TREND/ Gli italiani amano il buon cibo (ma non cercano sconti in Rete)

- Manuela Falchero

Secondo lo Smart Shopper Index il nostro Paese è fanalino di coda per le ricerche effettuate su Google legate gli sconti sui prodotti alimentari

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Nella classifica dei marchi più cercati in rete dai nostri connazionali per offerte e sconti troneggiano i giganti dell’e-commerce come Amazon o eBay, così come i grandi player della moda come Zalando e Shein. Nessuna traccia invece dei brand del settore alimentare. È quanto emerge dallo “Smart Shopper Index” di BravoSconto, piattaforma di codici sconto e voucher, che ha sancito come gli italiani siano poco inclini al risparmio e agli sconti quando si parla di cibo rispetto ai “colleghi” di 25 Paesi Ocse.

I nostri connazionali devono fare i conti con un indice dei prezzi alimentari pari a 64, che posiziona il Bel Paese nella parte alta della graduatoria. Ma questo non frena gli acquisti: la spesa media per il food nel Bel Paese sfiora i 3 mila dollari (2,9 mila), un valore che ci pone alle sole spalle di Norvegia, Finlandia e Francia. I dati raccontano insomma di un’Italia che non sembra disponibile a rinunciare alla buona tavola. Una tendenza confermata anche da un altro indicatore rilevato dallo studio: nel nostro Paese il numero complessivo di ricerche su Google legate a voucher e sconti alimentari ha di poco superato quota 120 mila, facendo diventare l’Italia il fanalino di coda di un ranking guidato dagli Usa, che, pur su una popolazione di ben 382 milioni di abitanti, raggiungono i 3,2 milioni di ricerche. Ma il confronto è davvero penalizzante anche se si prendono in esame Paesi più simili al nostro come Regno Unito, Francia e Spagna, che totalizzano rispettivamente 1,7 milioni, 1,2 milioni e 879 mila ricerche su Google legate al food. 

E allargando lo sguardo oltre al comparto alimentare, il discorso non varia di molto. Sempre secondo la graduatoria di BravoSconto – che ha messo a confronto i dati ufficiali diffusi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), Numbeo (database globale sui consumi) e il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti -, l’Italia si posiziona infatti al 17esimo posto per abitudine assoluta al risparmio, con un punteggio di -150. Solo il 68% degli italiani ha dichiarato di valutare attentamente ogni acquisto contro il 93% dei francesi. 

“Il comportamento dei consumatori e le abitudini di acquisto differiscono da Paese a Paese – commenta Marco Farnararo, ceo di Bravo Savings Network -. Il nostro studio dimostra come diversi fattori influenzino la loro esperienza complessiva, con le ricerche online che possono dire molto. Le variabili in gioco sono tante, un esempio è la tendenza al risparmio in proporzione al costo della vita. È interessante notare come, sebbene molti acquirenti continuino a valutare offerte più tradizionali e sconti legati a moda e lifestyle, anche altre categorie abbiano suscitato molto interesse. È il caso della consegna di cibo a domicilio, protagonista di un’impennata durante la pandemia, ma anche dell’artigianato e persino dei giochi”.

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