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Economia e Finanza

DECRETO DEL FARE 2/ Il "libro dei sogni" che blocca il governo

Il voto sull’incandidabilità, il timore di una guerra in Siria, e l’incapacità di Pd e Pdl di fare squadra: sono i tre elementi che, secondo GIUSEPPE PENNISI, frenano il governo

Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

In questi ultimi anni, in più occasioni, nel mese di settembre i Governi pro-tempore si sono trovati a dovere impostare manovre di bilancio in condizioni di incertezza. Oggi la situazione è resa ancora più incerta da tre determinanti esogene (che si aggiungono a quelle “tradizionali” dell’incertezza nel fare politica economica):

A) sul piano interno, la stabilità stessa del Governo (e l’eventualità di una nuova coalizione analoga a quella in carica) dipende da decisioni che verranno assunte dai maggiori soggetti politici sulla incandidabilità del leader del Pdl, e sulla sua stesse permanenza in Senato, in base a considerazione che nulla hanno a che fare con la politica di bilancio.

B) sul piano internazionale, soffiano venti di un conflitto che potrebbe diventare guerra guerreggiata ed estendersi non solamente alla Siria, con possibili forti tensioni sul mercato finanziario.

C) sul piano organizzativo, la coalizione che governa da quattro mesi è composta da due partiti che si sono scontrati violentemente per venti anni, hanno poca esperienza di lavoro di squadra comune e contano nel Paese circa il 55% del voto popolare.

Siamo a incertezza al cubo. Le prime due determinanti possono essere affrontate, sotto il profilo tecnico, facendo ricorso al metodo delle opzioni reali codificato da Avinash Dixit e Robert Pyndick, nel volume  Investment under Uncertainty “Investimenti in Condizione d’Incertezza” (Princeton University Press 1994) e ripreso in Italia nel libro mio e di Pasquale Lucio Scandizzo Valutare l’Incertezza (Giappichelli 2003), adottato da alcune università e utilizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dello Sviluppo Economico per alcune analisi di grandi investimenti. Sotto il profilo tecnico, l’Istat non ha ancora aggiornato (dal 1996!) i dati necessari per applicare la strumentazione a politiche (non a singoli progetti), ma soprattutto la fragilità politica rende molto difficile la condivisione di un metodo comunque ancora considerato innovativo.

Cosa fare? Prima di salire sull’aereo per San Pietroburgo, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha scritto a tutti i ministri sottolineando che mantenere il deficit pubblico sotto il 3% del Pil è «imprescindibile» e invitando tutti a presentare entro oggi le diverse proposte. In caso siano previsti maggiori oneri per il Tesoro, avverte Saccomanni, i ministri dovranno offrire anche le misure compensative.