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CONSIGLI A RENZI/ Le tre mosse che valgono più dello sblocca-Italia

Dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, spiega GIUSEPPE PENNISI, la situazione per l’Italia non è migliorata. Occorrono dei provvedimenti più incisivi da parte del Governo

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Agli economisti e ai commentatori economici spetta di essere criticamente da stimolo, specialmente in una situazione come quella di oggi. Gran parte dei commenti sull’ultimo Consiglio dei ministri sono positivi. E non possono non esserlo dato che, secondo il comunicato di palazzo Chigi e gli interventi del Presidente del Consiglio e dei principali Ministri competenti per le materie trattate (non si conoscono ancora i testi dei provvedimenti), sono stati affrontati e verosimilmente risolti alcuni nodi della giustizia (specialmente di quella civile) e dell’investimento pubblico.

Tuttavia, occorre chiedersi se: a) è stata data una risposta adeguata alle aspettative suscitate; b) si è tenuto conto del peggioramento della situazione economica italiana (quale risulta dalle statistiche più recenti); e, soprattutto, c) cosa può essere fatto di concreto e di attuabile nelle prossime settimane nel predisporre la Legge di stabilità.

Le aspettative suscitate riguardano non solamente il vasto comparto della scuola (per il riassetto del quale ci è stato chiesto di pazientare solo alcuni giorni), ma soprattutto le inefficienze dell’azione pubblica quali risultanti del Rapporto Cottarelli (soprattutto nel comparto del socialismo municipale e regionale), abilmente centellinate dal servizio stampa di palazzo Chigi ai giornali e, quindi, all’opinione pubblica. La situazione economica riguarda l’evidente scivolamento dell’Italia dalla più lunga recessione del dopoguerra e una fase di deflazione in cui rischiamo di avvitarci su noi stessi perdendo ogni anno un po’ di reddito reale (sia nazionale, sia familiare, sia individuale).

Non conosco personalmente Matteo Renzi, ma non nego di provare simpatia per questo quarantenne (alla prese con problemi gravissimi) che si atteggia a trentenne e utilizza le metodiche di comunicazione dei ventenni nella convinzione (vera o presunta) di avere esiti positivi, in tal modo, anche sugli “umori” degli ottantenni. La conferenza stampa (dal “gioco del gelato” all’ultima slide) è stato un piccolo capolavoro di quella che un tempo si chiamava “persuasione occulta”. Ha probabilmente diminuito il divario tra attese e risultati, ma i problemi restano poiché in sostanza l’esito è stato un modesto rilancio dell’investimento pubblico (ridotto, nel lasso degli ultimi dieci anni, di due terzi per rapporto al Pil) e una velocizzazione della giustizia civile, che avverrà solo se si supereranno le resistenze di varie oligarchie.


COMMENTI
01/09/2014 - Molto più semplice: un caso concreto (mario Guereschi)

Vi racconto questa: assisto un'azienda che esercita un'attività che richiede un direttore tecnico. Il direttore tecnico in carica è venuto meno e nell'ambito aziendale e/o societario non esiste una figura per sostituirlo, anzi ci sarebbe il dipendente che ne sa più dell'ex direttore tecnico, ma non può farlo perchè è inquadrato come impiegato di terzo livello (anzianità superiore a tre anni) pur percependo una retribuzione maggiore a quella del livello ammesso, potrebbe essere direttore tecnico solo se inquadrato come impiegato di quarto livello o operaio di terzo livello. Stante la situazione si procederà alla messa in liquidazione dell'impresa ed al licenziamento del dipendente. E poi parliamo di sbloccare l'Italia! Questa è una delle migliaia di incongruenze o imbecillità. Ed ancora vogliamo dire qualcosa sulla formazione? Andiamo e/o mandiamo collaboratori a fare formazione obbligatoria da formatori che andrebbero loro formati, ma questi formatori hanno mai lavorato? Sanno di cosa parlano? e così dobbiamo pagare i corsi del c...o e pagare il tempo di mancato lavoro. Ma dove vogliamo andare? Ecco due cose che non costano niente e risolverebbero tantissimo.

 
01/09/2014 - la golden rule di maastricht (antonio petrina)

Occorre giustamente, come stabilito nel Cdm di venerdì 29, per ripagare il fardello del debito pubblico, reinvestire nella quota produttiva del patrimonio (artistico: leggi Artbonus, ovvero nel demanio stradale, ferroviario, ecc.), garantendo in sede europea che tali investimenti siano computati nella golden rule ammessa da Maastricht.