Sondaggi politici/ Ue e Russiagate, 55% stanco della lite Lega-M5s al Governo

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, nomine Ue e Russiagate non fanno perdere terreno alla Lega (38%) ma la lite di Governo col M5s inizia a stancare il 55% dell’elettorato

Salvini, Putin e Di Maio
Putin con Salvini e Di Maio (LaPresse, 2019)

Secondo i sondaggi politici raccolti da Antonio Noto su il Quotidiano.net, le continue liti interne al Governo tra Lega e M5s avrebbero iniziato a “stancare” l’elettorato pur se al momento gli effetti si vedono sopratutto sul M5s attraverso le intenzioni di voto di questo ultimo periodo. «Il 55% della popolazione si dice «stanca» di questo continua frizione tra Salvini e Di Maio mentre un terzo afferma che è normale, anche se si tratta di due alleati. Se già questo è un dato di allerta, la situazione diventa ancora più preoccupante se si pensa al futuro», scrive il direttore di Noto Sondaggi, aggiungendo come il 59% ritiene che ogni conflitto interno al Governo allontani sempre più la politica dagli interessi dei cittadini. Per il 21% invece Salvini-Di Maio in lotta producono effetti negativi per l’intero sistema Paese: da ultimo, «se a inizio anno il 55% degli italiani stimava che questo governo potesse andare avanti ancora per i prossimi 4 anni, adesso questa percentuale è crollata al 31% e quindi ben 6 cittadini su 10 pensano che sia solo una questione di tempo, ma che il governo cadrà molto prima del 2023».

PAGNONCELLI (LUGLIO): LA FIDUCIA DEI LEADER

Secondo gli ultimi sondaggi politici il leader più gradito è Giuseppe Conte. Il premier del governo M5s-Lega è al 58 per cento, seguito da Matteo Salvini al 54 per cento. Terzo posto per Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle: è in risalita al 34 per cento. Le rilevazioni sono state fatte da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. Nell’ultime mese dunque Conte ha recuperato sei punti, sono nove invece quelli recuperati da Di Maio rispetto a fine giugno. Invece Salvini è dato in aumento di cinque punti. Sul leader della Lega il dato curioso è che riscuote un buon consenso anche tra gli elettori pentastellati. C’è un indice di apprezzamento del 48 per cento. Dunque, nonostante gli scontri all’interno della maggioranza, l’esecutivo viene premiato con un indice di apprezzamento al 54 per cento, con nove punti in più rispetto ai sondaggi politici di giugno. (agg. di Silvana Palazzo)

SONDAGGI TERMOMETRO (19 LUGLIO): ANCORA STALLO M5S

Il Russiagate c’è, preoccupa per alcuni elettori, ma la maggioranza non ritiene che possa “rovinare” il consenso della Lega: anzi, i sondaggi politici certificano che nonostante il pieno della mezza-crisi di Governo e del caso fondi-Russia-Lega, Salvini resta in testa al 37,9% e non perde voti. Anzi, li guadagna: i dati contenuti nelle rilevazioni di Termometro Politico lo mostrano abbastanza chiaramente, con la Lega in testa senza perdere colpi e i diretti rivali di Pd e M5s – che pure in maniera diversa hanno tentato di spingere sul presunto scandalo di “Moscopoli” – non aumentano il loro consenso. Dietro al Carroccio sempre più vicino a “quota 40%” insegue il Partito Democratico al 23,1% mentre Di Maio non riesce a schiodarsi dal 17,1% rimanendo in linea con le scorse Europee. Per gli altri partiti, ormai è quasi fisso il sorpasso di Giorgia Meloni e FdI su Forza Italia, 6,8% contro il 6,2% del partito di Berlusconi: +Europa resta al 2,1%, mentre La Sinistra e i Verdi piazzano lo stesso risultato nei sondaggi, all’1,8% su scala nazionale.

SONDAGGI TERMOMETRO (19 LUGLIO): RUSSIAGATE, 41% CREDE A SALVINI

I sondaggi politici di Termometro si soffermano però e molto sul caso Russiagate provando a capire, per quelli che lo considerano un fatto grave, che tipo di ripercussioni possa avere sulla politica italiana: il 78% è convinto che il presunto scandalo porterà più voti alla Lega, mentre solo l’8,7% spingerà a votare per M5s e il 4,4% per il Pd (25% convinto che i voti andranno a Forza italia, 22,5% per Fratelli d’italia). Alla domanda secca se la Lega abbia effettivamente cercato di ottenere fondi dalla Russia, la risposta degli intervistati è molteplice: il 41% è convinto che siano i soliti attacchi della giustizia per fermare la politica di Salvini mentre il 38,1% invece il Russiagate è un reato e un grosso pericolo per la democrazia in Italia. Solo il 5,9% ritiene che il lo scandalo sia esistito ma che non vi è nulla di male nel ricevere aiuto da stati esteri che tra l’altro la pensano come il nostro su quasi tutti i fronti, mentre il 5,4% è convinto che la Lega non ha preso finanziamenti ma resta comunque problematico che Putin abbia rapporti così stretti con Salvini.

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