Treno deragliato Lodi: indagata Rfi/ Nominati stessi periti dell’incidente Pioltello

- Niccolò Magnani

Treno deragliato a Lodi, 5 operai indagati: “Lo scambio l’abbiamo lasciato dritto”. Nell’inchiesta anche la società Rfi. Procura nomina i periti: sono gli stessi dell’incidente di Pioltello

Incidente Lodi
Lodi, treno Frecciarossa deragliato (LaPresse)

Anche Rfi, la società Rete ferroviaria italiana, è indagata per il treno deragliato a Lodi. I magistrati Domenico Chiaro e Giulia Aragno hanno iscritto l’azienda nel registro degli indagati in base alla legge 231 del 2001, quella che regola la responsabilità appunto delle società per i reati commessi dai dipendenti. Nell’inchiesta aperta per omicidio colposo, lesioni plurime e disastro ferroviario sono già indagati 5 tecnici manutentori di Rfi. Si tratta del personale che la notte prima dell’incidente aveva lavorato sul deviatoio 05, lo scambio che è stato trovato aperto verso un binario morto e che avrebbe innescato il deragliamento del treno che viaggiava a 290 chilometri orari. La Procura ha quindi nominati come consulenti gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico, gli stessi periti dell’incidente di Pioltello del 25 gennaio 2018: dovranno compiere gli accertamenti sul meccanismo dello scambio e stabilire se le lavorazioni compiute siano state eseguite correttamente. (agg. di Silvana Palazzo)

TRENO DERAGLIATO LODI, OPERAI INDAGATI: “SCAMBIO DRITTO”

Sono stati sentiti per oltre 12 ore gli operai indagati per il disastro ferroviario di Lodi dello scorso giovedì: il treno deragliato tra Lodi e Casalpusterlengo, che è costata la vita dei due macchinisti, sta bloccando ancora oggi e domani l’intera linea di Alta Velocità Milano-Bologna ma e fino a che non ci sarà il dissequestro dell’area sarà impossibile il ritorno alla normalità per la circolazione ferroviaria di mezza Italia. E il dissequestro non avviene anche perché la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di 2 persone e al ferimento di 31 passeggeri di quel “maledetto” Frecciarossa di Livraga, è tutt’altro che chiara: «lo scambio era dritto dopo i lavori che abbiamo effettuato», non solo, sia il caposquadra che i 4 operati Rfi (indagati per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni multiple) confermano di aver lasciato quello scambio dritto e fuori dal sistema automatizzato visto che il guasto non erano riusciti a risolverlo manualmente. Insomma, per i 5 entrati in azione è esclusa la possibilità che possano aver lasciato lo scambio in una posizione di deviazione sul binario di servizio, cosa invece poi ravvisata dai primi esami sul luogo della strage. Come riportano le fonti Ansa presso la Polfer di Piacenza, dove si sono tenuti gli interrogatori fino a tarda notte, «nessuno sa spiegare perché il deviatoio era in una posizione sbagliata e ha fatto deragliare il treno».

CAOS ALTA VELOCITÀ MILANO-BOLOGNA: TUTTI I DETTAGLI

Ancora nelle prossime ore la Procura di Lodi provvederà ad ulteriori accertamenti tecnici insieme alla ricostruzione della catena di comando «potrebbero portare a nuovi iscritti nel registro degli indagati»; nel frattempo, prosegue l’indagine della Polfer e del Nucleo Incidenti Ferroviari col vice questore Marco Napoli. Il vero problema, oltre a quello giudiziario e di ristabilire le colpe sulla strage di Lodi, è quando verrà riaperta la tratta ad Alta Velocità che rende i collegamenti Centro-Nord Italia veloci e immediati: potrebbero volerci ancora diversi giorni anche perché il cantiere per poter togliere le carrozze del Frecciarossa deragliato ancora non è pronto. Inevitabili per oggi e sicuramente anche per la giornata di domani ritardi, treni cancellati e traffico in generale molto difficoltoso tra Bologna e Milano: «Il traffico è ancora rallentato. I treni percorrono la linea convenzionale tra Milano e Piacenza con maggior tempo di viaggio di 40 minuti», scrive Trenitalia mentre aggiorna la lista di cancellazioni e parziali deviazioni delle corse previste dall’orario settimanale. Qui trovate treni cancellati e deviazioni, mentre è utile sapere come i treni che da Torino arrivano a Milano non fermano più a in Centrale bensì a Porta Garibaldi per poter consentire poi il collegamento con la linea “tradizionale” via Piacenza.

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