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FINANZA/ Bertone: l’ultimo Sos dell’Italia sotto assedio

Dopo le difficoltà sul debito pubblico e i guai del ministro dell’Economia, l’Italia, spiega UGO BERTONE, deve fare ora i conti con la massa di vendite che sta colpendo le azioni industriali

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Forse il peggio deve ancora venire. La tempesta che ha investito la finanza internazionale non ha perso di forza dopo l’accordo di Bruxelles sugli aiuti alla Grecia. E ha tratto nuova forza dopo l’accordo sul tetto al debito Ue.

Dati questi precedenti, era troppo credere che, a fermare la forza delle vendite, sarebbe servito l’intervento di Silvio Berlusconi o il tavolo tra le parti sociali, unite da uno spirito comune che forse non si vedeva dai tempi del Cln, e lo stesso governo. Sarebbe perciò ingeneroso attribuire alle parole dette dal premier una qualche responsabilità per l’ennesima frana di Piazza Affari o per l’assedio al debito pubblico di casa nostra.

Qualche responsabilità, semmai, va attribuita a quel che Berlusconi avrebbe potuto e dovuto dire in merito ai tempi della manovra, assurdamente spostata in avanti, alle privatizzazioni, che restano nel vago (con forti resistenze nella maggioranza e nella Cgil), e alle riforme. Ma, di fronte a quel che capita sui listini, ci vuol ben altro che una promessa o un’unità di facciata per metter le basi di una ripresa.

Ieri, mentre si teneva il tavolo di Palazzo Chigi, si è prodotto sui tabelloni elettronici di Piazza Affari e sugli altri circuiti internazionali (ormai un terzo delle azioni italiane vengono scambiate in circuiti privati oltre frontiera) un altro strappo, forse il più pericoloso: l’assalto al made in Italy.

Va prendendo corpo un copione degno di un film horror: la tempesta ha prima travolto la diga delle banche, frettolosamente puntellata dagli aumenti di capitale di primavera (e chissà dove sarebbero finiti gli istituti di credito senza quell’iniezione di mezzi freschi). Ad aggravare la situazione sono poi arrivati i guai del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ovvero l’unico esponente di governo con una certa credibilità internazionale. Ed è cominciata, non a caso, la fase più drammatica della caduta dei prezzi del debito pubblico.

In questo modo, il risparmio delle famiglie, il vero punto di forza del Paese, ha subito danni enormi, di cui solo una parte degli italiani ha consapevolezza: quanto valgono i Bot e i Btp comprati fino a pochi mesi fa? E che cifra mi verrà offerta se per caso dovessi liquidare le obbligazioni bancarie che mi sono state consigliate in banca? Quale è o sarà il valore di realizzo della mia casa in un mercato “freddo” che presto farà i conti con le nuove imposte che prima o poi arriveranno?


COMMENTI
05/08/2011 - ..... (Mariano Belli)

"nel futuro si dovrà lavorare di più e consumare di meno" si, per mantenere tutti coloro che sono andati in pensione a 50 col sistema retributivo.....i prossimi ci andranno a 70 con metà della pensione....se questo stato non si mette in mente di eliminare queste macroscopiche sperequazioni, non durerà ancora molto......