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FINANZA E POLITICA/ Così Renzi ha trasformato l'Italia in un "bersaglio"

Mentre l’Italia si ferma per lo sciopero generale, il Paese riceve diversi rimbrotti dalle istituzioni internazionali. STEFANO CINGOLANI ci aiuta a capire meglio cosa sta accadendo

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La Cgil e la Uil hanno fatto il loro sciopero, con tanto di cortei e comizi come nei bei (?) tempi andati. I gruppuscoli estremisti si sono scontrati con la polizia come accade da quarant’anni a questa parte. La Germania bacchetta (nonostante gli abbracci tra i due presidenti e gli inviti a superare i pregiudizi). La Bce avverte che l’Italia rischia la procedura d’infrazione per aver violato la regole del debito. L’Istat certifica che siamo ancora in mezzo alla recessione perché la produzione industriale continua scendere e offusca i timidi segnali di speranza affiorati nelle settimane scorse. I giornali stranieri scrivono (come d’abitudine) pezzi al veleno sull’Italia caotica, inaffidabile e soprattutto corrotta (ieri l’International New York Times per la penna di Elisabetta Povoledo, già collaboratrice della Rai ed esperta in belle arti, ha pubblicato una delle più vaste collezioni di luoghi comuni partendo dall’inchiesta romana chiamata “Mondo di mezzo”). Matteo Renzi viene infilzato in Parlamento dalla sinistra Pd e dai dalemiani che hanno giurato vendetta tremenda vendetta. Insomma, il 2014 si sta chiudendo nel peggiore dei modi, con uno scenario che nessuno aveva immaginato così fosco. Come mai?

Può darsi che in quest’autunno si sia realizzata una perfida congiunzione astrale. Molto più probabile è che siano arrivati al dunque problemi non risolti e forse non risolvibili tutti insieme nello stesso tempo. Non dimentichiamo che in primavera Renzi aveva presentato un calendario preciso, una riforma al mese. Siamo a Natale e il bilancio è in rosso. Il Jobs Act indubbiamente è una riforma importante, contro la quale sono scesi in piazza Cgil e Uil, tuttavia resta ancora soltanto sulla carta. La riforma viene cento volte fatta e disfatta come la tela di Penelope alla quale è appesa anche la riforma del Senato. Quanto al bilancio pubblico si tratta di un patchwork, una collezione di pezze dai mille colori.

L’Unione europea e la Bce mettono il dito sull’eccesso di deficit spending destinato a far salire il debito anche nel 2016 quando finalmente dovrebbe fermarsi. Non hanno torto. Anche gettando alle ortiche la vecchia polemica sull’austerità, è evidente che il governo ha deciso di passare la nottata, sperando che prima o poi la ripresa (sia pur una ripresina) ci sarà. Così tutto slitta a primavera, quando bisognerà presentare il Documento di economia e finanza, ma anche quando probabilmente avremo un nuovo presidente della Repubblica che aprirà una fase politica diversa.