistati la casa di sondaggi ha rivolto la seguente domanda, «Alcuni ritengono che queste nomine dei vertici europei prefigurino un isolamento sempre maggiore della Lega di Salvini in sede europea. Lei quanto condivide questa opinione?»: ebbene, per il 36% degli elettori intervistati la Lega è in effetti in un certo isolamento “politico” dopo le vicende migranti, nomine Ue e vi aggiungiamo anche il fattore del presunto scandalo “Russiagate”. Il 14% è assolutamente convinto di tale ipotesi, mentre per il 27% la posizione di “isolamento” non sarebbe per niente vera ed effettiva. Una seconda domanda, sempre sui sondaggi Ipsos, prova invece ad approfondire la decisione dei capi di Governo Ue nel mantenere contro la Russia le sanzioni per il caso-Ucraina: per il 39% «è una scelta sbagliata, l’Unione Europea dovrebbe impegnarsi per migliorare le relazioni commerciali e diplomatiche la Russia»; per il 38% «è una scelta giusta, l’Unione Europea deve mantenere una posizione ferma in risposta all’annessione illegale di parte dell’Ucraina».

DEMOS (12 LUGLIO): FIDUCIA LEADER, SALVINI AL 54%

Nonostante il Russiagate (o Moscopoli) la leadership e il consenso di Matteo Salvini non cala: i sondaggi politici di Demos certificano l’andamento del gradimento dei vari leader, segnando ancora una volta dietro il Premier Conte proprio il Ministro dell’Interno tanto discusso quanto divisivo per la politica italiana. I dati prodotti dal sondaggio mostrano che comunque tra il Presidente del Consiglio a 64% e Salvini al 54% di margine ve n’è ma resta comunque stabile pur dopo le varie crisi migranti nel Mediterraneo nelle scorse settimane e il presunto scandalo dei fondi dalla Russia alla Lega in questi giorni. Di Maio conferma di avere un trend di “consenso” in più rispetto al suo partito: nonostante la crisi e lo stallo del M5s prima e dopo le Europee, il Ministro del Lavoro resta al 45% di consenso tra i leader, pari merito a Giorgia Meloni e di poco avanti a Paolo Gentiloni ed Emma Bonino (entrambi al 43%). Non va invece bene Zingaretti che non riesce a “colpire” l’immaginario pubblico e resta al 39% dei consensi “personali”, facendo poco meglio di un suo avversario nel Pd ovvero Carlo Calenda (33%). Berlusconi resta al 31%, mentre è crollo totale per Renzi (23%) e Beppe Grillo, addirittura al 21%.

TERMOMETRO POLITICO (LUGLIO): VOTI E ORIENTAMENTO RELIGIOSO

Continua a crescere il consenso della Lega, che secondo i sondaggi politici di Termometro Politico sale al 37,9 per cento delle preferenze. Il Pd e il Movimento 5 Stelle invece si mantengono sulle stesse percentuali, cioè rispettivamente al 22,6 e 17,1 per cento. Registra un incremento Fratelli d’Italia, arrivato al 7 per cento. Così supera Forza Italia, crollata al 6,3 per cento. Ma la rilevazione di Termometro Politico ha rilevato che la Lega fa il pieno tra i cattolici non praticanti. Il partito di Matteo Salvini ha la sua forza tra i credenti non praticanti, arrivando al 44 per cento. Invece il Pd ha più della media tra chi non crede: è infatti al 28 per cento. Il M5s, come la Lega, è più forte tra i cattolici non praticanti, mentre è più debole tra atei e agnostici. Forza Italia invece vede una maggiore differenza: è più popolare tra i praticanti, mentre cala tra atei e agnostici. (agg. di Silvana Palazzo)

TECNÈ (12 LUGLIO): RUSSIAGATE, LEGA AL 37%

Il caso Russiagate è destinato a durare molto nella politica italiana ma al momento, i primi sondaggi politici post-presunto scandalo dei soldi russi alla Lega, vede la Lega di Matteo Salvini tranquillamente al primo posto nei consensi elettorali di Tecnè. Le intenzioni di voto sono impietose per gli altri partiti, specie per il Movimento 5 Stelle che resta ancora una volta fermo al 17% e non in grado di risolvere la spirale di crisi interna che attanaglia la base e la dirigenza Di Maio-Casaleggio. La Lega resta al 37,1%, in lieve discesa rispetto al 4 luglio scorso, ma gli altri non crescono: o meglio, il Pd avanza ma di pochissimo, dal 23,3% al 23,5% nei sondaggi politici espressi da Tecnè. Detto del M5s, Forza Italia non se la passa certo bene e dopo le liti Toti-Berlusconi non va oltre il 7,9%, in discesa dal già baso 8,3% di inizio luglio: per Fratelli d’Italia il 6,8% è un ottimo risultato, mentre per +Europa il 2,3% rappresenta un dato in lieve calo rispetto alle Europee. Chiudono le intenzioni di voto i Verdi, al 2%, e la Sinistra che non riesce ad andare oltre all’1,4%.

IPSOS (13 LUGLIO): CONTRASTO SALVINI-CONTE

Interessante invece il dato che emerge dai sondaggi politici di Ipsos per il Corriere della Sera quando viene chiesto agli elettori intervistati se vi siano dei problemi sul medio periodo nel Governo qualora continuassero gli screzi a distanza tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il vicepremier Salvini. Dal caso “Russiagate” con Palazzo Chigi che ha di fatto scaricato la responsabilità dell’invito alla cena con Putin del maggiore indagato sui fondi russi alla Lega, ovvero Savoini, fino al tema della Manovra economica discussa dal Ministro dell’Interno al Viminale in un vertice con le parti sociali: i contrasti e la sfida incrociata è “calda” anche se per il 38% lo scontro fa parte della normale dialettica politica tra le istituzioni. Il 46% è invece convinto che la diatriba Conte-Salvini è il sintomo di un conflitto che potrebbe mettere a rischio la tenuta del Governo nei prossimi mesi.

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