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MANOVRE/ Alitalia vs. Meridiana: c'è davvero una sfida nei cieli italiani?

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Poco più di un mese fa, Meridiana Fly e Air Italy hanno annunciato la loro fusione. Dunque altre due compagnie aeree italiane (come già successo tra Alitalia e AirOne) hanno deciso di unirsi per affrontare meglio la competizione del mercato. «È un dato - ci dice Oliviero Baccelli, vicedirettore Certet (Centro di economia regionale dei trasporti e del turismo dell’Università Bocconi) e docente di Economia dei trasporti - che rimarca la forte fragilità del sistema delle compagnie aeree italiane. In fin dei conti, però, questo processo di consolidamento dovrebbe aiutarle a competere in un mercato sempre più concorrenziale».

 

Del resto sono anni che si vedono aggregazioni tra vettori in tutto il mondo.

 

Sì. Inoltre, questa fusione era assolutamente necessaria, perché entrambe le compagnie si trovano in difficoltà. Quindi, ogni processo di razionalizzazione, di ricerca di complementarietà, di supporto reciproco sugli aspetti commerciali, è importante, anche per quel che riguarda il settore charter, in cui entrambe le compagnie operano. L’interfacciarsi con i tour operator con un maggior numero di aeromobili a disposizione renderà infatti più facile e sicura la propria presenza sul mercato.

 

Sembra anche che Meridiana e Air Italy siano pronti a rilevare Livingston e c’è chi vede in questo conglomerato una minaccia per Alitalia. Lei cosa ne pensa?

 

Bisogna vedere bene l’evoluzione che avrà questa nuova società, dato che le compagnie che la compongono sono fuori da quelle grandi logiche di alleanza che condizionano, ad esempio, le strategie di Alitalia, ma allo stesso tempo sono fragili dal punto di vista economico-finanziario e quindi non hanno grandissimi programmi di sviluppo. Non bisogna poi dimenticare che Air Italy ha in essere ancora dei rapporti di code sharing con Alitalia. Probabilmente, quindi, quello che accadrà in realtà sarà una ricerca, ove l’Antitrust non riterrà necessario intervenire, di collaborazioni con Alitalia.

 

Potrebbe quindi nascere un’unica grande compagnia aerea italiana?


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